Pubblicato il 06/04/2010 13:45:47
Ho intitolato la mia raccolta Per una strada, proprio perch lispirazione, furtiva e svelta, mi ha raggiunto, la maggior parte delle volte, proprio per strada: camminando, sullautobus, ecc E pensare che, la poesia da cui ho tratto il titolo per questa raccolta, dapprima lho appuntata sul retro di un semplice scontrino della spesa; quando la scrissi, la misi da parte, in seguito capii che, quellapparentemente semplice poesia nascondeva in s lessenza della mia stessa ispirazione, furtiva e svelta, che passa e vola via e, se non lafferro e la trattengo nel mio cuore con i versi che metto sulla carta, passa e vola via e nessuno sa pi dove mai sia. Cerco nelle mie poesie di essere spontaneo, semplice e allo stesso tempo profondo; quando uso dei termini un po antiquati o difficili, lo faccio unicamente per la loro insita musicalit, non perch io voglia sembrare anacronistico. Nelle mie poesie alcune volte uso delle parole tronche come cuor, cor, duol, dolor, altre volte non le uso; di conseguenza, ogni mio verso, ogni mia parola non sono messi a caso, ma seguono un fine musicale e, sono messi l, proprio per una maggiore scorrevolezza nel ritmo. Per farvi un esempio, nella poesia Indifferenza uso sia duol, sia dolor. Voglio che un mio verso, sia fluido alla lettura e non inciampi in parole aspre o dissonanti. Per farvi un esempio, nella poesia L, dove il mare, il ritmo si alza e si abbassa, quasi ad imitare il flusso delle onde del mare, e quelle parole tronche non le ho messe a caso, ma per mantenere questo ritmo e quel particolare suono. Voglio che i lettori delle mie poesie, non le leggano semplicemente, ma le sentano, le ascoltino; non nel senso di ascoltare una recita, ma le leggano con il cuore, interiorizzandole, facendole proprie, partecipando alle emozioni che possono sprigionare. Le interpretazioni non si esauriscono in una sola, non sarebbe pi poesia, ma prosa travestita in versi con degli a capo dati a caso. Questa mia raccolta racchiude in s ben 109 poesie, frutto di sedici anni della mia vita, dal 1990 al 2006, che possiamo dividere in due parti: una grande prima parte che va dal 90 al 99 ed una seconda parte, pi piccola, che va dal 99 al 2006. Nella prima parte sono ravvisabili riferimenti ai grandi poeti italiani (Foscolo, Leopardi, gli stilnovisti), ma anche Montale, con luso del correlativo oggettivo (utilizzato per la prima volta nella poesia Immagine fugace) e i lirici greci, come in Rammarico. Per quanto riguarda Foscolo, Leopardi e gli stilnovisti, i riferimenti si possono ricondurre ai vocaboli utilizzati e non allimitazione del loro stile; mentre nella poesia Rammarico ho cercato di rivisitare lo stile dei lirici greci e, nella poesia Amor ho cercato di rivisitare lo stile degli stilnovisti, facendo ricorso alla rima, senza usare la metrica e con la riproposizione del tema della donna-angelo, tanto caro agli stilnovisti. Quanti hanno gi letto le mie poesie, si saranno accorti che io raramente uso la rima, proprio perch penso che essa blocchi e vincoli lispirazione, se qualche volta lho usata, stato un uso quasi sempre spontaneo. Nella prima parte ci sono anche tre omaggi al grande poeta spagnolo Federico Garca Lorca, di cui ho cercato di imitare, in maniera personale, lo stile. Le tematiche di questa prima parte sono varie e particolareggiate, si va da poesie dedicate a grandi scrittori e poeti come, Vittorio Alfieri, Giacomo Leopardi, Leonardo Sciascia, Seneca; a episodi di libri, come ne Lo squarcio nel cielo di carta, ispirata ad un episodio del Fu Mattia Pascal di Pirandello, o a personaggi mitici della letteratura come in Nausicaa, Oreste ad Elettra, Ad Astianatte, Amleto, Cirano di Bergerac; a compositori come Chopin, Bartk, Prokofev, Saint-Sans. Si passa da tematiche introspettive come in Malinconia, Indifferenza, Ricordo, Sogno, Desiderio improvviso, Stelle sul mare, Palermo; a tematiche civili come ne L'inquinamento, Pace, Albania, Massacro, Urlo, questultima scritta nel giorno del primo anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone insieme alla moglie e agli uomini della scorta. Si va da poesie dedicate alla visione di quadri come Le mietitrici di J. F. Millet, Alla Gioconda di Leonardo da Vinci; a poesie dedicate a personaggi storici come Annibale. Infine abbiamo anche il tema religioso, come in Perdono e Perdona!. Per passare ufficialmente dalla prima alla seconda parte utilizzo la poesia Veritiero ardir, con la quale annuncio il mio cambiamento di stile, scritta nel 1999, allindomani della notizia della prossima pubblicazione, in unantologia, di 22 mie poesie; ma gi in alcune della prima parte sono ravvisabili dei piccoli cambiamenti di stile come in Istante di tempo, Urlo, Cime, Indifferenza, Palermo, Barbagianni, S e gli altri, Lorologio, Piccola ambulanza, Ultimi pensieri di un robot, questultima ispirata alla morte di Roy, dal film Blade Runner di Ridley Scott. Si ravvisano cambiamenti ancora pi sostanziali anche in Memoria del passato, Per una strada, Picchi di silenzio, Stelle sul mare, Desiderio improvviso, Fuoco. Con mia grande sorpresa, come mi ha fatto notare un amico, anche lui poeta esordiente, in alcune mie poesie c della metrica spontanea, come in Canto damore, Il grillo col violino, Dolcemente i suoi capelli, tutte e tre appartenenti alla seconda parte. A partire dalla seconda parte, che copre indicativamente gli anni dal 1999 al 2006, il mio stile si fa pi profondo e maturo, non pi necessariamente legato a poeti specifici, tranne ne Il grillo col violino, in cui vi ravvisabile il Pascoli nelluso delle onomatopee e, in Dolcemente i suoi capelli, un mio modesto omaggio alla grande stagione della poesia italiana dei tempi passati. Lispirazione per scrivere questa poesia, mi stata data guardando di sfuggita il viso di una ragazza che, dolcemente giocava con i suoi capelli, facendone anelli con le dita, alla fermata dellautobus. In questa seconda parte inizio a raggiungere il mio ideale poetico, la semplicit di espressione unita alla profondit di significato. Per quanto riguarda le tematiche di questa seconda parte, abbiamo la tematica civile, come in Per i rifugiati, Verde, bianca, rossa terra, questultima ispirata ai vari episodi di violenza che, purtroppo avvengono in Italia e spesso compiuti da chi chiamato a far rispettare la legge, ecco il perch di questo titolo cos significativo. Abbiamo la tematica introspettiva, che penso non debba mai mancare tra i temi delle poesie di un qualsiasi poeta, come in Canto damore, In volo, L, dove il mare, questultima scaturita a due mesi di distanza da una delusione amorosa, in cui c il desiderio di dimenticare, anche se permane il dolce ricordo di questo breve amore. Abbiamo il tema della dedica, come in Fremere, poesia dedicata a mio padre, non vedente da quando avevo un anno; in cui ho cercato di immaginare quello che potrebbe provare, un uomo che diventa non vedente. Abbiamo il tema degli episodi o personaggi di argomento letterario, come in Veglia notturna di Hagen, Natasha, questultima dedicata alla figura di Natasha Rostova, ispiratami dalla lettura del romanzo di Tolstoj Guerra e pace. Abbiamo il tema paesaggistico, come in Primavera e in Paesaggio, in questultima vi la descrizione di un paesaggio dellanima e non di un paesaggio necessariamente reale. Abbiamo il tema religioso nella poesia Accoglili nella Tua pace, Signore!, che ho anche tradotto in inglese ed stata pubblicata da un editore americano un anno prima della sua versione originale. Questa poesia ispirata ad un tragico avvenimento di cronaca locale, lannegamento di due pescatori avvenuto nel mare che costeggia la mia amata e martoriata Palermo, che tanta fonte dispirazione per me. Infine, c una curiosit nella mia poesia Affollamento e inutili affanni, che conclude la mia raccolta e proprio perch scritta in piedi su un autobus affollato.
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