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Pubblicato il 23/11/2012 22:45:35
al figlio David
Mi sei sfuggito di mano, figlio mio. Cala l'angoscia sui sentieri tortuosi, le male erbe intralciano i tuoi piedi, e tra le calte che si fanno dorate insidia la palude. Sulle tue tracce hanno sciolto i segugi. Vorrebbero strapparti il tenero cuore, cavarti i dolci occhi.
Gettali nell'azzurro del cielo che li assorbirà, affondali tra i non-ti-scordar-di-me che li ricopriranno e nascondi il cuore sotto il manto della coccinella, in fondo, i potenti non sono avidi di piccole cose.
Cela il tuo nucleo vulnerabile. Le ore notturne della voluttà occultano gli artigli e il mattino ti mostrerà la lama.
Cerca di nuovo le mie braccia, tu, mia amara gioia.
(tratta da Fili d'aquilone, numero 28, ottobre/dicembre 2012 a cura di Jolka Milič)
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