Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Premio "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VII Edizione 2021
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Prosa/Narrativa
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 836 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Tue Mar 2 14:00:26 UTC+0100 2021
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

In forma di anello, riunito

di Amina Narimi
[ biografia | pagina personale | scrivi all'autore ]


[ Raccogli tutti i testi in prosa dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 4 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 01/01/2017 04:29:40

 
Domani andrò dai miei parenti, dai miei migliori amici, al bosco vecchio, dal pino argentato, dove comincia il ghiaietto e in cima, alla radura del tauro, dalle giovani acacie, con i fiori del cuore tra i capelli e l’agave, non ancora fiorito alle ginocchia.
Farò dono della nostra poesia ai geni, tra i fiori d’agrimonia e l’erba renna. Con la linfa tra le braccia, da lontano il monaco del tempio vecchio mi sentirà arrivare a piccoli passi, con un uovo d’amaranto sulle mani e un acero al suo fianco, dal limite della pineta le tre stelle, e, da dietro, il nevaio. Per le betulle ho preparato un dono speciale con le garze d’acqua colorate, le farò sottili, sottilissime, tra le loro piccole fessure, saranno come occhi per la loro pelle dolce. 
Più in fondo ancora, agli uccelli del vento dirò delle nostri voci.
Poi tutti insieme scenderemo giù al laghetto con le nocciole dei nove alberi del Boyne, millemila rondini e tartarughe, per figure, con gli scarabei tra i più lucenti al mondo.
Gli albicocchi dall’Armenia porteranno Kusturica e Bregovic, per cantare l’ederlezi, succhiando caprifogli, versando acqua celestiale di alchimilla, e lungo il sentiero dei castagni, tra i ciliegi, correremo con i cervi tra l’edera rossa e gli scoiattoli.
Piano piano, nel pomeriggio, saliremo al Presepe, 
dalle vecchie cicogne, sostenute dolcemente in volo da un acanto e giovani faggi, pieni di gigli intrecciati come corone.
Anche le anime care sul leccio ci attenderanno, immortali. Non so 
descriverti l’emozione dei mandorli, nudi, tra le mele cotogne di ogni anno, dirti del melograno, se farà ancora l’amore col nibbio, senza toccarlo, donandoci i chicchi più rossi, o di come l’upupa rinasce sempre di gioia, sopra la mirra, vedendoci sposi.
Ogni capodanno le capre passano di mano in mano il mirto ed ogni rametto fa un canto che sale per i mughetti fin su all’erba gatta, nel ricordo delle api benedette, in volo, sopra i nespoli.
Perfino il noce sorriderà, alle stazioni, quando l’ulivo, tendendoci
le mani, ci bacerà, o quando l’olmo, uno dei mille figli del sonno, fascerà con le ninive i nostri sogni.
Per tutto il tempo le ortiche danzeranno sulle punte, come fuoco, insieme all’orzo, e il papiro farà nell’aria le sue infiorescenze disegnando nel cielo come un vascello, un’arca di luce carica di farfalle, e di pervinca, in fondo alla sera, sopra il grande fiume.
Un platano, un platano che conosco bene, ci leggerà il destino in un sussurro, sotto la quercia che amo, offrendo rododendri ad ogni passante.
 
Tra il nostro vecchio vento, per ultimo, sotto il tiglio più lontano, seduto sulla panchina delle rose, ritroverò, meraviglioso,
di nuovo e ancora, Rainer, 
i suoi fiori di felce negli occhi, avvolti con la verbena nell’uva, e otto sassetti . 
Con un respiro indicherà l’abete più alto, dove far seme del dono,
fedele,
tra la neve e le rose, in forma di anello, riunito.
 
 


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 4 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Amina Narimi, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa può sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Amina Narimi, nella sezione Narrativa, ha pubblicato anche:

:: Inutilmente ti direi:neve (Pubblicato il 29/10/2012 21:34:47 - visite: 564) »