Pubblicato il 19/04/2013 12:49:59
'Pensieri all'appello', da "Di cento soli arde il tramonto" - Corriere della Sera 2012
Spetta forse alla guerra pensare: "Che brutta cosa le cicatrici"? Spetta forse a lei impietosirsi per il macello delle citt?Come un bravo giocatore, la morte sparpagli i teschi a biglie nelle buche delle tombe.
Arde la terraferma. I paesi, ridotti a niente. Si arruffa la liscia frangetta del mondo. Sentite? Va bene? Altro che nacchere! Non mica uno schioccare di pallottolieri.
Ma io non mi impietosisco. Non far la faccia triste. Facciamo pure d'un delicatino un cosacco. Mandato alla scuola di 'sto nuovo gioco, ritorner abbigliato di nuova tempra.
Fu l'anima rovistata dai poeti. Chi splende parla di qualsiasi cosa. Il cuore - un nobilissimo album con le chiomate delle cartoline.
E adesso provaci. Passagli l' "Anatema" Nelle tane della mistica fallo intalpare. Adesso la sua anima un cavo, e ogni muscolo - piantaci pure un chiodo. E' forse a lui che spetta di piagnucolare nella fossa dell'appartamento? Ma questa la maniera che piace a voi: la tenerezza della memoria strappare con le radici, torcere le teste ai nervi urlanti.
Laggi! Nella fucina universale, in restauro. Tornerete. Di una nuova Sparta racconter, io. Ai deboli invece, biscazziere dei tempi, grida: "Giocata!"
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