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Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Roma

Poesia

Franco Buffoni (Biografia)
Ugo Guanda Editore

Recensione di Roberto Maggiani
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Pubblicato il 14/01/2010 18:53:00

A breve giro, dopo la raccolta poetica Noi e loro, Donzelli Editore, 2008, recensita su larecherche.it, e dopo la prosa di Zamel, Marcos y Marcos, 2009, anticipata e recensita su larecherche.it, Franco Buffoni torna in libreria con una nuova raccolta di poesie intitolata Roma, pubblicata per i tipi di Ugo Guanda Editore, nella Collana Fenice contemporanea. Su larecherche.it lo stesso autore ne anticip tre poesie in occasione dellintervista rilasciataci (leggi lintervista e lanticipazione). Buffoni considerato come dice Valerio Magrelli nellintroduzione al volume, nel risvolto della copertina fra i maggiori poeti italiani della sua generazione.

Mi affider, nello scrivere queste poche righe su Roma, semplicemente alle sensazioni di lettore. A mio avviso Roma un libro originale, ottimamente scritto, diligentemente, con chiarezza di lingua e sottile metafora. Non sempre i testi sono di immediata comprensione, talvolta necessario sostare sui versi al fine di penetrarne il senso, o di lasciarsi scalzare dal senso che il poeta, noto per la sua fine coda di ironia e rimando a percezioni non immediatamente evidenti, insuffla con intelligenza esemplare e totalmente piacevole. Dal punto di vista della scrittura mi pare di cogliere una fluidit che comparerei, per analogia, a una cascatella di montagna, in cui le parole, come acqua, scorrono verso un unico senso, lunico possibile in eufonica discesa verso la pacatezza dello specchio dacqua, il luogo del significato pi ampio delle parole di Buffoni, in cui linsieme dellopera trova larmonia della completezza. Sotto la limpidezza delle parole che si depositano nello specchio dacqua, sul fondale, appare il senso dellintera scrittura. Si evidenziano gli elementi contenuti nel libro. Mi pare di non sminuire la poesia di Buffoni, e anzi, (tantomeno me stesso) affermando che i sensi di alcuni testi non mi sono risultati di immediata evidenza, mi parso perci utile fare una prima lettura del volume senza troppo sostare sulle singole poesie, poich, a causa della scorrevolezza del testo, mi risultato piacevole, come si addice alla musica pi bella, il solo ascolto dei suoni evocati dalle parole, incastonate nella fluidit dei versi, e della loro risonanza nella bocca o nellaria dintorno (essendo ottima una lettura delle poesie a voce), in questo modo si rivelato il panorama del discorso, successivamente focalizzato in una lettura pi particolare.

Il volume diviso in XI sezioni distribuite in circa 170 pagine. Le prime sezioni hanno un carattere pasoliniano, in cui omofobia e croci celtiche, campioni sportivi arroganti e giovani disperati giocano ruoli adiacenti, come Buffoni stesso scrive nelle note finali. Via via lo sguardo su Roma, passando dai quartieri piemontesi, tra moderno degrado e parlata di popolo, si stratifica e si archeologizza, sincronico e diacronico insieme, per cogliere lattualit in Galileo e in Pinturicchio gay, e vlto alla campagna romana in Leopardi suddito della Reverendissima Camera Apostolica e in Keats, che ha gi composto lOde a un usignolo e trasecola alla vista di un cardinale che spara in cielo.
Della VI sezione intitolata In quellangusto regno del silenzio, mi piace riportare per esteso, sperando di fare cosa gradita, la poesia iniziale, in quanto sintomatica di tutta una metodologia costruttiva di forma e contenuti:

Ho pensato a te, contino Giacomo, vedendo
Su una rivista patinata
Le foto degli scavi in Siria e Urkish,
A te e ai tuoi imperi e popoli dellAsia
Quando intuivi immensamente lunga
La storia dellumanit.
Altro che i Greci il popolo giovane di Hegel
O il mondo solo di quattromila anni della Bibbia
Credendo di dir tanto, fino a ieri.
Tu lo sapevi che sotto sette strati stava Urkish
La regina coi fermagli
Lintero archivio su mille tavolette
Gi indoeuropea nella parlata
Laccusativo in emme. Capitale urrita
Dai gioielli legati allinfinita pazienza
Dei ricami in oro. Tu lo sapevi che poi gli Hittiti
sarebbero giunti a conquistarla,
Gi loro vecchi e di vecchi archivi nutriti
Sono stufo di preti e di poeti, conte Giacomo.
E di miti infantilmente riadattati.

Come gi detto la raccolta risulta essere caratterizzata da originalit, per come lautore riesce a intessere con abilit storica, sguardo sociale e civile, sensibilit artistica e, oso dire, rigore scientifico applicato alla poesia, le trame di un proprio pensiero e di una propria fede umana fondata sia sull'educazione alta di tipo letterario e filosofico (Humanismus) che sulla pi popolare propensione verso le situazioni di vita quotidiana; questultima prevalente nella sezione finale, intitolata Un longobardo assente, in cui Buffoni cerca il meno possibile di mentire su s stesso: Un sorriso da Grace Kelly gi ingrassata / [] / E per tutta la sera mi ha guardato / Leggere. [] / Ma odio quelle che / Te ne assaggio un pezzettino / E si godono la punta della mia torta / Del trancio di pizza, del mont blanc. (pag. 164).


Talvolta le poesie lasciano il lettore sospeso in una indeterminata incertezza, in una zona di confine in cui le parole del poeta assumono caratteri descrittivi che sembrano osmoticamente passare dalla realt alla finzione di una pittura o un affresco o viceversa. Buffoni utilizza le bellezze dellarte per innalzarsi verso riflessioni storiche e sociali rilevanti: Lontane su un mare piatto / Abbandonate navi in disarmo / Della marina vaticana. / [] / Nel palazzo con loggia decorata / da sette leoni passanti, / [] / Due papi in abito da giullare / Attendono il giudizio / Senza nemmeno una striscia / Di cielo che li aspetti. (Pag. 88). Dagli scritti di Buffoni si evince un suo tipico e marcato razionalismo e un forte accento critico verso listituzione del Vaticano e dei suoi alti prelati. Ed ecco loccasione di Roma per esortare il lettore ad una riflessione storica riguardo il rapporto tra Galileo e il Vaticano [] / Vedo in ginocchio il vecchio Galilei / Dinanzi ai cardinali tronfi e bolsi. (Pag. 89) e contrapporre il miserrimo atteggiamento antiprogressista dei cardinali davanti al fulgore di una mente che in Galileo iniziava un rinnovamento e una rivoluzione del pensiero e della visione del mondo; pensiero e visione che nulla, come si sa, avrebbero potuto togliere allonest della fede, come infatti la Storia ha dimostrato nei secoli successivi. Una poesia su Galileo, forse una delle pi belle del libro, pubblicata per esteso nellintervista (leggi).
Tuttavia, nonostante la fortissima caratterizzazione razionalista, e atea, del pensiero buffoniano, si leggono questi tre versi finali nella poesia di pagina 93: [] / Da uomo a uomo Ges ti sto pregando / Ma tu dammi cenno di riscontro. / In the Pallottini Ecclesia Church. Onlus. Versi percorsi da una piccola vena di ironia, che sembrano scritti per segnare un luogo preciso dove si data la possibilit di vedere Ges allopera ma si sa che la fede anche un mistero di non risposta. Mi ha colpito quel da uomo a uomo, che forse basta a Buffoni, non avendo ricevuto risposta, immagino, per annullare la propria e le altrui fedi.

Infine, sempre dalla nota finale di Buffoni, la IX e la X sezione riportano il libro allarte contemporanea, per assestarsi sul Novecento di un poeta purissimo, mercante di quadri e ladro di sguardi, siamo nella fase penniana del libro.

Insomma il libro molto bello, sicuramente consigliabile sia per chi conosce Roma, che vi trover luoghi e contesti noti rivisti dagli occhi di un non romano, sia per chi non la conosce, che ne vedr i tratti salienti contemporanei e millenari nella descrizione di un attento e critico osservatore. In entrambi i casi il lettore godr di Roma narrata in una luce di eccellenza linguistica, una Roma storica, artistica e di vita quotidiana, di umilissima gente e di eroi della resistenza partigiana e personaggi la cui vita ha accompagnato, e talvolta segnato, la storia della citt eterna.

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