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Ad Maiora, Catilina

di Nicolò Errico
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Pubblicato il 11/01/2016 00:20:59

ATTO I

SCENA I

Buio. Rumori di battaglia. Poi un forte grido che interrompe il chiasso dello scontro. Luce. Un uomo è disteso a terra col volto non visibile. Entra l’anima di Catilina correndo verso il cadavere. Si inginocchia e inizia ad accarezzargli i capelli.

ANIMA DI CATILINA:
Hai trovato quello che cercavi, mio Catilina? Arso così tanto dal rimorso per l’omicidio di tuo figlio da abbandonare me, me, tua anima logorata. Nel tuo cuore risplendeva imperativo un solo ordine, un solo obiettivo tra tutti quelli che hai posato dinanzi al tuo cammino: redenzione. E redenzione hai cercato, hai desiderato, hai follemente bramato! Ma ora che giaci sulla terra, sporco di violenta caligine, dimmi se il perdono della tua colpa t’è giunto, almeno prima di soffiarmi fuori dal tuo corpo col tuo ultimo respiro. Parla, Catilina, parla! Tanto eloquente mentre aizzavi le folle, incomparabile nel carisma quanto nella follia, oh tu morto, rispondimi! Ho finalmente trovato la redenzione, oppure la perdizione? È a questo che m’hai condannato, Catilina? Con tutte le tue rapine e omicidi e pazzie, il sogno della congiura, le folle latranti, l’orazione di Cicerone, le guerre del re Mitridate, le esecuzioni che hai compiuto per volere di Silla, quand’ecco che gridavi di furia sanguinaria con le vesti arrossate delle carni dei suoi nemici... Con tutto questo hai forse meritato la dannazione di me, tua anima? No, no, devo calmarmi. Che condanna sia stata fatta o meno, i posteri vorranno sapere la storia del politico, dell’oratore, del soldato, del sicario, del folle, del padre e dell’amante Sergio Catilina.

Esce l’anima di Catilina mentre Catilina si rialza. Lo scontro in cui è morto non è ancora accaduto. Entra Aurelia Orestilla.

CATILINA
Aurelia!

AURELIA ORESTILLA
Nobile Catilina!

CATILINA
Aurelia, perché rifiuti le nozze? Io t’amo, tu m’ami, non comprendo perché mi neghi la tua mano, se non per farmi perire il cuore tra atroci lacrime! Spiega! La mia ragione, sempre messa in discussione dagli altri, non cederà a grida e furibonde vessazioni.

AURELIA ORESTILLA
Amato Catilina, non dar sfogo a errate fantasie nella tua mente, poiché mai è stata mia intenzione quella di schierarmi contro i tuoi gentili sentimenti. Come potrei farlo, se quando tu vieni ferito io ne soffro con eguale patimento? E tante sono le ferite che porti dolorose sul tuo corpo: fin da piccolo ti sei dedicato al furto subendo le scottanti vergate sulla schiena a ogni cattura, e ad ogni menzogna, meritando rappresaglie sulla tua pelle. E rammenti il conflitto italico venuto dopo la mote di Druso?

CATILINA
Non potrei mai cancellarlo dalla memoria. Fu proprio lì che incontrai gli ieri alleati e oggi nemici Cicerone e Pompeo. Ancora oggi mi domando come sia stato possibile che il primo venisse proclamato console e l'altro "Magnus"... Di grande hanno solo la loro arroganza. Ma non vorrei abbandonarmi a questi pensieri, piuttosto alle tue braccia, se tu non fossi angosciata da qualcosa che mi nascondi, mia cara Aurelia... Dimmi, è colpa mia? Ti ho fatto un qualche torto? Giuro di non essermene resto affatto conto se così è stato!

AURELIA ORESTILLA
Smettila, Catilina, smettila! Non sei tu l’autore della mia angoscia. È …

CATILINA
Dimmi chi è, Aurelia. Dimmi chi è quest’essere così infimo da procurare a te una talmente grande preoccupazione da impedire le nostre nozze! Giuro che lo ucciderò. Affonderò il mio bravo gladio nel suo petto di cuore marcio per condurlo nell’Averno con celere veemenza. Pronuncia il suo nome, Aurelia!

AURELIA ORESTILLA
Perdona quello che sto per dire, oh Catilina.

CATILINA
Perdonerò le tue parole ma non colui di cui mi dirai il nome.

AURELIA ORESTILLA
È …

CATILINA
Per Giove, il suo nome!

AURELIA ORESTILLA
È tuo figlio! Tuo figlio impedisce il matrimonio!

CATILINA
In quale modo, Aurelia? Come può il mio unico figlio, nato dall’unione tra me e Graziana, attentare alla nostra felicità?

AURELIA ORESTILLA
Proprio perché è nato da precedente matrimonio. Non noti anche tu l’ostilità che giace sotto il castano dei suoi occhi? Da sempre mi ha odiato e per sempre mi odierà, e l’odio si disperde come un’epidemia all’interno della vostra casa. Oh uomo pio, non avrei mai voluto dirlo ma il timore era così grande che non ho avuto il coraggio di rivelarti prima questa triste verità.

Aurelia inizia a piangere in maniera contenuta. Catilina si fa pensieroso. Poi le si avvicina e le stringe le spalle.

CATILINA
Mia Aurelia, la sincerità sarà essenziale per la vita che faremo assieme, come lo sono le ossa e i muscoli per sostenere il corpo.

AURELIA ORESTILLA
Intendi forse dire …

CATILINA
Esattamente. Ogni sbarramento davanti a un obiettivo deve essere abbattuto, qualunque esso sia. Gli dei riusciranno a capire il gesto che sto per compiere. Perché sei così tetra, Aurelia? Il tuo splendido volto deve ripudiare ogni espressione di tristezza.

AURELIA ORESTILLA
Catilina, so bene che non sarà la prima volta che ucciderai un tuo parente... Ma il proprio figlio è qualcosa di più rispetto a Gratidiano, tuo cognato, che uccidesti per soddisfare la tua sete di sangue e quella del tiranno Silla, negli anni oscuri delle proscrizioni. Il figlio è lo specchio dei genitori, dove si riflettono i difetti e le virtù di coloro che li hanno generati.

CATILINA
Aurelia, ferma il tuo tentativo di persuadermi a non compiere ciò che ho già deciso di fare con queste mie spietate mani, che hanno afferrato armi e lanciato fendenti nella Marsica, nel Ponto, in Italia al fianco di Silla, per la Repubblica. Ma ora un progetto più grande mi rimbomba nella testa fino alla paranoia. Un progetto che si tramuterà in futuro, dopo che con gli altri congiurati del Senato avrò ucciso i due consoli attuali. Liberare la plebe dal giogo dei ricchi, cancellare ogni debito accumulato con truffe ed imbrogli, far crescere un popolo felice e privo di peccato... Un futuro splendente come il sole al vespro, in cui dittature e oligarchie verranno stroncate prim’ancora che nascano.

AURELIA ORESTILLA
È un nobile sogno il tuo, Catilina. Vorrei tanto poter attraversare la tua mente per ammirare i sogni che albeggiano nelle ore del riposo.

CATILINA
E lo farai, ma solo quando saremo sposati. Ora va', mia cara Aurelia. Lasciami solo. Non è semplice ciò che devo fare.

AURELIA ORESTILLA
Come tu desideri, mio Catilina.

Esce Aurelia Orestilla.

SCENA II

Entra l’anima di Catilina. Si avvicina a lui, fa per poggiargli una mano sulla spalla, ma prima che possa accadere ecco che Catilina esce con passo veloce ed inquieto. L'anima di Catilina rimane sola. Si sente l'urlo disumano di un bambino, seguito da quello feroce di Catilina. L'anima di Catilina grida disperato a sua volta e cade in ginocchio singhiozzando.

ANIMA DI CATILINA
Che cos'hai fatto, Catilina?! (L'anima urla) Tuo figlio è morto! E tu, pazzo degenerato, sei il carnefice! Le mani che l'hanno teneramente cullato, gli occhi che l'hanno guardato con stupore immenso compiere i primi passi insicuri, le orecchie che hanno udito ricolme d'ogni gioia i vagiti del piccino... Ecco il ritratto dell'assassino del tuo stesso sangue! Figlio mio, egli ti ha ucciso! Non accusare me! (Piange) Vittima di un sacrificio in onore della lussuria! Un piccolo, dolce olocausto è appena avvenuto tra queste mura... Una belva ti ha accoltellato tra le coperte profumate d'innocenza, amore mio, non un uomo! Dormivi avvolto in pensieri ricoperti di miele e di girasoli, e se anche ansimavi intimidito da un brutto sogno, ebbene quell'incubo era superiore ai sogni di tutti gli adulti del mondo, per la bellezza e la pura nobiltà che li hanno concepiti! Una fessura tremenda si è aperta vicinissima al tuo debole cuoricino e da essa la tua anima, bianca e splendente come un lenzuolo steso al sole d'estate, s'è affacciata... intimorita si è guardata attorno... e poi è volata via, nell'aria. Non si può, ahimé, trattenere l'anima dall'elevarsi verso l'infinito come compagna di corpi celesti...

Entra Catilina, col volto sporco di sangue e lo sguardo perso, allibito e terrorizzato. Si posiziona di fianco alla sua anima.

ANIMA DI CATILINA
Quando la mente ambigua e folle di Catilina s’avvia per le terre ignote del futuro lui è di certo l’ultimo a ritirarsi dall’attraversarle. Fu in una di queste terre sconosciute che nacque il pensiero di uccidere il figlio. Mio figlio. Ricordo che neanche una lacrima rigò le sue guance maculate dal sangue del primogenito. Ricordo il pugnale, che lento e fermo lo sgozzò con lama esperta. Allora la ragione di Catilina, già vacillante, crollò con una sola pugnalata. Sallustio racconta che da allora non riuscì più a trovar conforto né nel sonno né nella veglia, a tal punto era oppresso dal rimorso. Tormentato, pallido in volto, sguardo torvo, passo incostante. Ora persino l’aspetto rifletteva la perversità del suo cuore disfatto.

Catilina si risveglia dal suo apatico silenzio e comincia a vagare inquieto seguito dall'anima. Si strofina mani e capelli, tremando e anche balbettando durante le battute.

CATILINA
Fa’ silenzio! Non voglio sopportare altre offese!

ANIMA DI CATILINA
E tuo figlio non ha sopportato fin troppo coraggiosamente il coltello che gli hai piantato nel petto?!

CATILINA
Taci!

ANIMA DI CATILINA
Hai anteposto all’amore paterno la cupidigia, Catilina! E in nome delle tue pecche hai ucciso forse l’unica cosa nata da te degna di sopravvivere!

CATILINA
Taci! Taci o giuro che ucciderò anche te! Vattene da qui prima che ti squarti come un capretto nelle grinfie delle Menadi!

ANIMA DI CATILINA (si allontana, fa per uscire ma si ferma)
La verità è che il suo cuore era colmo di disperazione.

CATILINA
Ho detto di andartene!

Esce l’anima di Catilina.

SCENA III

CATILINA (sussurra esausto)
Basta...

Entra Cesidia.

CESIDIA
Gridavo la stessa cosa, rammenti, tribuno Catilina? Ti ricordi? Quando nella Marsica imperversava con bagliori di guerra e urla di morte il conflitto italico tu mi facesti visita indesiderata e non con gentili intenti!

CATILINA
Tu, donna, mi pugnalasti alla coscia, per gli dei! Come avrei potuto agire diversamente?

CESIDIA
Aedo di menzogne, Catilina, tu mi strappasti le vesti quand’io ero pronta a offrire a te e alla tua pattuglia cibo e rifugio per ristorarvi dagli scontri! Mi denudasti e provasti a unirti a me senza il mio consenso! Fu lì ch’afferrai una lama e difesi me stessa dalla tua carnale offesa. Infuriato e irato come solo le arpie riescono, mi spingesti a terra, trattenendomi per la chioma violentata, ti strappasti il ferro dalle carni per infilzarlo sotto il mio seno. Il cuore pulsò ancora per poco, tentando d’afferrare la vita che pian piano scivolava via dal corpo devastato.

CATILINA
Quanti tristi ricordi devono far ancora la loro comparsa oggi?

CESIDIA
Catilina non resiste al dolore? Quand’è che si è compiuto un simile prodigio? La terra s’è forse unita al cielo o l’acqua s'è tramutata in fuoco greco in questo momento?

CATILINA
Avi miei, vegliate su di me, guidatemi contro le avversità, non allontanate mai  da me la vostra protezione.

Entra Lucio Sergio Silo.

LUCIO SILO
Ma come possiamo vegliare su di te, o Catilina, se tu ci onori e supplichi il nostro aiuto solo quando necessiti d’un miracoloso intervento?

CATILINA
Padre! Anche tu sei presente in questo luogo di pena e dolore?

LUCIO SILO
Figlio mio, sono qui per ammonirti: abbandona il piano della congiura; essa procurerà a te morte e sofferenze. Ordina ai giovani tuoi compagni di lasciar cadere al suolo le armi di guerra! Parti per le Gallie dove, lontano dai luoghi funesti del tuo passato, potresti abbracciare consolazione e serenità. Dona ai tuoi fedeli seguaci più giorni da vivi di quelli che avrebbero stando al tuo fianco. Sono uomini spietati, criminali, avventurieri, agricoltori Graccani, nobili indebitati come te, figlio sperperatore. Hai sperperato tutto il mio patrimonio ed ogni sesterzio della dote che ti fu recata da Orestilla, ora unita a te da sacri vincoli corrotti con il sangue di mio nipote.

CATILINA
Senatore Silo, saggio e nobile come pochi in questa marcia Repubblica, non comprendi che tutta la mia vita esiste unicamente per tutte quelle che tu consideri le orribili virtù di un uomo furioso?

LUCIO SILO
Allora placa la tua furia!

CATILINA
Non riuscirei mai a farlo, padre. Il morbo dell’ambizione s’è impossessato di me fin dalla giovane età e giurai a me stesso che avrei raggiunto lo scopo che m’ero prefissato. Ed è per questo che ho compiuto violenze e omicidi. Quando un uomo possiede uno scopo per vivere non si chiede mai come vivere.

CESIDIA
Segui il consiglio di tuo padre, Catilina.

LUCIO SILO
A parlare è il cuore d’un genitore preoccupato, figlio mio.

CATILINA
Ora basta! Andate via, spettri!

Buio sui personaggi, che escono.

SCENA IV

CATILINA
Spettri. Ombre del passato, che presagiscono una vicina morte. Non c’è più tempo. Che la congiura si faccia ora o mai più! Devo avvertire i miei compagni, gente d’ogni risma che affluì nell’Urbe per sostenere le promesse che firmai per loro: la distribuzione del suolo dove tutti uguali nasciamo, viviamo e moriamo e che in egual parti andrebbe diviso. Quando giunsero furono accolti dalla triste notizia ch’io ero stato scacciato dalle elezioni per una falsa imputazione di estorsione, accusato dal fedele cane del Senato, Cicerone. Ritentai con immutato entusiasmo due anni dopo ma Cicerone, dopo aver corrotto e avvinghiato nel ricatto il console Ibrida, m’allontanò nuovamente, latrando nuove accuse con quella sua lingua svelta e menzognera. Lingua che gli verrà strappata! Ma no, che sono questi funesti pensieri? Dicono che la mia mente sia avviluppata dalla follia... Che sia vero? Non sono poche infatti le prove di tali dicerie... Ma seguire il proprio cuore è follia? No, Catilina ha una grande animo. Attenderà ancora tra le vie colme di carte e gli occulti, lenti meccanismi dello Stato, spartito in due corpi: uno gracile, infermo e con testa privata del cervello e l’altro vigoroso e sano ma mancante di capo. Ebbene, io sarò quel capo, finché vivrò.

Esce Catilina.

ATTO II

SCENA I

Entra Catilina furibondo con un gruppo di congiurati.

CATILINA
Maledetto! Maledetto Cicerone! Come ha potuto respingere di nuovo la mia candidatura al consolato?

1° CONGIURATO
Fratello, è la madre storia che pretende da noi, nella ragione di tali eventi, di perseverare nei nostri propositi.

CURIO
Ma è noto che la storia è una ruota che travolge uomini e terre, come sappiamo. Si nutre di carni straziate e s’abbevera di sangue. E questa volta a macchiar di rosso il percorso degli eventi potremmo essere noi, da cadaveri.

1° CONGIURATO
Il tuo timore lascia pensare che tu, pur di respirare ancora, abbandoneresti noi, tuoi compagni e fratelli, nell’ora delle spade e delle fiamme.

CURIO
Ingoia la tua lingua maldestra o sarà la prima vittima della mia spada fedele alle schiere di Catilina!

1° CONGIURATO
Dovresti tacere tu, mentre stringi al tuo corpo corrotto Fulvia, nobile amante. Pensi forse che non conosciamo il tuo vizio di incantare quella prostituta con racconti fantasiosi, nei quali ti presenti come il coraggioso comandante di questa nostra iniziativa? La prossima volta mettiti nei panni di Achille mentre declami Omero e non in quelli di Catilina quando spifferi i nostri piani.

CURIO (s'infuria)
Come osi?!

Curio estrae la spada e va verso il congiurato, ma viene trattenuto dagli altri mentre l’altro fa lo stesso. I due cercano di raggiungersi, tuttavia sono trattenuti dalle schiere divise. Si crea un grande confusione.

CATILINA
Silenzio! Silenzio!

Tutti tacciono e tornano composti.

CATILINA
Non c’è spazio per titubanti e traditori tra i miei amici, anche se questo è certamente il desiderio di Cicerone. E perché dovremmo mai assecondare il volere del nostro amatissimo console? (Ride) Non siamo forse uomini di libertà?

2° CONGIURATO
Dicci Catilina, perché ci hai convocato?

CATILINA
Porto notizie da fuori l’Urbe.

3° CONGIURATO
Coraggio, fratello, parla!

CATILINA
Questa notte si tingerà di rosso. Il sogno si materializzerà. Le estremità del sud mentre conversiamo sono infiammate dalle rivolte di gruppi di schiavi guidati dai nostri valenti fratelli. Le colline d’Etruria vedono il verde della loro erba sommerso dal sangue sparso dalle orde del fedelissimo Manlio, che ovunque raduna nuovi guerrieri.

2° CONGIURATO
Noi cosa faremo, per parte nostra?

CATILINA
Assassineremo Cicerone e tutto il suo sudicio seguito. A casa sua, stanotte! E nel frattempo disordini e voci di popolo s’udiranno gridare per ogni via di Roma.

CURIO
Fratello, quale sarà il mio compito? Assegnamene uno degno della mia anima.

CATILINA
Della tua anima? Ti proporrei di procurarti da solo la morte, ma so che per vigliaccheria non lo faresti. Quindi torna nel letto terso di peccaminoso sudore con la tua compagna Fulvia e sappi che, al sol pronunciare col fiato il nome mio o del complotto, la tua testa finirà recisa con un rasoio arrugginito. Ora vattene, striscia nel fango e non insudiciar mai più la mia vista con la tua abominevole presenza.

Curio esce.

CATILINA
E voi correte, amici! Delle gole attendono le vostre lame!

Escono i congiurati.

SCENA II

Entra l’anima di Catilina.

ANIMA DI CATILINA
Siamo vicini, non è vero? Ascolta! Fuori, dalla finestra, puoi scorgere già i bagliori della battaglia e lo sgocciolare del sangue sui prati dell’Urbe.

CATILINA
Anima addolorata, abbi cura di me in questa notte.

ANIMA DI CATILINA
Ti proteggerò, Catilina, solamente perché la tua vita è la tua stessa punizione.

Entra Giulio Cesare. L'anima si fa da parte.

CESARE
E' tutto pronto?

CATILINA
Cesare, o nobilissimo! Ogni cosa è al suo posto: le spade attendono nel fodero e gli uomini si riuniscono all'ombra dei vicoli. Cicerone il despota verrà detronizzato all'alba.

CESARE
Sergio, amico mio, perché ti ostini con il tuo piano? Io vedo già i vostri cadaveri accatastati ai bordi delle strade, rosicchiati dalle mosche e scuoiati dai cani pidocchiosi. Questo colpo di stato è destinato a fallire.

CATILINA
Mi ferisci con la tua mancanza di fiducia... Ma mi dispiace ancora di più che tra poco, fratello mio, verrai smentito dai fatti e dalle grida di gioia che si leveranno dal Foro, dove si raccoglierà il popolo in festa. Tuttavia è normale essere diffidente prima di un'azione così coraggiosa e fulminea... Perciò non ti negherò alcun bene, alcun favore dopo la mia vittoria. Sei mio amico, il migliore anzi! Ti preoccupi per me! La compiacenza ossequiosa è molto più infesta, perché lascia andare l'amico alla rovina. Maledetto sia l'amico che non ammonisce l'altro prima del pericolo! Dunque ora abbracciamoci e facciamoci forza prima della notte.

CESARE
Abbraccerò un amico, non un defunto.

CATILINA
Così è infatti!

Si abbracciano

CATILINA
Devo lasciarti. Chiamano il mio nome. Ci vedremo domani sul Campidoglio, a presto fratello mio!

CESARE
A presto, mio console!

Esce Catilina.

SCENA III

CESARE
A mai più, mio stupido amico...

L'anima di Catilina, rimasta finora apparta, si avvicina a Cesare, stupita e turbata allo stesso tempo dalle ultime parole di Cesare. Entra Posca, servo di Cesare.

POSCA
Cesare.

CESARE
Posca! Benvenuto! Tutto va bene a casa?

POSCA
Sì, Cesare.

CESARE
Sono arrivati quei mercenari Traci che Clodio doveva procurarci per stanotte?

POSCA
Sì, Cesare. Sono già stati istruiti, la tua casa ora è la più sicura di Roma.

CESARE
Perfetto. Non avremmo nulla da temere quindi. A proposito, Clodio sa del mio incontro con Catilina?

POSCA
No, Cesare. Tuttavia mi sembra molto sospettoso e diffidente... Credo che abbia già intravisto la minaccia che si va covando in Catilina contro lo Stato...

CESARE (ride)
Solo un cieco che allo stesso tempo sia sordo e muto non l'avrebbe potuta notare fino ad oggi! Catilina è stato un pericolo per tutti dall'istante in cui è nato.

POSCA
Cicerone allora? E' sordo, cieco e muto?

CESARE
Credi che non sappia del complotto? Cicerone sa già ogni cosa. Sta solo aspettando il momento opportuno per colpire, come una serpe immobile che fa avvicinare la preda inconsapevole. Attende che la congiura si mostri apertamente alla luce del giorno, in modo da ottenere dall'eliminazione di Catilina la gloria e l'onore che si devono ad un salvatore della Patria.

POSCA
Perché non hai avvisato di tutto questo Catilina? E' tuo amico!

L'anima si avvicina alle spalle di Cesare per ascoltare meglio.

CESARE
Non posso salvare la nostra rovina. Catilina vuole sovvertire l'ordine di tutte le cose, vuole distruggerlo per costruirne uno nuovo dalle ceneri; un ordine al cui vertice regni il caos più totale. Sogna che il popolo danzi dal tramonto all'alba sotto le insegne di Sileno, fa politica ispirandosi a Dioniso, preferisce che Roma si nutra del sangue dei capretti sacrificati nelle orge anziché delle carni dei Cimbri e dei Galli sui campi devastati del Nord. Non a caso è più appassionato ad Aristippo che ad Aristotele. Doveva nascere nei Campi Elisi e non qui, a Roma. Anche io ho i miei progetti, caro Posca, ma pianifico cose adatte a questa terra, non costituzioni giuste per i luoghi dove risiedono gli dei, per come ce li ha descritti Epicuro.

POSCA
E tu, Cesare, cosa desideri? Parli di grandi piani per la povera Urbe, ora più che mai dilaniata dalle lotte interiori come da un tumore logorante. Vuoi distruggere anche tu questa nostra società?

CESARE
No, ingenuo Posca. Io voglio dominarla. Ora andiamo. Temo che domani dovremo dibattere a lungo in Senato, perciò voglio che mi sia servita una cena abbondante e succulenta per poi farmi un bel sonno lungo e profondo. A casa, forza Posca!

POSCA
Sì, Cesare.

Cesare esce quasi correndo seguito da Posca.

ANIMA DI CATILINA
Quanti nemici, Catilina! Quanti nemici ti sei volontariamente procurato... Misero, miserissimo...

Esce l'anima di Catilina.

ATTO III

SCENA I

Entrano Curio e Fulvia.

FULVIA
Ti vedo affranto, Curio. Qual'è la ragione del tuo insolito silenzio?

CURIO
Stasera non ho per te storie di congiure e di uomini coraggiosi pronti a morire e a uccidere per una causa nobile e rara.

FULVIA
Perché, mio giovane amante bellissimo?

CURIO
Ho la colpa di amarti e di conversare con te.

FULVIA
Non parteciperai alla cospirazione?

CURIO
Non mi è stato concesso. Dicono che io sia una spia di Cicerone, nonostante io possa giurare sulla mia vita che non è questa la verità. È qualcuno tra i congiurati. Perciò stanotte dovrò stare immobile mentre fuori le scintille delle spade schiantate sugli scudi appiccheranno fuoco ovunque.

FULVIA
Questa sarà la notte?

CURIO
Proprio questa. Tutte le province sono già nel disordine.

FULVIA
E i consoli? Quale sorte ha sentenziato per loro Catilina?

CURIO
A morte. Dopo il  tramonto i suoi sicari busseranno alla loro porta e quando si sporgeranno per scorgere gli ospiti inattesi saranno decapitati con un colpo secco e sicuro.

FULVIA
Come può tutto questo Catilina? E quale sarebbe il destino dei cittadini di Roma?

CURIO
Manlio il fedelissimo sta giugendo dall’Etruria con truppe di contadini, veterani, criminali, nobili privi d'ogni ricchezza e persino di donne. Il loro assetto mette compassione ma il loro ardore fa tremare la terra su cui poggiano lo sguardo.

SCENA II

Entra l’anima di Catilina che si mette in disparte per ascoltarli di nascosto.

CURIO
Ora va’, Fulvia. Questa non sarà la notte dei sospiri e degli amplessi. Questa sarà la notte degli angeli sterminatori.

Fulvia si allontana ma non esce. Curio resta in disparte senza ascoltare né vedere Fulvia. L’anima di Catilina si avvicina alla donna per sentire.

FULVIA (rivolta verso qualcuno di lato fuori dalla scena)
Tito! Tito, servo mio, manda a chiamare Cicerone! Ho messaggi urgenti da comunicargli prima del tramonto. Digli che parleremo del futuro di Roma.

Fulvia va da Curio che non la guarda e non la sente.

FULVIA
Addio Curio, addio sussurri di passione... Finite sono le visite clandestine, finiti i nostri corpi che brillano di sudore alla luce delle candele, finiti gli sguardi alla luna pallida... Finita è ogni passione. Questa notte Cicerone sopravviverà e tu e Catilina morirete. Le monete d’oro del Senato m'hanno sedotta tanto quanto le tue carezze, Curio. A volte però hanno saputo farlo meglio...

Fulvia esce.

SCENA III

L’anima di Catilina va incontro a Curio, il quale non la vede. L’anima avvicina la bocca all’orecchio di Curio da dietro le spalle.

ANIMA DI CATILINA (sussurra)
Traditore.

Curio si spaventa, si volta ma non riesce a vedere l’anima.

CURIO
Chi è che parla?

ANIMA DI CATILINA
Traditore!

CURIO
Chi sta parlando?

L’anima di Catilina estrae un pugnale e accoltella Curio, che cade sulle ginocchia. Curio si rialza dopo poco e riesce finalmente a vedere l’anima di Catilina.

ANIMA DI CATILINA
Traditore!

CURIO
Catilina! Com’è possibile? Perché solo ora riesco a vederti?

ANIMA DI CATILINA
Perché sei appena morto, Curio.

CURIO
Non è vero! Sei sempre stato bravo a mentire, Catilina, ma ora non m’inganni.

ANIMA DI CATILINA
Ciò non è importante. Fulvia ha appena riferito a Cicerone ogni cosa. Un suo sicario ti ha appena strappato la vita alle spalle.

CURIO (stupito e disperato)
Cosa..?

ANIMA DI CATILINA
Vedo che hai capito. Ora vattene, Curio. A te aspetta la Giudecca, dove il ghiaccio ti imprigionerà fino al collo. Con te tutti i traditori dei benefattori. Magra sarà la consolazione di trovarsi con i proprio simili, sappilo. Va’ ora, il mondo dei vivi non ha più nulla da donarti.

Curio esce lentamente.

SCENA V

Entra Catilina ansimante.

ANIMA DI CATILINA
Oh, eccolo arrivato, lo stratega Catilina! Perché non hai dato direttamente a Cicerone il pugnale per sgozzarti? Cos’è, troppo poco sangue con vigliacchi assassinii? Volevi uno scontro più cruento?

CATILINA
Parli come se io volessi suicidarmi...

ANIMA DI CATILINA
Esattamente. E' quello che penso.

CATILINA
Cerco la redenzione. E la redenzione la posso trovare solo con la …

ANIMA DI CATILINA
Con la tua morte!

Si sentono alcune grida. L’anima si allontana, incrocia i congiurati che stanno accorrendo senza che essi la notino, poi resta in disparte.

4° CONGIURATO
Fratello, Cicerone non era in casa sua, scontri si sono verificati ovunque in città e persino Curio è caduto vittima di un assassinio! Decine gli arresti e oramai i prigionieri tormentati dalle torture hanno confessato! Non c’è riposo per il tuo nome, Catilina. Ognuno lo pronuncia prima di dire “attentato”, “congiura”, "complotto"! I consoli vogliono che tu domani sia la Senato per un’udienza.

5° CONGIURATO
Cicerone arringherà il Senato contro di te con una grande orazione!

6° CONGIURATO
Uniamoci a Manlio. Fuggiamo!

CATILINA
Non ora ma presto. Sentirò cos’ha da dire Cicerone. Dopo ciò, alcuni di voi dovranno rimanere qua a Roma con o senza di me, mentre tutti gli altri uniranno le proprie spade a quelle di Manlio. E ora andate, fratelli!

I congiurati escono. L’anima torna vicino a Catilina.

SCENA VI

CATILINA
Volevo solo e unicamente la libertà. La libertà che un vero uomo non perde se non con la vita. Ho implorato il Senato che si provvedesse ai cittadini più bisognosi, di rendere loro la protezione della legge, in modo da non costringerci a cercare in che modo morire contro lo Stato.

ANIMA DI CATILINA
Cicerone è stato ascoltato da tutto il Senato, Catilina. Hai abusato troppo della loro pazienza.

CATILINA
Non mi resta che partire. Prima amica, ora Roma mi condanna per aver tentato di liberarla.

ANIMA DI CATILINA
Questa sarà la tua caduta.

CATILINA
Poiché mi vedo circondato da nemici e spinto nel precipizio estinguerò il mio incendio con una catastrofe!

ANIMA DI CATILINA
Perché?

CATILINA (Si abbraccia con l’anima)
Questo mondo non è per noi. Tutta questa corruzione, questi complotti, questo peccato... mi lacerano le viscere. Ti stanno avvelenando, anima mia. La gente dorme prima d’aver sonno, non si aspetta più la fame, la sete, il freddo per soddisfarli. Non tengono conto di ciò che hanno, bensì di quello che possiede l’altro.

ANIMA DI CATILINA
Oh Catilina! (Lo abbraccia a sua volta) Non lasciare che mi strappino da te, nobile e controverso.

CATILINA
Spirito mio! Guarda di che razza d’uomo sei stato la vita! Scruta nella mia memoria i massacri, le violenze.

ANIMA DI CATILINA
Questo grande male non è stato generato da noi.

CATILINA
No, ma noi ne siamo stati i frutti. Perdonami, ti prego, perdonami per tutto ciò che ho compiuto.

ANIMA DI CATILINA
Io …

CATILINA
Ti scongiuro.

Catilina s'inginocchia.

ANIMA DI CATILINA
Io…

CATILINA
Perdonami!

ANIMA DI CATILINA
No!

L’anima di Catilina esce fuggendo.

CATILINA
Per Giove! Dove stai scappando? Torna a me!

Si piega a terra piangendo.

SCENA VII

Entra Manlio e accorre verso di lui. Lo fa rialzare lentamente e lo sorregge.

MANLIO
Perché urli, Catilina?

CATILINA
Solo ora mi rendo conto ch’era un semplice incubo, amico mio. Il più terribile che un uomo di sporca coscienza possa sognare.

MANLIO
Quale? Inverni perpetui, guerre d’estinzione, la vita che abbandona il mondo o cos’altro?

CATILINA
Non trovare la redenzione, fedele Manlio. Ma dimmi, anche tu non hai avuto un sonno tranquillo? Mi sembri irrequieto e per di più sei già in assetto da guerra.

MANLIO
Sento che Antonio e le sue legioni sono molto vicine. Non voglio che le mie spoglie vengano ritrovate coricate su una branda senza gocce di sangue nemico.

CATILINA
La vittoria potrà anche essere loro, Manlio, ma l’onore sarà sempre nostro.

MANLIO
L’onore... La Repubblica ce lo insegnò. Eppure l’abbiamo perso. Degli inetti sono al potere. Pensano solo al proprio reddito con la vana pretesa di aiutare i poveri. Solo chi è stato tra di loro conosce il loro gioco di promesse e menzogne.

CATILINA
Amico mio, non pensare più a quei corrotti... La storia li divorerà, schiaccerà i loro corpi, le loro parole, le loro ingobili azioni. Di questa gente non rimarrà che sabbia. E quale ricchezza vi è che superi la memoria nel tempo? Noi saremo ricordati per sempre, Manlio. A noi spetta la ricompensa più grande, perché non dalla sete di potere, ma dall'amore per il popolo siamo condotti in battaglia. Perciò lasciali ai vortici dei posteri senza preoccupartene. Non temere... Loro non hanno nulla se non la vanità e l'avarizia. Ma la virtù, la giustizia, la gloria sono con noi. Cos'altro dovremmo desiderare? Una sola sarà la leggenda, fratello, quella di Catilina e delle sue coorti. E anche se sarà durata pochi anni, non ne esisteranno di più lunghe. La leggenda attraversa come un fulmine la storia e noi cavalcheremo il tuono e il lampo, saremo un'eco nel tempo che esorterà tutti gli umiliati a rialzare il capo per ergersi contro gli oppressori in ogni luogo di questo immenso, sconosciuto pianeta. Dopo di noi non esisterà più alcuna schiavitù... Ma solo uomini liberi.

MANLIO
Quale poeta, quale guerriero sei tu, Catilina! Siamo circondati, sì, ma i cerchi si possono spezzare. Siamo in quattromila contro diecimila, è vero pure questo, ma noi abbiamo cuori ardenti, loro diecimila corpi incatenati dal potere dei ricchi.

CATILINA
È l’alba. Raduniamo le milizie, coraggioso amico.

Manlio esce.

SCENA VIII

Catilina indossa l’assetto da battaglia. Entrano l’anima di Catilina, Lucio Silo, Cesidia e Aurelia Orestilla.

LUCIO SILO
Figlio mio.

Catilina abbraccia il padre.

CATILINA
Padre, finalmente ho il coraggio di ammettere le mie colpe. Figlio omicida, folle, sperperatore, quale vergogna sono stato per te...

LUCIO SILO
Il passato è ormai lontano e con esso il disprezzo. Non potendo cambiare gli eventi trascorsi possiamo solo occuparci del modo migliore per poter procedere avanti. E tu l’hai fatto, figliolo. Non vorrei dirti questo, ma non aver paura di morire, Sergio.

CATILINA (sorride)
Non ne ho padre. Non più, ormai.

LUCIO SILO
Sono fiero di te, figlio mio.

CATILINA (Rivolgendosi a Cesidia)
Io…Come posso...?

CESIDIA
Non devi, Catilina. Leggo il pentimento dietro i tuoi occhi. Il rimorso è il primo passo per il perdono. Guida i tuoi uomini, nobile Catilina, senza mai indietreggiare. Hai condotto una vita nella corruzione, ora vivi un giorno nell'onore.

CATILINA (Rivolgendosi ad Aurelia)
Aurelia, per te ho ucciso mio figlio.

AURELIA ORESTILLA
Lo so.

CATILINA
Te io ho amato. Ho messo a nudo la mia anima. In quei momenti ero così vulnerabile che tu avresti potuto spezzarmi come grano nei tempi della mietitura. Ma tu non l’hai fatto. Ed è per questo che il mio cuore rimarrà sempre tuo.

AURELIA ORESTILLA
Marito mio, prima non ero capace di amare. Tu mi hai insegnato a farlo. Non c'era nulla di più importante che io potessi imparareda questa vita.

CATILINA
Perché queste lacrime?

AURELIA ORESTILLA
Perché questo è un addio, non è così?

CATILINA
No. Non è un addio. Non ne esistono per noi. Non rattristarti. Dentro di te ci dovrà sempre essere solo la primavera, così il fiore che sei potrà crescere ancora. Dolce creatura, l’amore per te non ha misura. (L'accarezza) Cometa di luce, arpa di voce, amore rapace, in tua anima felice del mio cuore in pace tu sei la creatrice.

AURELIA ORESTILLA
Quando sarò sul punto di spirare, a molti anni da oggi, ricorderò questi versi e il mio ultimo respiro sarà per te.

CATILINA
Dopo quel respiro ti ritroverai al mio fianco sulle spiagge delle Isole Beate. Ora va’, andate via tutti. Questo sarà l’ultimo atto.

Tutti escono tranne Catilina e la sua anima. I due si guardano.

SCENA IX

Entra Manlio correndo.

MANLIO
Catilina! Catilina!

CATILINA
Antonio è qua?

MANLIO
Proprio così, e con due eserciti già schierati!

CATILINA
Bene. Il teatro è predisposto. Che vengano dunque gli attori!

Entrano i soldati e gli ufficiali di Catilina. La sua anima si sposta alle spalle della schiera. Catilina e le sue truppe si dispongono frontalmente (Catilina al centro)

CATILINA
Miei ufficiali! Fratelli e sorelle! Vi ho ordinato di abbandonare i vostri destrieri perché possiate condurre con più foga e violenza le vostre schiere contro il nemico, non per fratricida follia

SOLDATI
E così è stato fatto senza dubitare!

CATILINA
Ascoltatemi! So bene che le parole non infondono coraggio né fanno di un vile un eroe e che il discorso del generale non rende valoroso un esercito di pavidi.

1° SOLDATO
Fin nell’Averno con te!

CATILINA
In guerra si manifesta il coraggio che ciascuno possiede per natura o per la sua formazione. È inutile esortare colui che non ama pericoli e gloria!

SOLDATI
Gloria!

CATILINA
La gloria, fratelli e sorelle miei, la gloria! Premio per coloro che seguono i proprio sogni, come abbiamo sempre fatto noi, liberi!

2° SOLDATO
Viva la libertà!

CATILINA
E oggi noi ci batteremo per la Patria!

SOLDATI
Per la Patria!

CATILINA
Per la libertà!

SOLDATI
Libertà!

CATILINA
E la vita!

SOLDATI
Vita!

CATILINA
La nostra situazione è disperata, fratelli, ma l’animo, la vostra età, il vostro valore mi danno coraggio! E coraggio ve ne servirà se pensate di uscirne vivi; non si passa dalla guerra alla pace se non da vincitori. Perciò vi invito a essere forti e coraggiosi!

SOLDATI
Forza e onore!

CATILINA
E al momento dell’attacco tenete presente che il vostro braccio porta la libertà, l’onore e soprattutto la gloria!

2° SOLDATO
Guidaci in battaglia, Catilina! Le nostre lame ti saranno fedeli eternamente!

CATILINA
In noi c’è l’amore! E per un mondo dove ce ne possa essere ancora e per sempre noi lotteremo! Se non si ama, se non si spera, la vita è solo tetra, vuota esistenza! Noi sappiamo ancora amare, noi siamo il siero della vita!

3° SOLDATO
Antonio ha lanciato all’attacco le sue legioni, Catilina!

CATILINA
Restiamo uniti, fratelli! Sguainate i gladii e che questo giorno sia il Nostro giorno!

SOLDATI
Nostri saranno tutti i giorni!

CATILINA (urla indicando di fronte a se con la spada)
Avanti! All'attacco!

Buio. Rumori di battaglia, grida. Poi il silenzio.

EPILOGO

Luce Tutti sono stesi a terra, morti. Catilina cammina fra i cadaveri barcollando e la sua anima lo accorre per posarlo a terra con delicatezza. Bacia sulla fronte il cadavere e poi si rialza.

ANIMA DI CATILINA
Tutto in frantumi. Le anime vagano per queste terre e per sempre qui rimarranno. Catilina, fiero condottiero che anche da morto mantieni in viso quell’ardore, ora la tua gloria tanto ambita diverrà realtà. La tua redenzione s'è compiuta in un lago di sangue e lacrime? Aurelia piange, una donna sola ormai che non avrà mai più amore. Ti ricongiungi a tuo padre, così fiero di te dopo una morte tanto onorevole. La follia ha taciuto e la virtù di un eroe l’ha divorata dopo una vita intera di tentativi. Ora devo andarmene, mio Catilina. Mi aspetta il giudizio dopo le terre di nebbia. Nulla sarà come prima. Ci ritroveremo là dove luce e ombra si confondono. Ombra e luce, terra e mare, tempo ed eternità, amore e odio, uomini e uomini... Perché tutta questa guerra ci avvolge e ci annega? Forse giova all’armonia dell’universo? Se io ti perdonassi la nostra guerra terminerebbe? Oh, Catilina, io oggi ti perdono. Dopo tutto questo tempo passato assieme senza conoscerci, è avvenuta la tua redenzione. Liberati dalle angosce ora, perché la tua sporca anima è stata lavata con acqua fresca di sorgente. Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t'appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Io ti perdono. Io...Mi perdono. Ora parto. Ad maiora, Catilina. A cose migliori.

L’anima di Catilina esce lentamente.

FINE


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