Pubblicato il 03/09/2015 18:02:31
DISSACRANDO CESARE PAVESE PASSANDO UN ATTIMO ANCHE PER CARDUCCI.
ODE ALLA VITE E AL VINO
Verr settembre e avr i tuoi chicchi uva dolce della campagna dentro al tino a bollire, insonne; aspro, quel tuo odore di mosto nel borgo sparso. I tuoi chicchi saranno una grazia divina, un dono gradito, un tesoro. Cos li vedo, gi in cantina, quando sola sola mi reco a sbirciare. O cara mia vite, che il frutto succoso ci dai, che sei la vita e sei una gioia!
Per tutti la vite una forza. Verr settembre e avr i tuoi chicchi. Sar come iniziare un rito, come vedere nello specchio riemergere un viso morto, come idratare un labbro chiuso. Scenderemo nel sorso lieti.
testo originale di Cesare Pavese
VERRA' LA MORTE E AVRA' I TUOI OCCHI
Verr la morte e avr i tuoi occhi questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera, insonne, sorda, come un vecchio rimorso o un vizio assurdo. I tuoi occhi saranno una vana parola, un grido taciuto, un silenzio. Cos li vedi ogni mattina quando su te sola ti pieghi nello specchio. O cara speranza, quel giorno sapremo anche noi che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo. Verr la morte e avr i tuoi occhi. Sar come smettere un vizio, come vedere nello specchio riemergere un viso morto, come ascoltare un labbro chiuso. Scenderemo nel gorgo muti.
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