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Mario Fresa

Argomento: Intervista

Testo proposto da LaRecherche.it

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# 3 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 26/06/2009 00:36:46




DOMANDA.
Come ti presenteresti a persone che non ti conoscono? Chi Mario Fresa?

RISPOSTA.
Nella vita reale, insegna materie letterarie e dirige due collane editoriali per le Edizioni di arte-poesia LArca Felice. Ha scritto qualche libro e ha lavorato come giornalista pubblicista. Nella vita poetica (in quella, cio, non legata alle contingenze delle noiose attivit lavorative che dant panem), un innamorato della musica e del silenzio.
un disordinato che ama lordine.
Infine, un amante dei viaggi che odia tutti i mezzi di locomozione.


DOMANDA.
Riporto qui di seguito alcune informazioni bibliografiche che ti riguardano:

Suoi testi poetici sono apparsi sulle principali riviste letterarie (Caff Michelangiolo, Paragone, Nuovi Argomenti, Almanacco dello Specchio, Gradiva, Semicerchio, etc). presente in varie antologie, tra cui Nuovissima poesia italiana, a cura di Maurizio Cucchi e Antonio Riccardi (Mondadori, 2004).
Ha scritto un saggio in forma dialogica sulla poesia, Il grido del vetraio, in collaborazione con Tiziano Salari (2005). I suoi libri di poesia sono: Liaison (2002, prefazione di Maurizio Cucchi), Luomo che sogna (2004), Il bene (2007), Alluminio (introduzione di Mario Santagostini). Ha curato, insieme con Tiziano Salari, un volume di indagine critica a pi voci, dal titolo La poesia e la carne (2009).

Tutto questo da dove ha avuto inizio? Perch la scrittura? Chi stato a dirti che sei un poeta, o a dartene conferma?

RISPOSTA.
Prima di occuparmi di scrittura poetica e di critica letteraria, mi sono dedicato alla pittura e alla musica. A partire dai diciannove e fino ai ventidue anni ho studiato canto come baritono e mi sono occupato di critica musicale, scrivendo articoli e recensioni. Dalla musica, poi, sono passato ai versi, per uno strano accidente: essendo piuttosto difficile rintracciare le traduzioni in lingua italiana di alcuni Lieder di Schubert, Schumann e Hugo Wolf, che amavo ascoltare e cantare, mi misi a tradurli io stesso. Mi accorsi, per, che - mentre traducevo - rielaboravo i testi fino a riscriverli.
Lo stesso feci traducendo alcuni libretti dopera come Il Ratto dal serraglio, Il flauto magico, Didone ed Enea. Mi divertivo, anzi, a scrivere versioni ritmiche, cio isometriche, in modo da poter cantare le stesse traduzioni seguendo la prosodia della musica.
A poco a poco, per, iniziai a scrivere versi per mio conto.
Dieci anni fa, inviai qualche verso a Maurizio Cucchi. Una sera del 1999 fui raggiunto da una sua telefonata: ho scelto un suo testo. Sar pubblicato sul prossimo numero dello Specchio della Stampa. Ne fui molto felice. Negli anni successivi, Cucchi ha continuato a credere nel mio lavoro poetico, firmando la prefazione del mio primo libro, inserendomi nellantologia Nuovissima poesia italiana, uscita per la Mondadori, ospitandomi nel suo Dizionario dei poeti e, ultimamente, pubblicando varie poesie sullAlmanacco dello Specchio.
La sua generosit e la sua attenzione sono state fondamentali per farmi capire che potevo continuare a scrivere. Sono arrivate altre importanti conferme, poi, da parte di riviste sulle quali non facilissimo pubblicare, come Caff Michelangiolo, Paragone e Nuovi Argomenti.


DOMANDA.
Chi sono i tuoi maestri nella scrittura? Quali sono le tue letture preferite? C un autore in particolare che reputi essere il tuo preferito?

RISPOSTA.
Per la prosa: Flaubert, Balzac, Mann. Per la poesia: Lucrezio, Dante, Baudelaire, Leopardi, Pascoli.
Ma ho scolpiti nella mente anche versi indimenticabili di Eliot (in particolare dei Quattro Quartetti), di Mandeltam, di Rodolfo Wilcock, di Michelangiolo Buonarroti, di Amelia Rosselli.
Minteressano, poi, il teatro (con due antichi amori: Molire e Garca Lorca), la critica musicale (da Kierkegaard a Hermann Abert), la psicanalisi (Jung, Hillman), i saggi darte (memorabili gli scritti di Dino Formaggio dedicati a Pero della Francesca e a Goya), le letture filosofiche (con una tendenza anti-hegeliana: diretta dunque, fondamentalmente, allo studio di Schopenhauer e di Nietzsche; le Lettere a Lucilio di Seneca e tutti i libri di Walter Otto; e, infine, i magnifici saggi di Giorgio Colli dedicati al mondo filosofico presocratico).
Tra le letture pi importanti, per, devo citare quelle relative ai testi-chiave della teologia negativa: La Teologia tedesca dellAnonimo Francofortese (nella benemerita traduzione di Marco Vannini), I Sermoni di Meister Eckhart, Il pellegrino cherubico di Angelus Silesius, La notte oscura di Juan de la Cruz.


DOMANDA.
Per uno scrittore, in particolare per un poeta, quanto importante la lettura e il confronto con altri scrittori?

RISPOSTA.
La lettura fondamentale. I confronti spesso imbarazzano e inibiscono (come potresti mai tentare di scrivere una poesia dopo aver letto anche un solo verso della Vita nuova?).
Ma c unaltra attivit che trovo entusiasmante: la ri-lettura.
Molti libri li ho ri-letti anche cinque, sei, sette volte.
I libri molto amati, consumati e continuamente riletti non sono pi gli stessi: perch la scrittura si trasforma, si rigenera, si arricchisce e moltiplica, incessantemente, i suoi volti imprendibili.


DOMANDA.
Che cosa caratterizza la tua scrittura? Quali sono il filo conduttore e laria ispiratrice che fin dai primi versi ti accompagnano? Sottolineeresti qualche elemento di diversit o novit rispetto ai poeti tuoi contemporanei, o rispetto alla tradizione poetica italiana?

RISPOSTA.
La prima raccolta, Liaison, era un canzoniere erotico-amoroso, misto di versi e di prose, interamente dedicato alla mia compagna di sempre: mia moglie.
Limmagine scardinante dellamore come perdita dellio, attraverso il buio delleros e della con-fusione, mi era venuta in mente ascoltando una splendida composizione musicale di Stockhausen, intitolata Liaisons.
Successivamente, mi sono avvicinato a una linea meno personale e pi obiettiva, ovvero pi sfumata e indiretta, in cui tutto si integra, si mischia e si sovrappone: inganno e verit, invenzione e memoria, vita reale e visione sognata.
Quanto alle diversit o alle novit dei miei lavori rispetto alla poesia contemporanea, non sta a me giudicare, credo. Spetter agli altri, in futuro: se rester qualcosa della mia scrittura.


DOMANDA.
In relazione al tuo libro Separazione dalla luce, mi molto piaciuta questa nota di Francesco Marotta:

Tra tutte le accensioni che premono dietro la pupilla contratta del desiderio, la poesia lattimo di una luce che riverbera sulla pagina il chiarore inudibile di una lacerazione, il soffio del distacco, il presagio di unassenza () Il verso dimora nel varco tra due mondi, tra le pieghe amorose di una luce-non-pi luce che si pensa, e si osserva, nel suo essere parte di unombra-non-ancora-ombra: inafferrabile labirinto di colori gi stati o di l da venire, di acque memoriali dove le forme emergono per reclamare sillabe di esistenza, la carit di un segno che le coaguli per sempre nel solco della sua necessit: prima di affidarsi allunico abbraccio che le placa come movenze di una danza carnale che dileguano nel buio, ritornano nel respiro che ha mosso la prima ora e lultima, la prima cadenza e la quiete.

Il verso che dimora nel varco tra due mondi, molto interessante il fatto che la tua poesia sembra nascere da una frattura nella realt, la frattura tra il mondo fisico delle forme gi presenti in questo mondo e una sorta di iperuranio dove stanno forme ancora da arrivare o gi state ma che non hanno avuto le sillabe adatte a farle permanere nellesistenza, la poesia lattimo di una luce che riverbera sulla pagina il chiarore inudibile di una lacerazione.
Anche in Alluminio, recensito e consigliato su larecherche.it la poesia sembra nascere nel dormiveglia, sul limite del mondo tra la veglia e il sogno/presagio; riporto dalla recensione:

Nel mondo quantistico-poetico di Fresa escono particelle di senso dal nulla, cos come nella fisica quantica del mondo reale, si possono materializzare particelle dal vuoto quantistico, che subito, se non trovano un supporto energetico per prendere forma di materia stabile, tornano nel nulla dal quale sono emerse; tale supporto energetico, nelle poesie di Fresa, risulta essere il mondo delle sensazioni e dei pensieri, lemotivit del poeta, la sua cocente riflessione affettiva: Poi mi chiedevi un dono, un orologio per contare / le formiche degli assalti, le feste vinte / da un angelo leggero: / una ressa dintrovabili parole che invitava / allingegnoso salto nel buio. / Era un docile lamento che imbrogliava la vista / dei giganti: io ti guardavo / ansiosamente stringere la mano / dei penultimi confini.

Potresti dirci qualcosa al riguardo? La poesia come sangue che esce da una ferita, da una lacerazione nella realt e nello spirito umano?

RISPOSTA.
La poesia la ferita immedicabile dovuta alla separazione che contrappone lessere allEssere, il finito allinfinito. un misto di gioia e di ansia che sempre invade lo spirito di chi varca quella soglia bifronte, in cui si avverte la vertiginosa vastit di uno spazio vuoto, che ci ricorda la dolorosa esperienza dellesserci e la sua divisione dallUno.
Mi seduce e mi inquieta molto, questo approssimarsi ai limiti dellombra, ovvero quellattimo in cui si avvera unaurorale sospensione tra materia e invisibilit, tra immediatezza ed eternit.


DOMANDA.
Le tue poesie sembrano a tratti echeggiare un mondo fisico (non solo di forme) fatto di leggi ben precise e di comportamento indeterminato, talvolta fatuo, sembra che la tua parola poetica trovi sostegno, e nel contempo esprima le leggi fisiche di questo mondo. Che cosa pensi del rapporto tra poesia e scienza? Pensi che in qualche modo la lingua poetica possa essere investita anchessa del ruolo che la matematica ha nella scienza, cio possa interpretare la natura delle cose?


RISPOSTA.
Ogni forma di pensiero, diretta allanalisi e allinterrogazione degli eventi, sempre fondata sulla scienza (ricordiamo che la parola viene da scire, conoscere). Trovo impressionanti e sconvolgenti alcune indagini propriamente scientifiche, soprattutto quelle ancora lontane dallesattezza e dalla risoluzione. Ad esempio: che cos, o meglio che cosa nasconde la cosiddetta materia oscura, presente ovunque? pensabile una totale assenza di spazio e di tempo prima dellesplosione del Big Bang? pensabile intendere luniverso come infinito? Tutte queste domande non ce ne accorgiamo, forse non sono poste non solo dai cosmologi o dagli scienziati in senso stretto. Esse sono state ripetute, e sono ripetute, in forma meno diretta, da pittori, scrittori, musicisti, psicanalisti. Nel mondo antico, soprattutto nel mondo greco, il pensatore era, contemporaneamente, poeta e filosofo, musico e matematico, astronomo e teologo.
lepoca moderna, a partire soprattutto dal positivismo, ad aver creato le divisioni e le specializzazioni. Questo uno dei pi gravi traumi del nostro mondo culturale: un sapere settorializzato, chiuso in se stesso, dunque pi povero e limitato.


DOMANDA.
Come avviene per te il processo di scrittura? Scrivi di getto oppure rivedi i tuoi testi, sia nella forma che nei contenuti?

RISPOSTA.
Penso, rifletto. Ripeto continuamente suoni, parole, immagini, titoli, frasi. Trascrivo, riscrivo, cancello. Getto e poi smarrisco i foglietti dei quali sono sempre piene le mie tasche. Poi mi dispero nel non trovarli (escono fuori dopo mesi).
Quindi rielaboro ancora, cancello tutto di nuovo e riscrivo daccapo. Il tutto fino alla stampa. I correttori di bozze non hanno vita facile con me.


DOMANDA.
Come trovi leditore adatto ai tuoi testi? Quali sono le difficolt che hai incontrato nel pubblicare una raccolta di poesie?

RISPOSTA.
Molti editori li ho incontrati per caso. Ad esempio, Alfonso Conte della Plectica lo conobbi in modo informale. Gli piacque molto il mio primo libro e decise di pubblicarlo, coprendo personalmente le spese di stampa. Un gesto generoso. Fu casuale anche lincontro con Franco Alimena delle edizioni Orizzonti Meridionali, che conobbi a Cosenza: anche in quel caso, avendo vinto un Premio, organizzato dalla redazione della rivista Capoverso, la raccolta fu stampata a spese della casa editrice, in una prestigiosa collana che ha ospitato, tra gli altri, Mariella Bettarini, Luca Canali, Corrado Calabr, Tiziano Salari, Carlo Cipparrone. La difficolt non sta nel pubblicare o nello stampare un libro, ma, semmai, nel farlo leggere, girare, valutare.


DOMANDA.
Hai pubblicato tuoi testi su varie riviste di letteratura. Quale secondo te il ruolo di tali riviste?

RISPOSTA.
Vista la poca distribuzione dei libri di poesia, soprattutto dei piccoli e medi editori, quasi preferibile pubblicare testi su riviste (quelle, ovviamente, a diffusione nazionale). Il limite di molte di queste pubblicazioni, per, consiste nella loro eccessiva settorialit: assurdo leggere una rivista che si occupi solo di poesia (o, in generale, di letteratura). Lideale sarebbe poter leggere una rivista culturale in senso lato, capace di accogliere riflessioni e indagini su tutte le forme della conoscenza, dalla poesia al teatro, dalla pittura alla musica, etc.


DOMANDA.
Perch tanti lettori trovano difficile la poesia? Che cosa ne pensi? Quale la responsabilit dei poeti, quale quella degli editori, quale quella dei lettori?

RISPOSTA.
Chi dice che sia negativo il fatto che la poesia spesso difficile? Se partiamo dal presupposto che lesistenza , nella sua quasi totalit, piena di domande irrisolte, di lati oscuri e incomprensibili, di risoluzioni inaspettate o assurde, e se non ci convinciamo del fatto che la poesia non unevasione o un ornamento della vita, ma un potenziamento e uno specchio della stessa vita, allora non possiamo che trovarci di fronte a una scrittura che devessere per forza composita e complessa, in modo che sia capace di produrre continuamente, incessantemente, nuove domande. Lasciamo la (cosiddetta) poesia facile ai cantautori, autori di autentiche fesserie in versi, o ai gazzettieri della finta cultura, o ai luoghi comuni del linguaggio giornalistico-televisivo; lasciamo la scrittura ricompositiva e consolatoria ai giornaletti che si occupano dellovvio e del banale.

Quanto alle responsabilit:

1) I poeti dovrebbero smetterla di pensare soltanto al loro narcisismo e al loro solipsismo; dovrebbero imparare a comunicare e a dialogare, perch con il confronto si impara a vedere le cose non solo dal proprio limitato punto di vista. Ci difficile, soprattutto con i poeti (veri e finti) della mia generazione, che al massimo amano costituire piccoli gruppi (o meglio clan) sempre in guerra e in competizione. stato molto pi facile, per quanto mi riguarda, comunicare e scambiare opinioni con poeti come Cucchi, Salari, Parri, Bettarini, Santagostini, Majorino, Spagnuolo, Fontanella, Furia, Marotta, Cerrai, etc., che con i miei coetanei.

2) Gli editori dovrebbero finirla di comportarsi da salumieri, badando meno ai soldi e provvedendo a costruire un autentico discorso culturale. Qualche anno fa, proposi a un editore di media importanza, riconosciuto a livello nazionale, una mia raccolta. Al telefono mi disse (avendo a malapena letto il titolo): Va bene, va bene, ma quanto disposto a spendere per pubblicarlo?.


3) I lettori dovrebbero tornare ai libri davvero importanti e lasciare stare le attuali idiozie para-letterarie, come ad esempio i romanzacci da Liala raccomandati ai Premi e che lanno successivo sono gi belli e dimenticati. Devono scegliere in maniera autonoma, liberandosi delle nefaste mode correnti.


DOMANDA.
In tutta libert e sincerit che cosa pensi di siti, quali larecherche.it, che danno la possibilit di pubblicare liberamente testi online ad autori altrimenti sconosciuti? C qualche cosa che vorresti dire agli autori/lettori che frequentano larecherche.it?

RISPOSTA.
La mia esperienza con i siti letterari stata sempre molto positiva. Soprattutto perch sono nate amicizie, rapporti di collaborazione. Ho avuto modo di conoscere molti bravi critici e poeti contemporanei.
Naturalmente, apprezzo i siti che scelgano i testi da pubblicare dopo un attento e consapevole esame selettivo, dando spazio anche ai commenti dei lettori.
Vedo con piacere che larecherche.it percorre questa strada.


DOMANDA.
Hai qualcosa da aggiungere, qualche auto-domanda da porti?

RISPOSTA.
Adesso no.


Grazie.
Grazie di cuore a te e alla Redazione.


(Intervista a cura di Roberto Maggiani)

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