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Pubblicato il 11/09/2015 07:57:54
Lontani uccelli aperti nella sera tremano sul fiume. E la pioggia insiste e il sibilo dei pioppi illuminati dal vento. Come ogni cosa remota ritorni nella mente. Il verde lieve della tua veste è qui fra le piante arse dai fulmini dove s’innalza la dolce collina d’Ardenno e s’ode il nibbio sui ventagli di saggina.
Forse in quel volo a spirali serrate s’affidava il mio deluso ritorno, l’asprezza, la vinta pietà cristiana, e questa pena nuda di dolore. Hai un fiore di corallo sui capelli. Ma il tuo viso è un’ombra che non muta; (così fa morte). Dalle scure case del tuo borgo ascolto l’Adda e la pioggia, o forse un fremere di passi umani, fra le tenere canne delle rive.
(da Ed è subito sera, 1942)
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