Pubblicato il 19/07/2013 12:32:26
Ho imparato a vivere con semplicità, saggezza, A guardare il cielo e pregare il Signore, E prima di sera vagare lungamente Per stancare un’inutile angoscia.
Quando fruscia nel burrone la bardana E il grappolo del sorbo giallo-rosso appassisce, Compongo versi pieni di gaiezza Sulla vita caduca, caduca e bella.
Ritorno. Mi lecca la mano un piumoso Gattino, fa le fusa più lusinghevole, E un lume vivo si accende Sulla torretta alla segheria del lago.
Solo di rado rompe la quiete il grido Della cicogna che si posa sul tetto. - E se tu picchi allora alla mia porta, Mi pare che nemmeno potrò udire. (da "Rosario", 1914 - traduzione di Bruno Carnevali e Paolo Galvagni, http://cantosirene.blogspot.it/2013/07/autoritratto-di-anna-achmatova.html)
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