Pubblicato il 03/03/2009 21:04:00
Questo libro un saggio in cui vengono raccolti vari testi scritti dallautrice in epoche precedenti. Un libro che desta curiosit e interesse fin dalle prime righe: Passando di fianco al mercatino rionale dimprovviso ha dovuto fermare gli occhi sulla vecchia sedia vuota [] Ora la sedia, qui. Per una frazione dellattimo: cera vergine che si cristallizza al sole e si disfa alla pioggia. La materia si d alla forma che viene e alla perdita della forma si abbandona. Insel Marty conduce il lettore in un percorso a tratti un poco ostile per chi non si intende di filosofia, di religioni orientali e di Vecchio Testamento. Ma sicuramente ha la capacit di destare nellanimo vibrazioni armoniche fondamentali, attraverso unasciuttezza di concetti e persuasive riflessioni che sembrano nascere dallesperienza dellautrice, dal suo probabile aver esperito, in qualche modo, ci di cui tratta; con fare deciso propone sue tesi e sintesi, spaziando nel mondo della filosofia greca e trovando unioni/disunioni col mondo della filosofia orientale. Ma ci che di questo libro colpisce sono i testi poetici che accompagnano il discorso filosofico e che in qualche modo ne sono coronamento e riflessione ultima nonch intuizione di una pi profonda verit sulle cose, percepita e percepibile soltanto, a mio avviso, dalla poesia, come se essa fosse una sorta di mistica: lEssere rivela s stesso nella poesia e il poeta diventa imprescindibile chiusura di una complessit che altrimenti si attorciglierebbe a spirale su s stessa. Semplice e al contempo geniale questa riflessione: La letteratura lombra della parola. Ma lombra cos intima alla luce. Quindi la parola come ente che riflette, luminosa, la luce dellEssere, e il sistema letteratura, con tutte le sue complessit, ombra della parola alla luce dellEssere, parola che vive di per s stessa senza necessitare dellombra ma che comunque, per il semplice fatto di essere alla presenza della luce, la rende presente, non come necessit, appunto, ma come conseguenza di contorno. E ancora: scrivendosi prendono luogo le parole / si prendono il foglio il tavolo la stanza / anche la strada sotto / e al di l quella che sale al colle / [] // laria non la occupano / in lei esalano la forma. Penso che scrivere filosofia in poesia sia una cosa che richieda una decisa maturit filosofica, una elevata percezione dellontologia dellesistenza e una grande austerit nelluso della parola. I versi di Insel Marty sono levigati, puliti, grandemente evocativi, si insinuano come vanghe ben poste sotto le zolle del reale, scalzandole e ribaltando il terreno per preparare una nuova semina: fascio dombre boscose / le nubi di un giorno finito / ma rasoterra traluce a specchio / dacqua con luna / che ancora non c / - riverbera ogni seme del buio // la notte volge gli occhi in s. Quasi a chiusura del libro v un bellissimo capitolo dedicato alla musica: [] A questo punto della strada vi dir che la cosa curiosa, ma forse scontata, che la frase di Jung, la psiche musica, mi si dispiegata nientaffatto metaforica, bens estremamente realistica [] cantano il frigo e lautoclave, lacsensore e il caterpillar [] il vicinissimo aeroporto emette profondissimi Karghiraa (essendo il Karghiraa una tecnica mongola di emissione vocale di una nota bassa insieme ad armonici acuti...). Quindi un libro non immediato, ma semmai ben ragionato e sul quale ragionare, insieme allautrice, in una interessante dialettica, senza lattesa di una schema scontato.
« indietro |
stampa |
invia ad un amico »
# 9 commenti: Leggi |
Commenta » |
commenta con il testo a fronte »
|