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Pubblicato il 01/10/2014 07:57:16
Sei venuta di nuovo, mia triste musa. Non temere, sono instancabile. Come una medusa, fluttua sul mondo l’autunno, e le foglie umide cadono sul lastricato. Tu sei venuta con i sandaletti leggeri, la mantellina appena gettata sulle spalle. Oh, sei venuta col maltempo, da lontano, così sola soletta nella notte! Dove sei stata, nell’Universo o a Sparta? A quali secoli hai brillato nella foschia? E con quale carta inconfessabile trovi i poeti sulla terra? A loro detti la sorte, non i versi. La tua fronte è nobile e luminosa. Ci sono poeti migliori e più fortunati. Grazie per aver scelto me.
(Traduzione di Paolo Galvagni)
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