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Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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da libro II

Argomento: Filosofia

Articolo di Marco Aurelio 

Proposta di J.J. Tompson »

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Pubblicato il 25/07/2011 09:12:24

Fare, dire, pensare ogni cosa come chi pu ormai uscire dalla vita. [II,11,2] Landarsene via dagli uomini, se esistono degli immortali, nulla di terribile; giacch essi non ti precingerebbero di un male. Se poi degli immortali non esistono oppure non importa loro delle umane vicende, cos per me il vivere in un cosmo vacuo di immortali e di prnoia? [II,11,3] Ma essi esistono, importa loro delle vicende umane ed hanno posto in esclusivo potere delluomo tutto ci che gli permette di non incappare nei mali veri. E se qualcuna delle altre cose fosse un male, anche questo avrebbero previsto, affinch fosse del tutto in potere delluomo non incapparvi. [II,11,4] Ci che non fa peggiore un uomo, come potrebbe fare peggiore la sua vita? [II,11,5] La natura non avrebbe trascurato queste cose n per ignoranza n, sapendolo, per incapacit di prevenirle o di correggerle e neppure avrebbe aberrato a tal punto, o per impotenza o per imperizia, da far s che tanto i beni quanto i mali capitassero in modo pasticciato e parimenti sia ai virtuosi che ai viziosi. [II,11,6] Morte e vita, gloria e discredito, dolore e piacere fisico, ricchezza e povert di denaro: tutte queste cose, che non sono n belle n vergognose, capitano parimenti sia ai virtuosi che ai viziosi. Dunque esse non sono n beni n mali.

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