Urlarono il crepuscolo i corvi
E l’attesa generò rivoltelle e tuniche assolute
Sono duemila e più anni che un esercito di anfore abita grotte
E paure di soldati sconosciuti
Quando arriva un tipo senza cuciture
Ed i capelli incatenati al fuoco
Con le mani illuminate dall’eternità
Lui sale su colline e grattacieli
E parla lentamente
Con dodici pietre negli occhi
Parla di verità difficili e di falsi tesori
Parla di maiali ripieni di ragù e dollari
Di bentley e mercedes fatte di saliva avvelenata
Lui racconta di cannoni di supermercati
E di uomini che fabbricano bambole
A forma di libri impossibili da leggere
E racconta di streghe che vendono oroscopi e latte nero
e numeri della fortuna
E poi dice che il mondo è fatto di carta e neve
E che bisogna ricoprirlo con foglie nuove e sorrisi
Per non farlo seccare
E scrive parole nel ghiaccio
E disegna paure
Nelle vene trasparenti del deserto
Così tutti possono vedere le ultime balene ingoiate dalla guerra
E le scritture segrete
Imbandite sulle tavole della pace
Una sera di festa
Da un labirinto esce un fango nuovo
Fatto di scudi e inviti televisivi
E lo showman dice all’orchestra che lo spettacolo può cominciare
Sulla pista arriva la squadra di iene e operai
E si proiettano due legni
E turbine masticate nell’oppio e nel cemento armato
E così quel tipo arriva trasportato su una lettiga
Di champagne e sigarette
E lo legano all’universo
In mezzo a chiodi inferociti e teste di bronzo
Molti fanno la fila per comprare il biglietto
E potergli lanciare coltelli
E bestemmie affettate negli hamburger
Qualcuno addirittura telefona in diretta
E vuole indovinare il peso dei chiodi
E la marca del cemento armato
Con cui è fatta la croce
Lui rimane lassù
In mezzo alle stelle mute e a papaveri
Con le orecchie avvolte nel sangue della via lattea
Ed un cucchiaio
Addormentato nella vecchia ninna nanna
Con pane senza sale e marmellata di parole dolci
La madre rimane in disparte
Nell’ultima fila
Con quel suo tailleur di paglia e lacrime
Rimane lì
Ad aspettare il segno finale
Per salire all’ultimo piano
paul sark novembre 2009
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