:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Recensioni
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
Pagina aperta 2983 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Wed May 6 22:07:00 UTC+0200 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Secondi luce

Poesia

Anna Ruotolo (Biografia)
LietoColle

Recensione di Roberto Maggiani
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutte le recensioni scritte dall'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 2 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 18/06/2010 12:00:00

Anna Ruotolo, classe 1985, frequenta la facolt di Giurisprudenza e si consacra poeta con questa sua opera prima. Lo spirito della poesia brezza che soffia dove vuole, e sceglie dincarnarsi in persone a ogni livello, sociale o accademico, e a tutti dispensa la parola illuminante, freccia che centra il cuore del mondo. La poesia parola che insegue il reale fin nelle sue tane, visione che penetra il vero e lo fa emergere dal mare dellesistenza mostrandone sia la bellezza che i profondi legami cosmici. La poesia quindi completamente libera, non si pu inventare. Chi ha il dono della poesia potr anche non scoprirlo mai per tutta la vita o pensare di essa, della poesia, essere cosa inutile in questo mondo di consumo tecnologico, ma sono molti quelli che la riconoscono in s e negli altri, una volta riconosciuta la sua presenza, saranno le opportunit a fare di alcuni poeti, noti poeti, di altri, poeti da strada, di altri ancora, poeti in ombra. C chi le opportunit le sa cogliere, chi le cerca, chi le crea, chi le fugge ma ci che conta la poesia, averla o non averla, saperla sviluppare, farla maturare o farla marcire. Anna Ruotolo ha ci che conta, ha la poesia, stata scelta, da essa investita di consapevolezza. La poesia una vocazione e una responsabilit, la poesia parola che taglia, divide, parola che distingue, o, allopposto, unisce, ricompone le divisioni, fonda la poesia il sentire di unanima purificato nel fuoco collettivo dellumanit. Anna Ruotolo ha, nella sua scrittura, levidente grazia poetica che la sostiene. In quanto alle opportunit, forse verranno, si vedr. Intanto leggiamo questa sua prima pubblicazione e gioiamo per il manifestarsi di una nuova grazia poetica nel panorama della scrittura italiana, s perch, checch se ne dica, ogni poeta nuovo, sta ad esso saper dirigere la propria scrittura verso la novit che egli ha sicuramente in s. La Ruotolo sembra farlo. Ella affronta il tempo, tema importante, cavalcando la poesia dei suoi versi con la stessa agilit di una amazzone, cavalca sulla terra di mezzo di opposte esistenze, o di uguali ma divise, si approssima a ponti (che qualche volta attraversa) tra sentimenti opposti, tra generi, talvolta sono ponti temporali tra passato, presente e futuro, tra ricordo e vita attuale, tra partenza e ritorno, tra storia e memoria. Dice bene Elio Grasso nella sua cristallina introduzione al libro: E il tempo che percorre tutto questo libro di Anna Ruotolo, quel tempo che fa attraversare una strada vicino alle parole, dette ancor prima che la realt attacchi con i suoi addii senza scampo []. Nel corso dei secoli la concezione che luomo si fatta del tempo, si sviluppata. La percezione del tempo personale, esso ha componenti rilevanti di soggettivit, sia dal punto di vista fisico che biologico che psicologico. Anna Ruotolo sembra proporre un tempo lineare, tipicamente occidentale, ma con cicli di memoria ampi quanto una poesia, che si accavallano di lirica in lirica, ponendo gli eventi in una sospensione breve ma intensa, come un lampo sospende per un istante il mondo, lasciando il lettore nella visione di un ricordo focalizzato nella breve e squarciante luce, tale la forza descrittiva della Ruotolo, supportata dalla sua particolare capacit di ricorrere a immagini e incastri di senso, che sembrano uscire direttamente dalla penna della pi felice fantasia: [] / ed ogni punto sar lo spazio da annerire / per vederti nascere, apparire dal nulla. (pagina 19); [] / come i pesci allinizio del tempo / senza librare se lacqua ritorna / per bene al principio della fase / a pesare quanto pes sotto le barche / per tenerle in vita. (pagina 28); [] / io ti ripeter nei nomi delle cose, / nel fondo del bicchiere / dove mi hai raccolto. (pagina 63).
Ma nella poesia iniziale, intitolata Secondo luce, che lautrice introduce i soggetti/temi che si dirameranno, in diversit dinfiorescenze, dal tronco principale della sua poetica, questultima fortemente dialogica. Un secondo luce la distanza che talvolta gli avvenimenti della vita, repentini e inaspettati, possono porre tra noi e il resto della nostra iniziale esistenza, una distanza enorme, come da qui alla Luna, tanta la distanza percorsa dalla luce in un secondo, eppure la nostra vita, senza pi quel cono dombra iniziale, arriva ugualmente a compimento: [] Questo il tempo: una luce di lampi: [] / Questo il tempo: una luce di lampi, / breve, come il guizzo della terra / e manca, manca il cono dombra / dove si nasce, dove un po si vive. (pagina 15)
Quindi il tempo fa la parte del leone, ma metto qui in evidenza altri due soggetti/temi che, a mio avviso, percorrono la raccolta:

- Lavvenire delle assenze, nelle partenze e nelle mancanze, e da esse sia il desiderio di attraversare ponti che attraversino le divisioni, avvicinino le assenze, provochino ritorni, sia la scelta di fermarsi allinizio dei ponti delle partenze, delle divisioni e delle assenze, nel rispetto delle leggi del mondo o delle scelte altrui: E come dirti addio / sopra il cucuzzolo del Mondo / dopo il mare fin dentro / che ci divide al ponte, / al passaggio chiarazzurro della barca. / [](pagina 15).

- La bocca, gli occhi, il volto, e pi in generale il corpo come luogo di donazione, il corpo come memoria, tutore, nellassenza dellaltro/a, dei rapporti e degli amori. La corporeit qui presentata in una accezione completamente positiva. Il corpo sembra essere il luogo della fiducia, della relazione serena tra due individui, qualcosa di celestiale [] / ma il tuo corpo era celestiale / []. Molto bella e significativa la poesia senza titolo a pagina 26: [] / quasi sei un movimento di piccoli aerei / attorno lorbita pi lenta delle mie spalle. // Ma se ti chiedo come fai, perch succede / mi dici cos: quando la nascita della luce / e niente stato ancora toccato / e il cielo savvicina un poco al giorno, / sono da te / per farti vedere tutto questo / []; a mio avviso, come dicevo, una delle poesie pi belle della raccolta, dalla quale si riconosce la verve di un poeta. Ma di tutto il corpo risalta, in modo evidente, e proposta con una certa regolarit nello svolgersi delle liriche, la bocca, con il suo colore o la sua curvatura ([] / Dire addio a te e prima che sia / a noi / a tutte le inconsolate vie della tua bocca / alle parole della pioggia sui canali / degli occhi. Pagina 15; [] // Allinfinito so che ti affacci sul lato occaso della bocca / e svegli il tempo / []. Pagina 20;[] / quant bella la luce ferma / [] / agli angoli degli occhi. Pagina 41; [] / Restituirmi al mare / [] / l dove ti piaceva inventarmi / le ossa, le curvature della bocca / o un nome che mi hai dato, cos / nella tua mente. Pagina 65).

Ma il corpo anche il luogo dal quale avvengono le partenze, la casa che viene abbandonata: [] / Io sento, sento solo uno squarcio / di luce, cinque navi che partono / dalle mie costole, / questo sento. Non di pi. / [] (pagina 22). Nellultima sezione del libro intitolata Lultima nave a partire labbandono, come in un finale di fuochi artificiali, la Ruotolo, ci regala tra le pi splendide illuminazioni poetiche relative al distacco e allabbandono, a cui ogni cuore umano pu, e deve, per necessit, diventare, con il tempo e lesercizio della pratica, capace di sopportare: Quel che pu va via, / un muretto / il tuo alito libeccio / e cos i granuli disciolti / dentro lacqua. / [] (pagina 62). [] / io ti ripeter nei nomi delle cose, / nel fondo del bicchiere / dove mi hai raccolto. (pagina 63).

Nella mia personale lettura posso dire di essere stato molto coinvolto da questa prima raccolta di Anna Ruotolo, quindi la reputo una prova ben riuscita, ma penso che ci si possa affermare oggettivamente. La scrittura calibrata, ottimamente inventata, descrittiva quanto basta a raggiungere laltezza giusta da dove lanciarsi nel tema poetico, elegante, fondata sullesperienza dei suoi 25 anni, ma di una maturit gi avanzata, una scrittura che ben coniuga carattere e dolcezza femminile. Si sa che un poeta appena nato dovr passare dalla fucina dei critici e della comunit dei poeti, che di silenzi sono spesso i maggiori dispensatori, non certo per virt ma per negligenza e, talvolta, evidente maleducazione. Auguro alla Ruotolo di trovare pochi silenzi, ma se tali silenziosit la circondassero, sappia che la passione e la fedelt alla propria vocazione poetica, uniti a una attenta e importante lettura della poesia di altri autori, classici o contemporanei, saranno le voci pi importanti che nessun critico o poeta potr sostituire, ma pi di tutto il rigore verso la propria scrittura sar quellazione che avviciner il poeta alla sua pi personale voce. In bocca al lupo.

[ Propngo anche, sul libro di Anna Ruotolo, un articolo/recensione di Luca Minola: Leggi ]

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 2 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »