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Pubblicato il 17/10/2014 18:56:18
Qual è la donna che ricordiamo guardando il seno della vicina sull’autobus; a chi spetta il posto vuoto al nostro lato, al cinema? A chi appartiene l’orecchio che udrà la parola più nascosta che siamo, di chi la testa che al nostro fianco nasce dai sogni?
Ci sono volte che non sopporto tanta tristezza, e allora ti ricordo. Ma non sei tu. Nacquero stanchi il nostro lungo amore e i nostri brevi amori; i quattro baci e i quattro incontri che abbiamo avuto. Siamo tristi. Insieme inventavamo un concerto per infelicità e orchestra e restavamo ad ascoltarlo seri, solenni, e non abbiamo sentito niente. Siamo soli.
Tu non lo saprai mai, ne sono certo, che ho scritto questi versi per te sola; che ho pensato a te scrivendoli. Sono tuoi.
Perdonami. Per un momento ho dimenticato con chi stavo parlando. E non ho sentito il colpo della mia finestra che si chiudeva. Ero da un’altra parte.
(da Los demonios y los días, 1956
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