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La muta silenziosa delle libellule gialle

di Domenica De Candia
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Pubblicato il 14/06/2015 22:09:22

 

Gli occhi chiusi,

sottomano la plastica degli occhiali,

vedevo il giallo,

le macchie nere,

il caldo delle schiene scorticate dei bambini,

di quelle degli alberi ingobbiti.

 

Vedevo il rumore del sale

spaccato sui tuoi capelli,

lo stesso che stava sui sassi sotto i tuoi piedi,

lavorati dalle ore e dalla fatica,

quello cristallizzato sulle sottane stropicciate

delle matrone sudate e pallide.

 

Il sale buono

del mare sodo di giugno,

l’ho baciato via

dalle tue braccia gentili e umide,

l’ho annusato

sulle tue spalle dritte,

àncora d’avorio.

 

Ti ho mangiata

dalle mie labbra di lino,

serrate come quelle della libellula

che su di te cacciava silenziosa,

ti accompagnava

nella schiuma bianca

di quel mare turgido di giugno.


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