Pubblicato il 04/11/2009 17:00:00
Molti tra noi hanno certamente desiderato da bambini salire in una di quelle soffitte che, nei libri che si leggevano allora, erano piene di armadi e bauli, dai quali si tirava fuori di tutto, e tutto era splendido e ci parlava di epoche lontane, di fasti che non ci erano appartenuti, ma dei quali potevamo essere parte attraverso i tesori accumulati l dal fluire del tempo. Per Alessandro Franci, questi bauli ed armadi si sono rivelati pieni di tesori cui attingere a piene mani, egli ha infatti accumulato, nel corso degli anni, pensieri e sensazioni annotandoli su pezzi di carta, fogli e foglietti, ed ora, qui raccolti, formano lelegante volumetto edito dalla casa editrice fiorentina Gazebo. La lettura risulta immediatamente non convenzionale, le pagine non sono ordinatamente fitte come per un testo di narrativa n elegantemente spaziate come per una silloge poetica, ma semplicemente sono ordinate, suppongo, cos come sono scaturite dal pensiero dellautore. Sono pagine da leggere e da rileggere, non vi una trama a condurre il lettore, o un filo, un nesso, vi lo scorrere di una mente nella quotidianit del suo esistere: [] A una rilettura talvolta approssimata, oppure quasi ostinatamente scrupolosa di quelle pagine, risultava spesso unevidente dispersione di appunti. A volte, per, affioravano frammenti che, se allinizio si rivelavano incomprensibili, in seguito si concedevano con una loro disinteressata confidenza. / Linsieme del libro composto quindi da questa dispersione: tracce poco visibili, note diverse fra loro, che infine hanno usurpato il posto di quella scrittura della quale avrebbero dovuto essere attenti difensori []. (Dalla nota introduttiva dellautore, intitolata Giustificazione) Ci che si trae dalla lettura un voler vivere con un respiro tanto pi ampio quanto pi sereno, semplificando i rapporti fra le persone e annullando quelle barriere e quei pregiudizi che ci rendono schiavi di noi stessi e preclusi a chi ci circonda. La vita quotidiana attentamente letta dallautore e spesso il suo fraseggio impietosamente analizzato, sino a rivelarne lo sconquasso grammaticale oltre a vistosi vuoti, laddove basterebbe un poco di logica a rimettere tutto in un nuovo ordine capace di portare pi avanti, pi lontano. Salvo poi ritenere quellandare pi lontano come un restare dentro e su noi stessi ma con un nuovo e differente linguaggio. Le pagine sono spesso trafitte da punte di amarezza, lautore talvolta sembra stentare a scorgere una soluzione vera a problemi per i quali, appunto, la soluzione affannosamente cercata. Spesso il male peggiore additato da Franci sembra essere il conformismo e il voler sempre e solo adattarci alle soluzioni create da altri e l la via per la sopravvivenza sembra essere nel sogno e nella fantasia: senza apparentemente fare un movimento la salvezza gi pronta dentro di noi, bisogna solo coltivarla. Emerge talvolta una sorta di colta malinconia, delle tinte amarognole che ci ricordano alcuni passi di Canetti, la verticistica solitudine di chi sa, lisolamento dellintelletto che giunto primo su altri ad un equilibrio, e nota maggiormente le stonature del tessuto sociale e soffre nellimpotenza e pu solo gettare semi, semi di conoscenza, di lungimiranza che, spera attende possano essere di monito alla societ. La chiusura al prossimo e lunicit che ci contraddistingue o che riteniamo lo faccia, sono baluardi che vorremmo inespugnabili, e ci salvano dal ridicolo del conformismo, salvo poi, ammantarci dello stesso ridicolo quando li scorgiamo in altri, e allora la via lattaccamento pi che metodico al nostro io. Lunicit del pensiero che non ci d tregua assai ben espresso nel pensiero che d il titolo al libro, e lo chiude con un paradosso stilistico che d la tonalit allintera opera: Si gelosi persino dei nostri mali, fino al punto di disconoscere allaltro, una pena uguale. Unopera questa che, con andare quasi dimesso, sussurrato, scava un solco nella coscienza del lettore, ma ringraziamo Franci, perch questo solco non resta sterile, ma riceve i semi che lautore vi getta e che una volta germogliati porteranno i frutti della riflessione e di una sorta di pessimismo evoluto che pu aprire spiragli di salvezza a un mondo troppo spesso dominato da un pensiero uniforme e claustrofobico.
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