:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Prosa/Narrativa
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 624 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Sat Apr 25 08:18:37 UTC+0200 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Amore oltre le cose

di Giuseppina Vanessa Sata
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutti i testi in prosa dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 12/01/2016 16:17:25

Un giorno di aprile la mia vita si era incrociata a lui. Un giovane viandante ben vestito e dai magnetici occhi scuri.
Il bosco attorno al villaggio profumava di selvatico eppure fra querce, abeti e noccioli fiorivano anche fiori delicati come la malva dal colore vispo e dei magnifici cespugli di rose. I fiori pi delicati ed eleganti al mondo, a mio parere.
Il fruscio fra i rami provocato da qualche scoiattolo o dagli uccelli che si occupavano dei loro nidi era l'unico rumore. Un rumore soave per chi, come me, ama la natura.
L'ho visto allora. Cavalcava un magnifico cavallo dal manto di un grigio argentino. I suoi capelli ondeggiavano al vento con un movimento selvaggio e risaltavano scuri su quel mantello azzurro.
Lo guardai estasiata.
Cavalcava proprio nella direzione in cui mi trovavo.
Pensai alle tante storie che narrava mia sorella. Se quello era un principe delle favole e dei cantici, non poteva non essere il mio principe. Pensai che avrei fermato il suo incedere e gli avrei detto di portarmi con lui ovunque egli volesse.
Si ferm prima che facessi o dicessi qualcosa.
Incrociai i suoi magnetici occhi scuri.
Bisbigliai un saluto e lui mi sorrise.
Era bello. Non posso negarlo. Il suo viso era fine e vantava dei lineamenti che addolcivano quella mascella molto mascolina. Da vicino, per il suo sguardo aveva qualcosa di rude che mi fece desistere dal chiedere promesse allo sconosciuto.
Mi colp la sua voce dura e la sua domanda. Mi aveva chiesto cosa fossi stata disposta a dare per salvare la cauta sacralit dei boschi. Esitai, indecisa su cosa dire e sul perch mi ponesse una simile domanda, dopodich sussurrai la verit.
Io amavo i boschi e la serenit che essi emanavano. Avrei dato tutto persino la vita pur di vederli sempre in quella magnificenza.
Mi sorrise. Sembrava felicemente sorpreso della mia risposta.
Stavo per chiedergli il motivo di quella domanda quando lui scosse le briglie e cavalc via.
Il vento sembrava aumentare. La mia veste di tela grigia svolazzava scoprendomi le gambe e, ricordo con chiarezza, che aumentai il passo camminando verso il villaggio.
La pace e il silenzio del bosco divennero inquietanti. All'improvviso non si udiva pi un solo fruscio di rami, un cinguettio, nemmeno un animale in movimento. Non avevo mai notato quanti rumori provengono dagli animali, anche i pi insignificanti.
Il mio cuore prese a palpitare. Sentivo che qualcosa non andava.
Troppo silenzio.
Anche quando si poteva gi scorgere le prime case del villaggio non riuscivo a percepire nessun suono. Nemmeno le voci dei bambini che giocano a rincorrersi o i colpi di martello sull'incudine da fabbro del vecchio Henry Breth.
Pi mi avvicinavo pi sapevo che era accaduto qualcosa.
Vidi subito il fabbro riverso sull'incudine. Brutalmente assassinato. E per terra all'angolo fra il fioraio e la casa di un uomo vedovo c'erano due donne ormai prive di vita.
I loro occhi vitrei sembravano scrutarmi mentre singhiozzando passavo al loro fianco.
Tremavo.
Altra gente giaceva per terra. Io ero confusa e spaventata, avanzavo tremando cercando invano di trattenere i singhiozzi.
Quando rividi il principe tornare verso di me sapevo gi che nei suoi occhi avrei visto qualcosa di diverso.
Era sporco di sangue. Il suo sguardo era freddo e spietato.
Indietreggiai.
Ora lo temevo.
Mi parl con voce ferma. Si present come uno spirito dei boschi sacri di Yestir, ai confini nord del villaggio, e mi narr che i miei compaesani avevano osato cacciare le cerve in quelle zone, spiegando poi che gli spiriti sacri amano prendere forme animali.
Ripeteva di aver solo vendicato le sue sorelle e i suoi fratelli. Continuava a precisare che gli uomini non avevano rispetto per gli spiriti dei boschi, n per gli animali che alleviavano la loro solitudine.
Capivo cosa provava ma il dolore di aver perso tutti i miei cari, la gente che conoscevo si attanagli nella mia anima. Scossi la testa. Avrei tanto voluto dire qualcosa, forse urlare.
Non un suono usc dalle mie labbra. Era come se quello sguardo cupo volesse tormentarmi.
Chin il capo e cavalc via.
La vendetta dello spirito aveva lasciato in me lo stesso vuoto che i miei compaesani avevano lasciato in lui.
Ora eccomi, l'unica sopravvissuta a tanta crudelt. Vivo nel bosco perch nel villaggio troppi spettri del passato mi farebbero soffrire, ogni sera vedo lo spirito dei boschi sacri che mi osserva da lontano. Forse ha imparato che la sua vendetta ha fatto male all'unica persona che ha risparmiato o magari l'unico superstite della sua specie e vede in me l'amore per qualcuno simile a lui.
Entrambi soli. Entrambi tristi. Entrambi che sentiamo sollievo nella presenza dell'altro nonostante dovremmo odiarci. Entrambi che ci accontentiamo di scrutarci da lontano, senza avvicinarsi, in silenzio, in contemplazione dell'unica cosa che c' rimasta.
Una cosa abbiamo in comune: entrambi amiamo guardare l'alba sorgere fra i folti rami degl'alberi nel cielo vermiglio.

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Giuseppina Vanessa Sata, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Giuseppina Vanessa Sata, nella sezione Narrativa, ha pubblicato anche:

:: Due poliziotti e il mostro (Pubblicato il 24/01/2017 12:39:04 - visite: 833) »

:: Aborto (Pubblicato il 10/01/2016 16:12:55 - visite: 756) »