Pubblicato il 08/10/2017 21:57:03
Nicola II, ultimo zar di Russia, sale al trono a ventisei anni, nel 1894. Allet di tredici anni sub lesperienza traumatica dellomicidio del nonno, lo zar regnante Alessandro II, assassinato da un terrorista appartenente al gruppo Volont del popolo. Da allora matura in lui la convinzione profonda della necessit di difendere sino alla morte lirrinunciabile triade ortodossia autocrazia popolo.
Nicola II ha una natura mistica, una religiosit fervente ma pietistica e fatalista: profondamente convinto che il popolo ami devotamente e incondizionatamente il suo zar, benedetto da Dio. Questa posizione gli impedir di comprendere fino in fondo la nuova epoca di cambiamenti sociali che si sta facendo strada nella societ, convinto di aver ricevuto lalta missione di trasportare intatta lautocrazia nel nuovo secolo.
Il primo banco di prova che si present allo Zar, fu il conflitto russo giapponese (gennaio 1904-agosto 1905). Il modo in cui fu affrontata la guerra da parte di Nicola II e del suo establishment dimostr incompetenza politica e impreparazione militare. Lesercito russo sub tre pesanti sconfitte e il 23 agosto 1905 a Portsmouth, grazie alla mediazione del Presidente statunitense Roosevelt, russi e giapponesi siglarono un accordo di pace. Il danno per la Russia fu pi morale che materiale: da quel momento trionf la totale sfiducia nei confronti dei vertici militari e del governo e il seme rivoluzionario si radic sempre di pi anche nelle forze armate.
Sempre durante la guerra con i giapponesi, avvenne lepisodio che sanc il punto di non ritorno per la monarchia e la fiducia del popolo nei confronti di Nicola II. La carneficina pass alla storia come la domenica di sangue e distrusse per sempre limmagine dello Zar come padre del popolo.
Il 9 gennaio 1905 a San Pietroburgo un corteo di 140.000 persone, vestite a festa, con famiglie intere, icone, stendardi professionali e ritratti di Nicola II si dirige verso la piazza del Palazzo dinverno. Manifestano in modo pacifico, e guidate da un sacerdote, Georgij Gapon, intendono esporre direttamente al sovrano le necessit degli operai e delle classi meno abbienti. Nicola II per, avvertito delliniziativa che si stava preparando, il 6 gennaio lascia il Palazzo, affidando la gestione dellordine pubblico al governatore della citt. Ad attendere Gapon in piazza ci sono i soldati e la polizia schierati con i fucili. Allordine ricevuto, sparano contro la folla inerme: le vittime saranno tra le 1.000 e le 1.200 persone. Non c pi Dio, non c pi uno Zar urla padre Gapon in mezzo al caos. La carneficina della domenica di sangue pose fine per sempre allimmagine del monarca cristiano che ha a cuore il bene del suo popolo, e un movimento di rivendicazione sociale che era prettamente operaio e democratico riflu tra le file rivoluzionarie.
La reazione del Paese alla strage fu immediata, scioperi si organizzarono in tutte le fabbriche della Russia, e le agitazioni si trasferirono anche in campagna dove vennero saccheggiate e incendiate migliaia di tenute nobiliari. Dieci giorni dopo la domenica di sangue, Nicola II consente a ricevere una delegazione di 35 operai selezionati da un elenco concordato. Lo zar legge un discorso nel quale dice tra laltro: un delitto manifestare a Me le vostre necessit convenendo in folla sediziosa [] Io credo nei sentimenti onesti degli uomini del lavoro e nella loro incondizionata dedizione alla mia persona e per questo perdono la loro colpa.
Con questo episodio, il vecchio regime arma la mano della rivoluzione, non permettendo di vedere alternative alla totale chiusura conservatrice, se non quella della violenza.
Nel biennio 1905-1907 saranno oltre 4.500 le vittime di attentati terroristici, tra funzionari pubblici, ufficiali e ministri; 2.180 le vittime tra semplici cittadini; nel 1906 vi fu anche lattentato al Premier Stolypin, che fu poi ucciso nel 1911.
A nulla valse la concessione da parte dello zar della costituzione della Duma, la camera bassa del Parlamento, nellottobre 1905: essa rimarr sempre in balia dellarbitrio del sovrano che infatti la sciolse per ben due volte, nel luglio 1906 e nel giugno 1907.
La fine della monarchia dei Romanov era incominciata. Nel prossimo articolo analizzeremo la crisi in cui versava la Chiesa ortodossa.
« indietro |
stampa |
invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi |
Commenta » |
commenta con il testo a fronte »
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Lorenzo Roberto Quaglia, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.
|