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Maghi, sensitivi, cartomanti: il futuro è in linea

di Abraxas
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Pubblicato il 24/01/2013 05:42:01

Vagavo per la città senza una meta: il colore uggioso del cielo era anche quello del mio umore. Non avevo più un lavoro già da qualche giorno: la ditta cui avevo dedicato molti anni della mia vita aveva chiuso i battenti, spazzata via dai venti di crisi che ancora spirano su questa parte del vecchio continente. Con lo sguardo basso e il morale sotto i tacchi non mi accorsi nemmeno di lei: la urtai per sbaglio. La guardai e le chiesi di scusarmi. Era una zingara giovane e bella: forse è per questo o solo per rafforzare le mie scuse, che accettai la proposta di farmi leggere la mano. Le mostrai la sinistra: dopo averla guardata con attenzione per qualche minuto, scosse la testa. "La linea di Saturno mormorò, la linea di Saturno è spezzata. Puoi scordarti il successo, la Dea bendata non ti degna di uno sguardo". Le chiesi delle probabilità di trovare un lavoro, di pagare regolarmente l'affitto della abitazione dove mi ero trasferito dopo la separazione. Le risposte non furono favorevoli. "Ti aspetta una vita grama e dura" mi disse guardandomi diritto negli occhi. Le diedi una moneta da un euro ed affrettai il passo, deciso a tornare a casa, il prima possibile. La prima cosa che feci appena varcato l'uscio della mia abitazione fu accendere il portatile. Il colloquio con la zingara aveva accresciuto il bisogno di conoscere il futuro; mi misi a cercare tra siti di cartomanti, divinatori e sensitivi, chi poteva darmi qualche speranza. Una stanza in penombra, il profumo d'incenso nell'aria, un'atmosfera intrisa di magia e mistero; la "Maga dei sogni realizzati" mi accolse con un largo sorriso, dopo aver contato i soldi pattuiti per l'onorario, al momento dell'appuntamento. Mi lasciò parlare. Aveva un sorriso rassicurante, il volto materno di una donna che dedicava il tempo libero alla cura dei nipotini. Le raccontai del lavoro perso, della separazione da mia moglie, di quanto mi mancassero i miei figli. Mi sorrise senza battere ciglio; mischiò le carte e mi chiese di alzarle con la mano sinistra. La prima ad uscire fu Il Carro al rovescio, seguita in successione dall'Appeso e dalla Torre. Il responso delle carte era chiaro: il futuro si prospettava difficile. Provò ad utilizzare tecniche differenti per addolcire almeno un po' la pillola, ma con scarsi risultati. La salutai, prima di abbandonare la stanza col morale a terra. Non mi rassegnai: forse un astrologo poteva darmi risposte migliori. Presi appuntamento con un'autorità del campo: la parcella richiesta era da idraulico al lavoro nel giorno di Ferragosto. Uno sproposito! Prima di confermare l'appuntamento per la settimana successiva, mi furono chiesti i dati natali, per stendere il tema radix e preparare i calcoli dei transiti, delle direzioni simboliche e delle rivoluzioni solari necessarie a una seria divinazione del futuro. Rimasi sbalordito: non immaginavo che dietro la stesura di un oroscopo potesse starci tanto lavoro! Attesi con ansia, quindi, il giorno dell'appuntamento.
Il responso degli astri non si discostò molto da quello delle carte; sembrava proprio che Saturno m'avesse preso di mira! Alla nascita dominava l'ascendente; opposto a Venere, era responsabile dei miei problemi affettivi, in aspetto teso col Sole complicava la ricerca di un lavoro sicuro. Meno male che non si è ancora scontrato con Marte: quando succederà, prima o poi, anche la salute potrà risentirne. Nessuna speranza, pur piccola, l'avvenire è tetro, almeno a sentire gli astri. Il disordine del mio appartamento da single non era il massimo per tirarsi su di morale: bastò qualche telefonata, però, per trovare un'amica disposta ad allietare la mia serata, in cambio di un piccolo incentivo...in denaro.
Ripresi a cercare un'occupazione: spedii curriculum ovunque, presi un'infinità d'appuntamenti, feci decine di colloqui di lavoro. Con Saturno contro, però, c'era poco da fare. L'ozio, dice un proverbio, è il padre dei vizi: posso giurare che è vero, dato che spendevo il sussidio di disoccupazione in fumo, alcool e puttane. Un pomeriggio che ero già brillo e vagavo per le strade in cerca di compagnia, mi ritrovai di fronte alla zingara che mi aveva già letto la mano. Mi riconobbe e sorridente mi chiese del lavoro e del resto col suo forte accento dell'Est: le bastò la mia alzata di spalle per capire che le cose non erano cambiate. Fu l'alcol, forse, a rendermi audace o il bisogno di placare la solitudine: fatto sta che l'invitai a cena per quella sera. Fui stupito dal suo assenso immediato: le diedi l'indirizzo del ristorante e le chiesi quello di casa, per passare a prenderla all'ora convenuta. Mi rispose che non era necessario, conosceva dove era situato il locale e non aveva difficoltà a raggiungerlo. Arrivò alle ventuno in punto, mentre ero già seduto al tavolo del ristorante prescelto; non la riconobbi subito. In abito lungo nero firmato Valentino, con i capelli biondi sciolti, il trucco leggero, non assomigliava per nulla alla zingara che leggeva la mano per strada. In realtà, mi rivelò durante la cena, non era una zingara, ma una laureata in lingue disoccupata. L'idea di quello strano lavoro le era venuta dopo l'ennesimo mancato rinnovo di un contratto: grazie a questa trovata, guadagnava parecchio, poteva permettersi un certo tenore di vita e in fondo non faceva nulla d'illegale. Tirai un sospiro di sollievo. Allora, le dissi, la linea di Saturno non c'entra niente, era tutto un trucco! Ho letto qualche libro, disse, ma non sono un'esperta: mi dispiace se le mie parole ti hanno preoccupato. Non fu la nostra unica cena: altre ne seguirono. M'invitò a casa sua qualche sera dopo e facemmo l'amore: qualche mese dopo mi vi trasferii in pianta stabile. La mattina mi alzavo presto con lei: che piacere era guardarla mentre svestiva morbide vesti di seta, per indossare poveri abiti consunti e sgualciti, dalla pioggia e dalle intemperie del tempo. L'accompagnavo al lavoro e ne curavo gli interessi: investivo i suoi risparmi, da manager esperto di trading sapevo come farli fruttare. Ci guadagnavo qualcosa anch'io: forse cartomanti e astrologi avevano sbagliato i conti. Il successo non dipende dalle stelle, ma dal talento, da ciò che si è appreso o si sa fare. La felicità non fu duratura, non bastò essere innamorati, andare d'amore e d'accordo per deviare il corso del fato o del caso, fate voi. Un giorno, un manipolo di naziskin, delle teste rasate del cazzo, la scambiò per una zingara vera: fu picchiata a morte ed infine accoltellata, tra l'indifferenza dei passanti. La ribellione dei benpensanti ci fu, ma solo dopo la scoperta della vera identità: quella di una laureata costretta a fingere di essere una zingara per sopravvivere. Non era il mio Saturno ad essere contro, ma il suo: o almeno il suo a detta degli astrologi consultati era più contro del mio! Qualcosa di lei mi è rimasto: non solo il ricordo di giorni e mesi felici, ma anche il lavoro. Ho letto i libri che aveva a casa, ho appreso l'arte della lettura della mano: la mattina mi travesto da zingara anch'io, un po' per non dimenticarla, un po' perché i soldi ormai scarseggiano. Leggo le mani ai passanti: se qualcuno m'invita a cena però non accetto! È un racconto, non un film o il set di "A qualcuno piace caldo", anche se anche qui, nessuno è perfetto!

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