:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Saggi
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 3675 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Mon Apr 27 03:24:04 UTC+0200 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Il sentiero dei biancospini

Argomento: Letteratura

di Valentina Corbani
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutti i saggi dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 1 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 10/03/2011 14:55:26

IL SENTIERO DEI BIANCOSPINI PROUST E LAMORE NELLA RECHERCHE

Al ciel, a voi, gentili anime, io giuro che voglia non mentr bassa nel petto; charsi di foco intaminato e puro. Vive quel foco ancor, vive laffetto, spira nel pensier mio la bella imago da cui, se non celeste, altro diletto giammai non ebbi, e sol di lei mappago[1].

Questi versi di Leopardi sarebbero, secondo me, una sintesi abbastanza acuta della rappresentazione dellamore nella Recherche proustiana.

Lamore (o le idee di Proust sullamore) fortemente tematizzato nellintera opera e tutti i tipi di amore che vengono presentati, da quello di Marcel per Gilberte alla sua ossessione per Albertine, da Swann e Odette fino alla sodomia e allomosessualit di Charlus, hanno una caratteristica comune: lirrealizzabilit. Lamore non realizzabile; non solo, lessere amato non raggiungibile. Non lo toccheremo mai n penetreremo mai il suo mistero. E inutile sforzarci, vano seguirlo per le strade di Parigi, domandare a chiunque non serve. C qualcosa insito nellessere amato (o fatto oggetto damore) che noi non conosceremo mai; c qualcosa nella natura dell amore che non permette che esso sia realizzabile.

Scrive Proust nella Prisonnire:

Et je comprenais limpossibilit o se heurte lamour. Nous nous imaginons quil a pour objet un tre qui peut tre couche devant nous, enferm dans un corps. Hlas! Il est lextension de cet tre tous les points de lespace et du temps que ces tre a occups et occupera. Si nous ne possdons pas son contact avec tel lieu, avec telle heure, nous non le possdons pas. Or nous ne pouvons toucher tous ces points. Si encore ils nous taient dsignes, peut-tre pourrions-nous tendre jusqu eux. Mais nous ttonnons sans le trouver. De l dfiance, la jalousie, les perscutions. Nous perdons un temps sur une piste absurde et nous passons sans le souponner a ct du vrai[2].

Allora noi non possiamo toccare lessere amato se non incatenandolo a noi per un certo periodo di tempo(Albertine La prisonnire); tuttavia, lessere amato, che quello pi sfuggente (Albertine La fugitive), a un certo punto ci lascia, fugge, scompare e noi non possiamo fare nulla per impedirlo.  Lamore, cos come rappresentato nella Recherche, sempre tragico. In definitiva, lamore non amore perch lessere amato si trova sempre in un altro luogo, in un altro tempo; ha, quindi, delle coordinate del tutto diverse dalle nostre. Noi non possiamo arrivare a toccarlo per questo motivo, per questo problema di coordinate.

Laddove siamo noi, lessere amato non pu esserci o se c prigioniero, obbligato a essere l ma sostanzialmente altrove se vero che una persona dov il suo cuore non dov il suo corpo[3]; e viceversa. Laddove lessere amato , in quel luogo e in quel tempo privato e personale, noi non possiamo essere, non possiamo entrare nel suo spazio, non facciamo parte del suo tempo.                                                   Lamore nella Recherche, e credo anche nella concezione di Proust, si traduce in questo: nella sua irrealizzabilit. Lamore limpossibilit del suo compimento. E gi insito nel carattere dellamore stesso il tormento, la gelosia, la menzogna e limpossibilit di essere amati. Lamore non afferra mai loggetto del suo desiderio[4] nella Recherche e nella vita di Proust. Non solo, ma linnamorato, come si diceva, non arriva mai nemmeno a toccare loggetto del suo desiderio. Proust, secondo Franois Mauriac, un uomo che deve aver sofferto in maniera spaventosa. Egli era arrivato a uno scetticismo e a un nichilismo totale, sia per quanto riguarda lamore sia per quanto riguarda lamicizia. [] Le sofferenze dei suoi personaggi su di s, su se stesso che le ha provate[5]. Quindi, se ci viene detto che lamore cos, possiamo fidarci.

Nessun luogo lontano, ha scritto Richard Bach. Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse gi?[6] Un pensiero consolatorio e, per chi lo desidera, possibile. Io credo tuttavia che Proust avesse sperimentato che non cos. Non si vicino a chi si ama, n per Proust n per Marcel nella Recherche, solo perch lo si desidera. Lessere amato fugge da noi, non desidera essere con noi; di conseguenza, noi non siamo con lui, non ci avviciniamo nemmeno a lui. Diciamolo ancora una volta perch qui, in questidea, che si gioca tutta la questione della rappresentazione dellamore nella Recherche: lessere amato ha altre coordinate, noi non abbiamo il codice di quelle coordinate.

Nella Recherche molti sono i segni che il lettore invitato a cogliere. Quasi tutto si esprime per segni. Lessere amato colui che pi di tutto rappresenta un segno da decifrare. E anche colui che invia (volontariamente o no) messaggi che linnamorato non comprende; linnamorato non pu decifrare i segni che formano lessere amato[7]. Questi rester sempre un mistero.

Ogni cosa nellopera si esprime attraverso segni: lamore, la mondanit, larte, la gelosia.

La gelosia strettamente legata alla rappresentazione dellamore nellopera proustiana. Linnamorato, che non pu toccare loggetto del suo amore, sempre geloso. La non conoscenza, il non poter sapere rendono linnamorato geloso. Swann il prototipo ideale in questo senso. Scrive infatti Proust in Un amour de Swann:

partir de cette soire, Swann comprit que le sentiment quOdette avait eu pour lui ne renatrait jamais, que ses esprances de bonheur ne se raliseraient plus[8].

Ecco, lamore e le speranze di felicitche a questo si attribuiscono (altrimenti, perch innamorarsi?), non si realizzer mai. C sempre, nella Recherche come nella vita, una sera che diventa quella sera, in cui non si pu pi fuggire da questa consapevolezza. In quella sera diventa chiaro che la felicit non si realizzer mai.  In quella sera veniamo bruscamente e ferocemente messi a contatto con la ralit [que] est donc quelque chose qui na aucun rapport avec les possibilits[9]; infatti, Swann che geloso e nella sua gelosia diventa una sorta di investigatore privato, vaglia sempre tutte le possibilit, cerca di colmare tutti i vuoti delle giornate di Odette. Sono le cose che non sa, le menzogne di Odette, i luoghi e il tempo in cui lei senza di lui che danno energia alla sua gelosia e permettono la sua investigazione. Swann contempla tutte le possibilit, cerca tutte le risposte possibili alla domanda che lo tormenta e che motore della sua gelosia (di ogni gelosia); cerca, invano, di capire dov Odette quando non con lui, che cosa fa Odette in quelle ore e, soprattutto, con chi. Contempla ogni possibilit Swann, da bravo detective; agli occhi di Swann, nessun atto di Odette privo di significato, agli occhi del Narratore nessuna frase di Albertine innocente[10], ma la sua domanda destinata a restare senza risposta perch, abbiamo visto, la realt non ha alcun rapporto con le possibilit.  Pi di questo, ancora, lessere amato non ha le nostre coordinate, non vive nel nostro spazio e nel nostro tempo. Marcel non potr tenere per sempre legata a s Albertine n la nonna; e Swann non potr mai sapere (o non vorr mai sapere) che cosa fa Odette in quelle ore senza di lui (e, credetemi, meglio per lui non saperlo).

Secondo Giacomo Debenedetti, la Ricerca del tempo perduto limmensa istruttoria di un geloso, limplacabile interrogatorio che Proust, con lossessiva ostinazione della mania gelosa, rivolge alla sfuggente vita[11]. Ecco allora che il geloso Swann una parte molto piccola del geloso Proust. E allora lamore ansioso di Swann per Odette la chiave critica per rileggere tutta la Recherche[12].

Quando il desiderio non appagato diventa energia. Il desiderio non appagato e il non poter sapere, lessere escluso dalla vita dellamato di cui si parlava prima, sono il motore delle azioni del geloso. Il desiderio appagato porta a una situazione di calma e, in alcuni casi, a non desiderare pi niente[13]. E infatti il non appagamento, la non realizzabilit del desiderio o dellamore o di qualunque altra cosa che produce lenergia o la tensione necessaria allavanzamento della storia. E cos per gran parte della Recherche ed cos, spesso, nella vita. Voi provate a innamorarvi, ma innamorarvi per davvero con tutto il cuore, con tutto il corpo, con tutto il cervello di qualcuno che non vi vuole, che non vi desidera, che non ama n voi n il vostro amore per lui. Voi provate a amare qualcuno sul serio. Amate questo qualcuno con tutti voi stessi o non amatelo per niente. Amatelo con il cuore, con la cassa toracica, con le mani; amatelo con il cervello, con la schiena, con le punte dei capelli. Amatelo con tutto il vostro corpo e con tutto il vostro cuore. Se amate qualcuno (quindi siete disposti a (con) patire per lui), amatelo cos o non amatelo affatto. Farete cose impensabili per gli altri esseri (umani ma non innamorati) se amate qualcuno cos. E sar il vostro desiderio non appagato (e non appagabile), la vostra felicit perduta, non realizzabile a muovervi in questa direzione. Correreste nudi nella neve se fosse per correre da lui. Dichiarereste il vostro amore pur sapendo e a dispetto di questo di venir respinti, che lui non vama in cambio, ma voi s, quindi glielo direste. Il vostro desiderio frustato, i vostri sogni disperati e irrealizzabili vi porterebbero a questo.

Tutto questo discorso pu essere importante per quanto riguarda la coppia Marcel Albertine. Albertine lessere amato e fuggente per eccellenza. Le coordinate di Albertine sono decisamente altre da quelle di Marcel e lei totalmente in un altro spazio e in un altro tempo. Albertine irraggiungibile, nel senso che per linnamorato (Marcel) non possibile avvicinarsi a lei se non, lo dicevamo gi, costringendola, facendola prigioniera.

Anche Marcel, come Proust e Swann, geloso e la sua gelosia di tipo retrospettivo.

La gelosia retrospettiva la forma estrema dellattaccamento: attaccamento senza pace e senza remissione, senza speranza alcuna di futura redenzione. Essere gelosi del passato dellaltro significa incatenarsi, e incatenarlo, alle ombre di una dimensione che non gli appartiene pi. Oppure gli appartiene ancora? Questo il dubbio che tormenta il geloso: perch, anche se il passato passato, non per questo lo si pu cancellare; al contrario, lo si pu far rivivere nel ricordo, lo si pu rivivere con tale fedelt da renderlo ancora attuale e presente[14].

Marcel, come Swann, geloso del passato dellamata: geloso, dunque, di quello che lei stata prima di conoscerlo; geloso dei luoghi che ha visitato senza di lui, delle persone con cui ha parlato quando lui non cera. Geloso, in definitiva, di quel pezzo dellessere amato che esisteva gi prima di lui, che lui non conosce (e non conoscer mai) e che non potrebbe (ri)conoscere in futuro. Per quanto ci si impegni, infatti, qualcosa nellessere amato, quel qualcosa che dovremmo raggiungere per conoscere la persona che amiamo, ci rester precluso; non sapremo mai chi colui che amiamo. Infatti,

per entrare in noi, un essere obbligato a prendere la forma, a piegarsi alla cornice del tempo. Apparendoci soltanto per momenti successivi, non ha mai potuto darci di s che solo un aspetto per volta, non ha mai potuto fornirci di s che una sola fotografia. E una gran debolezza, certo, per un essere umano consistere solo in una semplice collezione di momenti; una gran forza anche; dipende dalla memoria, e la memoria di un attimo non conosce tutto quel che successo in seguito[15];

 n, potremmo dire, quello che successo prima; ed il prima, il passato il campo dazione del geloso.

La gelosia non comunque lunica forma in cui si manifesta, o alla quale si riduce, lamore. C qualcosa di molto pi sottile, diffuso nellintera opera e che amore secondo me. Larte, la letteratura soprattutto. Non tratter qui n Vinteuil (e la musica) n Elstir (e la pittura), ma credo sia importante fermarsi un attimo su Bergotte (e la scrittura).                                                                                                Bergotte lo scrittore nella Recherche. Marcel lo sar molto pi tardi e Swann non lo sar mai; quindi, per gran parte dellopera, Bergotte lo scrittore. E una forma damore anche questa. Quella di Bergotte per la scrittura come lo sar poi quella di Marcel e come non lo stata quella di Swann. Il discorso senzaltro molto pi lungo e complesso, ma, almeno in parte, si riduce a questo: Swann non diventa uno scrittore perch si perde nella mondanit, nei piaceri, nell amore (o in quello che lui crede essere lamore), nel vizio; quello di Swann non un rapporto damore con la scrittura, non spenderebbe la vita per la letteratura (al contrario di Bergotte, di Proust e, in parte, di Marcel), per questo non pu diventare uno scrittore. E nella sua caratterizzazione non poterlo essere quanto in quella di Odette lo mentire. Bergotte, e Marcel alla fine, sono diversi.

Bergotte lo scrittore e viene letto da tutti nella Recherche; Marcel lo legge fin dallinfanzia. Bergotte colui che concretizza larte, la scrittura nellopera. E, se intendiamo la scrittura di Bergotte come una forma damore, si pu dire che il suo sia il solo amore ricambiato. Se lo scrittore d la vita per i suoi libri, sono poi questi che durante tout la nuit funbre, aux vitrines claires, disposs trois par trois, veillaient comme des anges aux ailes ployes et semblaient, pour celui qui ntait plus, le symbole de sa rsurrection[16]. Lunica forma damore, se vogliamo considerarlo tale, a cui c una risposta; un affetto in cambio. Lunico modo damare che ci permette dessere noi stessi; non c necessit di fingere con i libri. Avec les livres, scrive Proust in Sur la lecture, pas damabilit[17]. Tutti i nostri timori, le nostre domande, i nostri dubbi scompaiono di fronte a quella forma damore (Proust, in realt, parla damicizia) che la lettura; per Bergotte e per Marcel, alla fine, la scrittura.

Swann, allora, perdendo il suo tempo e la sua intera vita per quello che non importante, non ha nemmeno la possibilit di conoscere lamore (non amore, in definitiva, quello che lui prova per Odette) n dessere ricambiato. Swann si perde perch non capace di riconoscere le cose importanti; le sue coordinate sono del tutto sbagliate, e lui stesso alla fine di Un amour de Swann costretto a riconoscerlo. Proust, infatti, mette in bocca al personaggio Swann queste parole:

E pensare che ho sprecato tanto tempo, ho provato un grande amore, desiderato di morire, per una che non mi piaceva, che non era neanche il mio tipo[18]. 

Com diversa la fine di Bergotte e di Swann. Bergotte, in fondo, meglio di Swann ha avuto (solo) laccortezza di ascoltare, di pazientare e di capire per che cosa spendere la vita; quello che far anche Marcel, come gi Proust aveva fatto, alla fine del suo lungo apprendistato che inizia in una stanza da letto e finisce non in un luogo ma dans le Temps[19].



[1] Giacomo Leopardi, Canti, Zanichelli, Bologna, 1954, p. 88

[2] Marcel Proust, la recherche du temps perdu, Gallimard, Bibliothque de la Pliade, Paris 1999, p. 1344 [E comprendevo limpossibilit contro la quale urta lamore. Noi ci figuriamo che esso abbia per oggetto un essere che pu stare steso davanti a noi, chiuso in un corpo. Ahim! Lamore estensione di tale essere a tutti a tutti i punti dello spazio e del tempo che ha occupati e che occuper. Se noi non possediamo il suo contatto con quel luogo, con quellora, noi non lo possediamo. Ora noi non possiamo toccare tutti quei punti. Forse, se ci venissero indicati, potremmo arrivare sino a essi; ma noi procediamo a tentoni senza trovarli. Di qui la diffidenza, la gelosia, le persecuzioni. Perdiamo un tempo prezioso su di una pista assurda, e passiamo senzaccorgercene accanto alla verit.]

[3] Richard Bach, Theres no such place as far away, 1976; trad. it. Nessun luogo lontano, Rizzoli, Milano 1982, p. 18

[4] Virginia Woolf, To the Lighthouse, 1927; trad. it. Al faro, Feltrinelli, Milano 1993, p. 88

[5] Franois Mauriac in unintervista per il documentario di Attilio Bertolucci, Alla ricerca di Marcel Proust, ERI/RAI, 2000

[6] Richard Bach, Nessun luogo lontano, cit., p. 11

[7] Cfr. Gilles Deleuze, Marcel Proust et le signes, 1967; trad. it. Marcel Proust e i segni, Einaudi, Torino 1970, pp. 19-20

[8] Marcel Proust, la recherche du temps perdu, cit., p. 1899 [trad. it. A partire da quella sera, Swann cap che il sentimento nutrito un tempo per lui da Odette, non sarebbe mai pi rinato, che le sue speranze di felicit non si sarebbero mai avverate]

[9] Ibid [trad. it. La realt [che] qualcosa che non ha nulla a che fare con le possibilit]

[10] Mariolina Bongiovanni Bertini cit. in Marcel Proust, Jalousie, 2007; trad. it. Gelosia, ASCE, Roma 2010, p. 9  

[11] Giacomo Debenedetti, Rileggere Proust, Mondadori, Milano 1982, p. 48   

[12] Daria Galateria, Tradimenti, in Marcel Proust, Gelosia, cit., p. 11

[13] Cfr. Honor de Balzac, La peau de chagrin, 1831; trad. it. La pelle di zigrino, Garzanti, Milano 2006, p. 49

[14] Francesco Lamendola, Ne La prigioniera di Proust, linferno della gelosia retrospettiva, 2011, articolo (www.scribd.com)

[15] Marcel Proust, la recherche du temps perdu, cit., p. 1679

[16] Ivi, p. 1209 [trad. it. Durante tutta la funebre notte, alle vetrine illuminate, i suoi libri, disposti a tre per tre, vegliarono come angeli dalle ali spiegate e sembravano il simbolo della resurrezione di colui che non era pi.]

[17] Marcel Proust, Sur la lecture, Actes Sud, Avignone 1988, p. 19

[18] Marcel Proust, la recherche du temps perdu, cit., p. 879   

[19] Ivi, p. 2899 [trad. it. Nel tempo]



« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 1 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Valentina Corbani, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Valentina Corbani, nella sezione Saggio, ha pubblicato anche:

:: [ Letteratura ] Il sogno l’alternativa (Pubblicato il 15/04/2012 10:52:47 - visite: 2174) »

:: [ Letteratura ] ’PERCHE’ NESSUNO SIA PIU’ SCHIAVO’ (Pubblicato il 30/05/2011 12:30:29 - visite: 3425) »

:: [ Letteratura ] CURARSI DALLA FAMIGLIA (Pubblicato il 24/05/2011 14:30:04 - visite: 1900) »

:: [ Letteratura ] ’JE EST UN AUTRE’ (Pubblicato il 04/04/2011 13:44:49 - visite: 2455) »

:: [ Letteratura ] ’JE EST UN AUTRE’ (Pubblicato il 30/03/2011 10:53:21 - visite: 1964) »

:: [ Letteratura ] DALLA PARTE DI BERGOTTE (Pubblicato il 11/03/2011 10:42:15 - visite: 4233) »