Pubblicato il 06/08/2012 22:15:21
Canta ancora il mondo, sorregge la sua gloria. E sia. Ma vedendo loffesa dell ingiustizia,la prevaricazione ho concepito stame d altezza: lo sdegno,pensai, sorregga il mio volo. Ho tratto il vello agli aruspici, per il viaggio che nascondeva sementi e tempesta, fra nuvole e deserti di ferro e ossidiana ho raccolto eserciti di squame. Un angelo,se angelo era, solo in principio alla nostra irresistibile avanzata sovrappose le sue ali reticolari, poi il sollevarsi di nebbie, uno stridere di freni,lo scalpitare di cavalli al galoppo, il vuoto scarlatto,la conca, il tonfo disperato della parte avversa e al di l del furore del sangue il premio ambto:la Contemplazione
Ora il Palazzo assediato, di l dai vetri della sua cortina, da un barlume di luce pulsante, quando discende Vesperus a nascondere e cancellare le forme conosciute in vastit dignoto e il vasto cielo canto siderale, solcato da aeree peregrine sentinelle, come richiami di megattere,specie radiali di Luce Ora, se avverto un richiamo il silenzio che sibila nella mia stanza, indistinto, indistinto il battito del cuore in attesa e un vapore pervade, dentro e fuori, di fluida nebbia assetata di spezie
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