Pubblicato il 21/09/2010 12:00:00
Questo grazioso ed azzurrino libro di Adelphi, contiene due brevi racconti del celebre scrittore, il primo, che da il titolo al libro ed il secondo che si chiama Il reprobo. I due racconti hanno molti punti in comune, sono entrambi ambientati nei mari del Sud, le leggendarie colonie europee, e mettono a nudo lipocrisia dei cosiddetti missionari convinti di portare la civilizzazione agli indigeni mischiandola al loro puritanesimo e alla loro cinica quanto ipocrita volont di sopraffazione nel nome della religione. In Pioggia, proprio un interminabile rovescio ad essere lo sfondo sul quale si muovono i personaggi, tra cui spicca il reverendo Davidson, moralista ferreo ed intransigente, che riesce a risultare antipatico al lettore sin dalle prime righe. La vicenda, grazie ai buoni uffici del reverendo, avr un tragico epilogo che lascia al lettore un fumo azzurrino di sollievo, il finale che in fondo tutti desiderano, senza riuscirlo a confessare, e quando se lo vedono davanti nero su bianco, hanno certo un moto di simpatia nei confronti dello scrittore. Ne Il reprobo laria senzaltro pi frivola e Maugham lascia filtrare di tra le righe uno dei pensieri che talvolta ricorrono nelle sue opere, ovvero, le buone maniere e la rispettabilit innanzitutto, ma poi il malandrino quello pi affascinante.
I due racconti sono, quasi superfluo dirli, magistralmente concepiti e raccontati (e aggiungerei tradotti) lambientazione tropicale si conf allautore britannico che aveva trascorso lunghi anni presso le colonie inglesi , ed appunto in questi luoghi che vide la luce il pi noto La luna e i sei soldi ispirato alla vita di Gauguin. In questo libro affiorano alcuni dei tratti tipici della scrittura di WSM, soprattutto la figura del vicario, egli infatti visse ladolescenza presso uno zio vicario, dove, si suppone, ha imparato a smascherare lipocrisia spesso malamente celata dietro una facciata di buone maniere. Laspra cattiveria del signor Davidson nel racconto che apre il libro, camuffata da un rigore morale ineccepibile, magistralmente reso dallautore, con tutte le sue crepe e le meschinit, e laria vagamente sarcastica che aleggia fra le righe svela al lettore la condanna che lautore fa di un certo modo di pensare tipico dellepoca. Nel secondo racconto lo scrittore ci dona tutta la sua graffiante ironia mettendo in scena personaggi tipicamente ipocriti e falsamente moralisti, quali un reverendo e la sorella zitella, la quale si deve creare una disavventura immaginaria per riuscire a dare un nome ed una fisionomia alle pulsioni malamente represse e fatte passare probabilmente come luva per la nota volpe per malvagit poich ancora mai conosciute. Le storie occupano poche pagine, ma proprio per lesiguit dello spazio a disposizione che lautore ci stupisce con la sua grande abilit e bravura nel costruire un intero mondo, collocarvi i suoi personaggi donando a tutti loro ed a tutto tondo gli attributi che ce li rendono reali e vicini, quasi come quelle persone con cui si conversa qualche ora in treno e, giunti alla stazione, nellatto di salutarli, ci pare che quelle poche ore trascorse insieme ce li faccia conoscere da una vita: ci si separa da vecchi amici ma non ci si rivedr mai pi. Maugham con laria tranquilla ed innocente di chi ci racconta una storia di vita spicciola riesce in modo spietato a mettere alla berlina certi tratti della societ in cui viveva e smaschera in modo del tutto naturale lipocrisia che regna in certi ambienti e a quei tempi riusciva ad ammorbare laria sino a latitudini assai lontane. Una lettura assai gradevole, che con aria spigliata e un po canzonatoria, induce il lettore alla riflessione, soprattutto riguardo quei fatti che ci appaiono come la morale corrente solo perch in tale contesto siamo avvezzi a collocarvi, ma che probabilmente se analizzati meglio di morale hanno assai poco.
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