Pubblicato il 22/06/2010 12:00:00
Uno spietato serial killer, un commissario col suo giovane amico, la fiera del libro per ragazzi di Bologna e tutto il mondo letterario fatto di agenti, editori ed illustratori sono gli ingredienti di questo simpatico thriller per ragazzi. Qualcuno ha scritto un libro che pu cambiare il destino di tutti i giovani, a questo libro per ha posto una premessa cui per gli editori, avidi di pubblicare il libro perch hanno fiutato gli incassi che ne potrebbero trarre, non vogliono dar spazio. Lautore del libro in questione, certo della sua missione e forte del messaggio profetico che ha posto nella suddetta premessa, non accetta compromessi e si fa giustizia da solo in un gioco a rimpiattino con la Polizia bolognese e con il commissario giunto da Torino per visitare la Fiera. Nella narrazione non mancano momenti mozzafiato ed indizi disseminati qua e l dallefferato assassino, piccoli rompicapo che tutti i serial killer creano per essere certi che lattenzione di stampa ed inquirenti sia centrata su di loro. Il racconto scorre in un soffio, avvincente come deve essere un thriller, con parti legate allo svolgersi della vicenda ed interessanti sguardi sulla mente dellassasino. La vita della Questura raccontata con avvincente realismo e mostra i poliziotti col loro volto umano prima che di tutori della legge. Lintreccio cattura il lettore, il finale giunge a ridosso di un bel colpo di scena anche se mi sembrato un po troppo semplicistico, quasi che lassassino preso dal suo gioco si sia lasciato catturare, ma questa una mia impressione. La narrazione svolta tenacemente, con un andare semplice ed interessante per cui qualche ingenuit si pu perdonare, il romanzo adatto ai lettori pi giovani. Siccome io amo i libri che contengono delle illustrazioni, vezzo che mi rimasto dallinfanzia, sottolineo le belle mappe della citt di Bologna che punteggiano qua e l le pagine. Interessante lo spunto dellautore sul fatto che spesso chi scrive un libro si sente cos orgoglioso di ci che ha scritto, trovando la sua opera come la migliore immaginabile, non dico che sarebbe pronto ad uccidere, ma tenta caparbiamente di difenderla contro tutto e tutti, sino a diventare insensibile alle critiche e ad odiare chi vuole correggere anche in buona fede lopera. Immagino le minacce che editor, agenti e case editrici subiscono quando si vedono costretti, per palesi motivi, a rifiutare un manoscritto.
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