Pubblicato il 27/05/2012 19:36:49
In preparazione del VII incontro mondiale delle famiglie, che si terr a Milano dal 28 maggio 2012 e si concluder con la Santa Messa del Papa a Bresso Domenica 3 giugno, propongo un estratto del discorso di Sua Santit BENEDETTO XVI all'apertura del Convegno ecclesiale della diocesi di Roma su FAMIGLIA E COMUNIT CRISTIANA, tenutosi presso la Basilica di San Giovanni in Laterano Luned, 6 giugno 2005. Di seguito un passo del discorso del Papa:
" Il fondamento antropologico della famiglia
Matrimonio e famiglia non sono in realt una costruzione sociologica casuale, frutto di particolari situazioni storiche ed economiche. Al contrario, la questione del giusto rapporto tra luomo e la donna affonda le sue radici dentro lessenza pi profonda dellessere umano e pu trovare la sua risposta soltanto a partire da qui. Non pu essere separata cio dalla domanda antica e sempre nuova delluomo su se stesso: chi sono? cosa luomo? E questa domanda, a sua volta, non pu essere separata dall interrogativo su Dio: esiste Dio? e chi Dio? qual veramente il suo volto? La risposta della Bibbia a questi due quesiti unitaria e consequenziale: luomo creato ad immagine di Dio, e Dio stesso amore. Perci la vocazione allamore ci che fa delluomo lautentica immagine di Dio: egli diventa simile a Dio nella misura in cui diventa qualcuno che ama. Da questa fondamentale connessione tra Dio e luomo ne consegue unaltra: la connessione indissolubile tra spirito e corpo: luomo infatti anima che si esprime nel corpo e corpo che vivificato da uno spirito immortale. Anche il corpo delluomo e della donna ha dunque, per cos dire, un carattere teologico, non semplicemente corpo, e ci che biologico nelluomo non soltanto biologico, ma espressione e compimento della nostra umanit. Parimenti, la sessualit umana non sta accanto al nostro essere persona, ma appartiene ad esso. Solo quando la sessualit si integrata nella persona, riesce a dare un senso a se stessa. Cos, dalle due connessioni, delluomo con Dio e nelluomo del corpo con lo spirito, ne scaturisce una terza: quella tra persona e istituzione. La totalit delluomo include infatti la dimensione del tempo, e il "s" delluomo un andare oltre il momento presente: nella sua interezza, il "s" significa "sempre", costituisce lo spazio della fedelt. Solo allinterno di esso pu crescere quella fede che d un futuro e consente che i figli, frutto dellamore, credano nelluomo. La libert del "s" si rivela dunque libert capace di assumere ci che definitivo: la pi grande espressione della libert non allora la ricerca del piacere, senza mai giungere a una vera decisione; invece la capacit di decidersi per un dono definitivo, nel quale la libert, donandosi, ritrova pienamente se stessa. In concreto, il "s" personale e reciproco delluomo e della donna dischiude lo spazio per il futuro, per lautentica umanit di ciascuno, e al tempo stesso destinato al dono di una nuova vita. Perci questo "s" personale non pu non essere un "s" anche pubblicamente responsabile, con il quale i coniugi assumono la responsabilit pubblica della fedelt. Nessuno di noi infatti appartiene esclusivamente a se stesso: pertanto ciascuno chiamato ad assumere nel pi intimo di s la propria responsabilit pubblica. Il matrimonio come istituzione non quindi una indebita ingerenza della societ o dellautorit, limposizione di una forma dal di fuori; invece esigenza intrinseca del patto dellamore coniugale. Le varie forme odierne di dissoluzione del matrimonio, come le unioni libere e il "matrimonio di prova", fino allo pseudo-matrimonio tra persone dello stesso sesso, sono invece espressioni di una libert anarchica, che si fa passare a torto per vera liberazione delluomo. Una tale pseudo-libert si fonda su una banalizzazione del corpo, che inevitabilmente include la banalizzazione delluomo. Il suo presupposto che luomo pu fare di s ci che vuole: il suo corpo diventa cos una cosa secondaria dal punto di vista umano, da utilizzare come si vuole. Il libertinismo, che si fa passare per scoperta del corpo e del suo valore, in realt un dualismo che rende spregevole il corpo, collocandolo per cos dire fuori dallautentico essere e dignit della persona."
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