Ho letto con vivo interesse i due ultimi numeri della rivista
Testuale, trovandovi articoli notevoli, indirizzati soprattutto verso una ricerca letteraria capace di mettere in luce i punti di forza, e talvolta le debolezze, della contemporaneit letteraria, in particolare a partire dal 1960, fondandosi su autorevoli voci, tra logica intellettualit ed espressivit intellettuale.
Una rivista che fin dalle prime battute di lettura fa nascere la voglia di studiare, approfondire, sviluppare le tematiche, rispondere alle sollecitazioni, insomma una rivista in cui riconosco un felice dinamismo intellettuale e culturale. Riporto parte della quarta di copertina, perch esplicativa degli intenti di Testuale:
[] nel panorama delle riviste di ricerca letteraria, dellarea italiana, in rapporto non occasionale con altre letterature (in particolare francese e anglosassone) vuole dedicare il proprio intervento essenzialmente alla critica della poesia contemporanea, con un approccio critico-analitico e interdisciplinare.
un periodico di saggistica fondato nel 1983 da Gio Ferri, Gilberto Finzi, Giuliano Gramigna e attualmente sotto la direzione di Gio Ferri e Gilberto Finzi (Direttore responsabile Giorgio Ferrari), si avvale di numerosi collaboratori sul territorio nazionale e allestero. La rivista edita dalle Edizioni Anterem di Verona.
Nel sommario del numero 46 si leggono nomi e titoli che di alcuni gi conoscendone la nota acutezza di pensiero destano subito interesse verso la rivista che li ospita, attirando attenzione e foga di lettura: Maurizio Spatola (fratello di Adriano Spatola), Giovanni Infelise, Tiziano Salari, Franco Roman, Donato Di Stasi, Gio Ferri.
Il primo, Maurizio Spatola, con un saggio dal titolo
Etica, rigore, anarchismes nella poetica di Adriano Spatola, ricostruisce il percorso teorico e critico del poeta Adriano Spatola, non avvalendosi di una
ortodossa metodologia analitica o filologica, con lintento
bens di riannodare i fili di un discorso coerente ma frammentato, sia attraverso gli scritti (in qualche caso poco o per nulla conosciuti) sia tramite la connessione con la produzione poetica e le varie fasi dellesistenza del fratello.
Il secondo, Giovanni Infelise, con un saggio intitolato
Arthur Rimbaud nella traduzione di Adriano Marchetti, approssima il lettore
al banchetto che la lettura delle due opere di Rimbaud Illuminations e Une saison en enfer tradotte da Adriano Marchetti ci offre. Mi piace lincipit dellarticolo:
In questo immenso campo di grano che lopera di Rimbaud, si pu scegliere di essere umili ospiti di un frugale convito o lurchi parassiti delle sue messi.
Il terzo, Tiziano Salari, con il bel saggio,
Poesia e critica, affronta, nella prima parte, la poesia di Flavio Ermini, analizzando la sua opera intitolata
Loriginalit contesa tra larco e la vita, mentre nella seconda parte leggiamo
La scrittura critica di Giuliano Gramigna. Per quanto riguarda Ermini, Salari traccia, in quattordici punti, le essenziali metodiche e proposte del suggestivo lavoro del poeta, in limine narratore di spessore filosofico. Come scrive Salari
gli accadimenti che appaiono sono continuamente diversi e gli stessi. Per quanto riguarda la scrittura critica di Giuliano Gramigna, Salari espone, in quindici punti, i tratti dellimportante volume monografico di
Testuale accorpante i numeri 43, 44 e 45 che raccoglie interessanti saggi di Giuliano Gramigna.
Ho letto alcuni saggi di Gramigna e ho trovato spunti notevoli per affrontare una lettura critica di un testo, segnalo in particolare
Lantro del romanzo, nel quale, tra le altre cose, si legge:
[] Anche il romanzo un cosmo che ha il suo ventre nero ha origine nella diversit, armonia e tensione di contrari e la molteplicit degli interessi possibili (non dico la dualit delle porte omeriche) lo segnala. E in
Le istituzioni del romanzo, Gramigna enuncia quelle che
a mio avviso, sono gli elementi primari, le grandi forme semplici genetiche del romanzo. Secondo le buone regole del rasoio di Occam, possono ridursi a quattro: il nome, il luogo, il patto e lavventura. []. Partendo per un excursus intelligente, analizza tratti di romanzi, tra cui la Recherche e il Don Chisciotte, mostrandoli in una chiave di lettura che li distende e li mostra un poco pi docili nella loro architettura, utilizzando le quattro chiavi di lettura suddette.
Il quarto saggio di Franco Roman, dal titolo
Il mito, il nuovo mondo, il ponte: riflessioni rapsodiche sulla trilogia poetica di Alessandro Carrera:
Il fascino della trilogia poetica di Alessandro Carrera, La sposa perfetta, (Book 1997), Lamore del secolo, (Book 2000), Stella del mattino e della sera, (Il Filo 2006) sta nel dialogo sotterraneo fra due diverse civilt letterarie: lantica Grecia [] da un lato, la terra dadozione di Carrera e cio gli Stati Uniti dAmerica, dallaltro.Il quinto pezzo di Gio Ferri, il quale, con
Il gioco della traduzione, affronta la questione, appunto, della traduzione:
Non si finisce mai [] di discutere in convegni, tavole rotonde, interventi critici di traduzione da una autentica lingua dorigine ad una inesorabilmente traditrice lingua di arrivo. E si continua a tradurre. Ma la questione sostanzialmente inerente alla traduzione della poesia. La narrazione per lo pi, la saggistica (non tutta), il teatro di prosa (non tutto) godono di una facilitazione di fondo: la predominanza dei contenuti, dei significati ed anche dei referenti (per quanto ambigui) rispetto ai significanti. Questione spinosa se non si vuole una
traduzione di servizio al solo fine di trasmettere il significato (e non altro) .
Il sesto un saggio di Donato Di Stasi, la cui vasta cultura e intelligenza critica ho gi avuto modo di apprezzare in svariate prefazioni a opere poetiche, tra cui la mia raccolta poetica
Lindicibile, Fermenti Editrice 2006. Qui stende una bella nota critica dal titolo
Mille piani di scrittura. La piuma e lartiglio (Poesie 1978-2005) di Adam Vaccaro. Ed. Spettacolo, Milano 2006, ecco lincipit:
Non i malefici della critica, i culturalismi consuetudinari, gli arabeschi insidiosi (estasi e alge dellermeneuta) sono loggetto di queste note, ma il succo vitale che si pu estrarre da questa scrittura antidiplomatica, filigrana del vissuto collettivo, pressa e lacrimatoio di esistenze aspre, non inclini al feuilleton mediatico. [] Mi piace pensare al carattere abitativo di questi testi: stanze scomode, spoglie, dipinte con colori primari, ma adatte a incontrare e a svelare le censure, i paradigmi, gli assiomi di questa nostra epoca cos falsamente falsa. Infine segnalo le sezioni finali
Letterale e
Botta e risposta. Nella prima troviamo lettere scritte da Gio Ferri a vari destinatari. Ad esempio:
Scritta in occasione della 53 Biennale dArte di Venezia al Presidente Paolo Baratta e al Direttore Daniel Birnbaum;
Scritta ad Antonietta DellArte in occasione delluscita della sua raccolta di poesie Il tema del padre, ed. Passigli, 2009;
Scritta ad Alessandro Carandente, rileggendo Risveglianze, Marcus Edizioni, Napoli 2007; ecc. Nella seconda troviamo invece un botta e risposta, appunto, tra Gio Ferri e Tiziano Salari:
Caro Tiziano, questa mia breve e leggerissima lettera aperta (una chicchierata amichevole, piuttosto che un saggio, seppure minimo) vuole rifarsi alla lettura dei due fascinosi interventi che hai generosamente inviato, anche da noi sollecitato, alla nostra rivista: quello su Flavio Ermini (pag. 38) e quello dedicato ai saggi (quasi, ma non tutti, inediti) di Giuliano Gramigna (pag. 45) pubblicati nel numero triplo 43/45 di Testuale. Ti ringrazio di queste tue indagini che saranno di grande stimolo per i nostri lettori. [].
In risposta:
Caro Ferri, ho ricevuto la tua lettera che sar pubblicata sul numero 46 di Testuale, fascicolo che contiene anche due miei interventi, dedicati rispettivamente a Flavio Ermini e Giuliano Gramigna. Certo si ripropone un vecchio dissidio sul modo di concepire la poesia, ma permettimi di segnalarti, in primo luogo, alcune incomprensioni di carattere terminologico. Mi scuso anche per la semplificazione a cui sottoporr il tuo discorso. In primo luogo non era affatto mia intenzione ridurre limportanza critica di Giuliano Gramigna, anche se eviterei il rischio di inutili feticismi (superiore sinfonica qualit, anche rispetto ad altri importanti studiosi del 900), soprattutto collocando la sua figura a livello europeo, e analizzandola nel suo tempo e in questo ambito. []Non posso infine non ingrandire, con una sorta di lente dattenzione, tra i vari citati interventi, un articolo che mi ha particolarmente colpito, cogliendomi di sorpresa e convincendomi in quanto allimpronta e alla direzione critica e di ricerca della rivista. E' un breve articolo, al primo impatto fastidioso perch contro il pensiero mediatico che va per la maggiore, ma ha saputo prendere e amplificare un piccolo pensiero che albergava in me da tempo in un silenzio di riflessione. Larticolo si trova nella sezione finale
TESTUALE fuori testo e dal titolo
Scandaloso merinismo, che porta la firma di Gio Ferri. Egli afferma, con non poco coraggio:
Alla nostra redazione arrivano ogni anno centinaia, migliaia di versi editi, inediti. Ed osserviamo sempre, anche con una certa umana comprensione: quanti scrivono poesie (cosiddette) e quanti, troppi, non leggono poesia! Nemmeno quelli che ne vogliono scrivere []. Va aggiunto che non necessario andare a capo per affermare daver scritto una poesia. Certi pensierini possono essere, come pensierini, apprezzati anche, anzi, se trascritti tutti di seguito. []. E porta un esempio di andate a capo, utilizzando i versi di una nota poetessa, Alda Merini. E a proposito del testo citato conclude:
[] n peggiore n migliore di tanti piagnistei che ci arrivano da casalinghe frustrate o da altrettanti frustrati insegnanti in pensione [..]. Affermazioni forti che rischiano, anche qui, forse, su questo sito, di offendere qualcuno!? Spero di no. Si allarghi il significato di queste parole sul fatto che
[] Sono insopportabili gli atteggiamenti decisamente incolti e strumentali [] di tanta esaltazione []. Le pagine cosiddette culturali dei pi diffusi quotidiani e periodici e i programmi televisivi se ne sono ben guardati dallo spendere tanta dovizia di riconoscimenti per importanti poeti scomparsi negli ultimi decenni quali Luzi, Porta, Gramigna, Raboni, Sanesi, Cappi, Cacciatore, Spatola, N i media diffondono altrettanti spazi cos ampiamente pubblici per poeti ancora energeticamente attivi [] quali, per esempio, Erba, Viviani, Zanzotto []. Abbiamo scoperto (in realt gi lo sapevamo) che in pi di un liceo si parla sovente in questi mesi della Merini, ma non si conoscono nemmeno semplicemente i nomi di scrittori che hanno fatto la storia letteraria e culturale del 900. Devo dire che ho letto la Merini, apprezzandola, finch ho iniziato a trovarne in libreria fin troppe edizioni, sugli scaffali dedicati alla poesia, gi piccoli di per s... ma chiaro che la Merini non centra proprio nulla, poveri librai, ed editori, costretti a basarsi sullo scrittore di turno che va per la maggiore, per mettere da parte qualche soldino in un paese quasi analfabeta. Devono pur vendere, ma quello che si vende un problema di cultura, nemmeno i librai centrano nulla! Penso invece che il problema siano gli editori! Un po di coraggio no? (Ma questa soltanto una mia riflessione).
Insieme a questo numero vi , in supplemento, il Quaderno n. 12: Scritture. Come afferma Gio Ferri nella prefazione:
scelta quasi casuale, fra quelle molte carte. Sono testi di Raffaella di Ambra, in parte autografi in parte dattiloscritti, con correzioni manuali:
[] Penso che il lettore non possa, non le voglia leggere coscientemente, ma tenti innanzitutto di apprezzarle nella loro visiva originariet. [].
La rivista Testuale ha un sito dal quale possibile leggere per intero lultimo numero 46, ma anche i precedenti numeri, eccolo:
www.testualecritica.itDallo stesso sito possibile consultare altri numeri della rivista e Quaderni e Monografie. Se qualcuno poi vorr riceverla stampata ecco qua alcuni riferimenti:
Un numero:
gratuito (rimborso sole spese vive e postali 15,00, Estero 20,00)
Abb. (2 n. compresi supplementi): Italia 25,00, Estero 30,00
Versamento sul c.c.p. 28265205 int.TESTUALE, via A.Buschi 27, MILANO