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Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Testo a Fronte

Rivista

Dir. resp. Franco Buffoni
Marcos y Marcos

Recensione di Roberto Maggiani
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Pubblicato il 19/11/2010 12:00:00

Testo a Fronte, di seguito TAF, una rivista semestrale, si occupa di teoria e pratica della traduzione letteraria, diretta da Franco Buffoni, Paolo Proietti, Gianni Pugliesi, caporedattore Edoardo Zuccato, in redazione troviamo Gabriele Boni, Francesco Laurenti, Umberto Motta, Marida Rizzati, Laura Sica, Silvia Velardi. La rivista curata dalla Sezione di Comparatistica dellIstituto di Arti, Culture e Letterature Comparate della Libera Universit di Lingue e Comunicazione IULM di Milano, ed edita da Marcos y Marcos di Milano.

TAF una rivista di grande interesse, ben strutturata, esigente nei contenuti. Vi si leggono saggi e articoli importanti in relazione al problema della traduzione letteraria. In coda alla rivista v il Quaderno di traduzioni che ospita testi di autori tradotti da altri autori, alcuni proposti per la prima volta in italiano. Anche dal punto di vista della stampa la rivista godibile, sia nella consistenza della carta che nel formato e nellimpaginazione, si legge con scorrevolezza, e non poco. Altro fatto rilevante che la rivista una delle poche che esce con puntualit sotto lincalzante direzione del poeta lombardo Franco Buffoni, professore ordinario di Critica Letteraria e Letterature Comparate, ha insegnato nelle universit di Bergamo, Cassino, Milano IULM, Parma e Torino.

Ma veniamo allultimo numero pubblicato, il n. 42 del primo semestre 2010, di cui riporter semplicemente alcuni estratti dai vari articoli per dare unidea dei temi trattati, senza pretesa di esaurire la complessit e la ricchezza degli studi proposti, o la bellezza dei testi tradotti. Il primo articolo di Werner v. Koppenfels a cura di Laura Lanni, dal titolo Intertestualit e cambiamento di lingua. La traduzione letteraria, inizia cos: Mai come oggi la traduzione come genere di testo oggetto di dibattito. [], e continua [] Una traduzione letteraria che meriti questo nome, cerca di rimediare alla perdita di significato, inevitabile di fronte alla differenza dei sistemi linguistici e alle distanze culturali di luogotempo, attraverso un lavoro di compensazione che trae forza dallenergia linguistica ed estetica propria del traduttore. La trasposizione creativa delloriginale deve essere preceduta da unanalisi critica dello stesso e da una gerarchizzazione dei suoi elementi stilistici adeguatamente interpretati, operazioni intrise di individualit e di storia, come accade per ogni ricezione testuale. [], e ancora [] La traduzione letteraria eo ipso un genere secondario, costruzione vincolata di un testo, e quindi ontologicamente incompleta []: la casualit della traduzione risulta impensabile. Quale rapporto la lega per alla modalit della propria fruizione? []. Interessante la quinta sezione dellarticolo dal titolo intertestualit e teoria della traduzione: lesempio del sonetto 60 di Shakespeare in due versioni tedesche.

Larticolo successivo dedicato a Dostoevskij ed firmato da Pierluigi Cuzzolin, dal titolo Tradurre lincipit di ЗАПИСКИ ИЗ ПОДПОЛЬЯ. Rivendicazioni sommesse di un linguista. Per chi non fosse esperto in russo, io non lo sono, si sappia che le parole del titolo in alfabeto cirillico, si riferiscono al noto testo di Dostoevskij Le memorie del sottosuolo, [] secondo il titolo che si imposto come quello canonico; [], come afferma lautore, [] il titolo non un elemento accessorio di un libro, di nessun libro, e nel caso di Dostoevskij, non si pu dire che egli non abbia gi subito qualche danno permanente, se mi si passa lespressione. []. Tutti noi, o meglio, la maggior parte di noi lettori, quando leggiamo libri di autori tradotti in italiano, diamo per scontato che il titolo rispecchi le intenzioni dellautore, cos come espresso nella lingua originale, in realt non sempre cos, come ci fa notare Cuzzolin, per esempio non lo per Dostoevskij ma neanche per Tolstoj con Guerra e pace; infatti lautore fa notare, con una interessante spiegazione che invito a leggere, che la traduzione pi adatta del titolo sarebbe Guerra e societ. Ma per tornare al tema portante dellarticolo riguardante lincipit della suddetta opera di Dostoevskij, egli si esprime cos Ci che mi preme di fare in queste pagine, invece, di dare voce alle necessit del testo, e in primo luogo della lingua, e di rivendicarne, seppure sommessamente, le ragioni ineludibili; [].
Ma come va a finire per la traduzione italiana dellopera ЗАПИСКИ ИЗ ПОДПОЛЬЯ di Dostoevskij? Abilmente, con una serie di convincenti considerazioni, Cuzzolin conclude che sarebbe pi adatto tradurre la parola ЗАПИСКИ con appunti, annotazioni, anzich memorie. Larticolo procede con tutta una serie di convincenti osservazioni, rivendicazioni sommesse di un linguista, fino alla proposta di traduzione dellincipit di ЗАПИСКИ ИЗ ПОДПОЛЬЯ, ecco le prime righe: Io sono una persona malata Io sono una cattiva persona. Sgradevole, ecco che persona sono io. [].

Altro interessante articolo quello di Tania Baumann dal titolo Le traduzioni tedesche delle opere deleddiane: gli ultimi ventanni (1987-2007), articolo basato su una relazione tenuta dallautrice nellambito del Convegno Chi ha paura di Grazia Deledda? Traduzione ricezione comparazione, presso la Facolt di Lingue e Letterature straniere dellUniversit degli Studi di Sassari nellottobre 2007. Un lavoro che [] intende riprendere e sviluppare lanalisi avviata da Hirdt valutando criticamente le nuove traduzioni tedesche apparse dopo il 1986. Il metodo seguite consiste nellintegrazione dellapproccio proposto da questo autore con osservazioni linguistico-traduttologiche. [].

Segue larticolo di Mathilde Vischer dal titolo Traduzione e di stanziamento nellopera di Fabio Pusterla, tradotto da Yari Bernasconi. Nellintroduzione si esprime cos: Questo articolo vuole proporre una riflesisone sullinfluenza della traduzione sullopera poetica di Fabio Pusterla. []. Studieremo, insomma, le conseguenze che una pratica intensa della traduzione pu comportare sulla scrittura creativa del poeta-traduttore. [].
Segue ancora una bella traduzione a cura di Saverio Tomaiolo del poema Faade scritto dalla poetessa e critica Edith Sitwell (1887-1964). Esso venne pubblicato quasi intero nel corso del 1918 sulla rivista letteraria Wheels. In seguito i poemi vennero orchestrati dal compositore Sir William Turner Walton (1902-1983) NEL 1922-23. Sia la poetessa Sitwell che William Walton sono generalmente associati alla corrente artistica del Modernismo. []. Ecco lincipit dal titolo Danza marinaresca (Venite marinai): Venite marinai / Al suon dei tamburi / Da Babilonia; / Cavalli a dondolo / Schiumano, silenziosi / Rinoceronti celesti languono / [].

Segue, di Danilo Vicca, larticolo Sulle traduzioni italiane di Du mouvement et de limmobilit de Douve di Yves Bonnefoy: problemi e proposte. Inizia cos: Tradurre Bonnefoy unoperazione estremamente complessa nella misura in cui complessa la poetica che lautore ha maturato nel corso della sua carriera artistica, di critico darte e filosofo. Il suo traduttore si confronta con unopera assai vasta con inevitabili implicazioni tanto positive, [], quanto negative, [].

Larticolo di Marco Sonzogni in memoria di John Updike (1932-2009), traduttore di Montale in lingua inglese, il titolo : Dallombra lunga di Arsenio: Updike traduttore di Montale:

Eugenio Montale
ECLOGA

Perdersi nel bigio ondoso
Dei miei ulivi era buono
Nel tempo andato loquaci
Di riattanti uccelli
e di cantanti rivi.
[]

John Updike
ECLOGUE

Losing myself in the shuffling grey
Of my olive trees was pleasant
In times gone by the eloquence
Of birds quarrelling
And of rivulets singing!
[]

Leggiamo, a pagina 166, da Mandeln Atmen Respiro di mandorla. Dialogo con Paul Celan, alcuni versi di Elisa Bigini, accompagnati da questa nota: Esperimento di dialogo attivo con un poeta amato: testi costruiti intorno a singoli versi del poeta tedesco, allontanati dal contesto originario e usati come micce per scatenare una nuova deflagrazione poetica. Alcuni versi: la pausa dellorologio / scarico, il HERZZAHNEN / a cui il bavero / resta impigliato, // tu, bottone infilzato. (HERZZAHNEN, Cuore dentato).

Ed ecco il bel articolo di Franco Buffoni dal titolo Ricordo di Edoardo Sanguineti traduttore, in cui afferma: Assumiamo dunque il Catullo di Sanguineti come esempio paradigmatico della possibilit di riconoscere dignit artistica al testo tradotto; ne consegue la estrema valorizzazione del momento della creazione del testo tradotto, ovvero della risonanza culturale che una traduzione in quanto testo autonomo sortisce sul lettore. La traduzione di Sanguineti da questo punto di vista appunto esemplare: viene letta e ricordata, e a sua volta citata autonomamente. [] Nella prospettiva Catullo-Sanguineti, la traduzione di poesia pu essere quindi definita anceschiamente come il rapporto paritario tra due poetiche. Un rapporto che toglie ogni rigidit allatto traduttivo, facendo accantonare ogni idea di copia, di rispecchiamento, e quindi qualificandolo in tutta la sua dignit di rapporto poetico fra due processi, fra due momenti costruttivi, non fra due risultati definitivi e fermi. []. A seguire si legge, di Edoardo Sanguineti, per gentile concessione delleditore Motta, Per la storia di unimitazione; e, di Manuela Manfredini, Sonetti di Shakespeare alla Sanguineti.

A pagina 193 si leggono, nella traduzione di Franco Buffoni, una scelta di quattro sonetti di Shakespeare Per i quattrocento anni dei Sonetti di Shakespeare. Riporto parte del Sonetto 33:

William Shakespeare
SONNET 33

Full many a glorious morning, have I seen,
Flatter the mountain-tops with sovereign eye,
Kissing with golden face the meadows green;
Gilding pale streams with heavenly alchemy:
[].

Franco Buffoni
MOLTE VOLTE LHO VISTO AL MATTINO

Molte volte lho visto al mattino
corteggiare le cime dei monti,
Baciare i prati, dare vita allacqua
Con lalchimia delloro nello sguardo
[].

Infine, a chiudere la rivista, il Quaderno di traduzioni Poesia, le Recensioni e le Segnalazioni, questultima sezione a cura di Edoardo Zuccato.
Segnalo gli autori e i traduttori del Quaderno di traduzioni: J. L. Borges / C. Recalcati; H. Hlder / R. Baggiani; J. Milton / F. Giacomantonio; J. Keats / F. Dalessandro; J. Joyce / M. Sonzogni; D. Walcott / M. Posio; C. Abani / C. Monti; G. Benn / G. Bevilacqua.

I segnalati: Derek Walcott / Franco Buffoni; Elisa Donzelli / Franco Buffoni; Douglas Hofstadter / Pietro Per conti e Paola Turina.

Ecco concluso lexcursus su questa notevole rivista di teoria e pratica della traduzione.
E possibile acquistarla online, su ibs.it ad esempio, o abbonarsi. Labbonamento annuo costa, per lItalia, 38,00 euro, per lestero 45,00 euro. Versamento sul ccp 27180207 intestato a Marcos y Marcos, via Ozanam 8, 20129 Milano. Gli abbonamenti decorrono dal gennaio di ogni anno. Labbonamento nel corso dellanno d diritto a ricevere il numero arretrato.
Buona lettura.

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