Pubblicato il 18/05/2012 08:23:49
da "Ninnananna di Cape Cod" - tratto da 'La Forma del tempo' - edit Corriere della Sera
X Abbassando le palpebre, un fondo di lenzuolo vedo e la curva di un gomito. E' il paradiso, qui dove mi trovo, poich luogo di fiacchezza il paradiso. Poich questo uno di quei pianeti dove non esiste prospettiva.
Prova a toccare con il tuo dito la punta della penna, l'angolo del tavolo: questo, vedi, suscita dolore. Dove la cosa acuta si trova il paradiso dell'oggetto; paradiso, raggiungibile in vita soltanto perch l'oggetto non pu prolungarlo.
Dove mi trovo una sorta di picco di montagna. Pi in l aria, Chronos. Serba queste parole. Il paradiso un vicolo cieco. E' un promontorio che s'incunea in mare. Un cono. E' la prua di un piroscafo di ferro. Ma non si grida "Terra!".
Si pu dire soltanto che ore sono. Detto questo, non resta che seguire il movimento delle lancette. E l'occhio senza suono affonda nello specchio del quadrante: in paradiso per non disturbare la quiete, l'orologio non batte.
Moltiplica per due ci che non c', e ti farai finalmente un'idea di questo posto. Poich sono parole anche le cifre, qui non hanno pi significato del gesto, che si scioglie nell'aria senza traccia, come un pezzetto di ghiaccio.
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