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Un presepe di nostalgia

di Marina Pacifici
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Pubblicato il 02/01/2016 18:43:55

Era un giorno di brina e di gelo
e un velo bianco
ammantava il cielo.

Nel silenzio perfetto trovammo la via
per mano la tua solitudine
prese la mia.

La secolare faggeta ci port
in una cornice d'elegia
alla mistica meta.

E ai nostri occhi
mentre la neve cadeva piano piano
l'Abbazia di San Gemolo
si svel come un sogno arcano.

Ci accolsero nella misericordia i chiostri
come in altri tempi i pellegrini,
sorridevamo quel giorno
con sguardi bambini.

Austera la Chiesa mostr il suo gioiello:
nella pia grotta di pietra
era nato il Bambinello.

Il fabbro era intento alla fucina
mentre in un canto scorreva il ruscello
nell'attese mistica delle ore;
il pastore dal colle
si scaldava al fuoco del divino amore.

E la moltitudine in quello scenario
era in preghiera
devota al sacro evento
di una grotta nella sera.
Passammo dal chiostro
della vecchia pieve
mentre dintorno cadeva la neve.

Presto, ahim,
ognuno di noi riprender silente la propria via
e allora in solitudine
il cuore accender un presepe di nostalgia
dove nella tremula luce dei ricordi
la tua mano stringer ancora la mia.



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