Via in libertà, dove, l’aria è
qui tanto densa che
un ramo si piega in sé, solo lei colpita
e io già nascosto:
un impermeabile sull’altro:
per lei aspetto l’accesso
la pioggia
che si avvicina.
*
Tu giaci e anche gli alberi
sono sempre più vuoti
e più vicina in cielo la corteccia,
che si muove avanti e indietro nella nebbia.
Infine sei calmo,
esperta la pelle.
*
Buon viaggio, così mi abbandono
e mi ritraggo alle tue mani. Torniamo,
anche a noi, con gli occhi
che ci allontanano dalle ombre,
una casa muore certamente nella successiva, dove
la toccano in questo andare.
*
Sono rimasto qui
tra gli altri, seduto
e dopo, solo, dove va,
cammina con noi, poiché in alto
si contrae
e sopra tutti è: tuttavia
esso si forma,
dalle nubi e l’acqua, si chiude,
esclude loro ciò che
si dirige verso noi,
lo disperde in cielo.
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