Se vuoi condividere la pagina sui social copia il link dalla barra degli indirizzi e incollala nel tuo post
Pubblicato il 22/10/2013 15:58:56
Come un cieco le cui presaghe mani scostano muri e intravedono cieli, lento e insicuro lungo le notti lacerate tasto i versi che verranno. Dovrò bruciare l’ombra detestata nel loro fuoco limpido: porpora di parole sulla spalla flagellata del tempo. Dovrò racchiudere il pianto delle sere nel duro diamante della poesia. Non importa che l’anima proceda sola e nuda come il vento se l’universo di un glorioso bacio include ancora la mia vita. Per seminare versi è terra fertile la notte.
(da Fervore di Buenos Aires, Adelphi, 2010 - Traduzione di Tommaso Scarano)
« indietro |
stampa |
invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi |
Commenta » |
commenta con il testo a fronte »
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Loredana Savelli, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa pu� sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.
|