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Pubblicato il 21/03/2008
Metti in versi la vita, trascrivi Fedelmente, senza tacere Particolare alcuno, l'evidenza dei vivi.
Ma non dimenticare che vedere non è Sapere, né potere, bensì ridicolo Un altro voler essere che te.
Nel sotto e nel soprammondo s'allacciano Complicità di visceri, saettano occhiate D'accordi. E gli astanti s'affacciano
Al limbo delle intermedie balaustre: Applaudono, compiangono entrambi i sensi Del sublime- l'infame, l'illustre.
Inoltre metti in versi che morire E' possibile a tutti più che nascere E in ogni caso l'essere è più del dire.
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