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Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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leggere proust

Argomento: Letteratura

di Nicola Lo Bianco
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Pubblicato il 11/07/2011 09:07:25

LEGGERE PROUST

 

Marcel Proust , oltre tutto, ci fa capire limportanza fondamentale che ha la memoria nella vita dei singoli e  dei popoli, proprio in questa nostra epoca che tende a sprofondare paurosamente nella cecit del presente.

In questi ultimi decenni, la tendenza ad oscurare la storia, a ridurre lo spazio della memoria, insistente: in vari modi, pi o meno volontariamente, si cerca di far credere che il passato intralcia il cosiddetto progresso, che esso una zavorra inutile, della quale bisogna liberarsi prima possibile, se si vuole adeguatamente competere in campo economico e commerciale.

Se tutto si riduce al presente, crescono pi facilmente identit sbiadite, che danno riconoscimento solo al possesso della cosa, totalmente indifferenti a un patrimonio di valori forsanche degno di essere salvaguardato.

E cos pu accadere, come gi accaduto, che quando si esalta il presente con tutto il corredo di irruente istintivit che esso comporta, a discapito della memoria che accomuna, possano emergere le atrocit pi impensate, e compiute da uomini normali, possa emergere cio quella barbarie che Hannah Harendt ebbe a definire banalit del male.

Quanto la memoria sia, invece, primaria facolt nellesplicazione delle faccende umane, lo possiamo costatare empiricamente: senza di essa non saremmo in grado nemmeno di fare la spesa, ma quanto essa sia a fondamento del ciclo vitale nel susseguirsi delle generazioni, in genere sfugge alla nostra riflessione.E la memoria che trasmette alle generazioni successive tutti gli strumenti utili a continuare la vita, dalle tecniche di lavoro, alle feste religiose, dalla cura dei bambini, ai legami affettivi, dalla preparazione dei cibi, alle varie concezioni del mondo.

Ecco, leggere  la Recherche , oltre alleccezionale valore estetico, un antidoto, un indiretto avvertimento, una costante e profonda riflessione sul valore della vicenda umana, sul valore della vita dei singoli, siano essi grandi che piccoli, solidali umanamente proprio alla luce di quella grande madre comune che la rete della memoria che ci accomuna.

Ma consideriamo quanto di elevato e significativo ha scritto su di essa Marcel Proust.

Nella Strada di Swann, il primo volume della Recherce, leggiamo il famoso episodio della madeleine, il biscotto inzuppato nella tazza del t, attraverso cui il protagonista rivive in una sorta di epifania un episodio analogo della sua fanciullezza: il ritrovamento del tempo perduto, la memoria rivissuta, grazie alla quale, dice Proust, <avevo cessato di sentirmi mediocre, contingente, mortale>.

Tre aggettivi che credo riassumano lessenza della memoria e dellarte e quindi della storia: privo di quel tempo raddoppiato dal ricordo che eleva luomo al di sopra di se stesso, c il sentirsi piccino, isolato, schiacciato nellangustia della propria realt, come peraltro accade agli animali.

Senza memoria non c coscienza, non c identit, si sfilaccia il legame morale  e sociale.Senza di essa non sarebbe pensabile nemmeno lopera darte, il romanzo, se non come fatti e fatterelli di cronaca pi o meno capaci di suscitare la curiosit dello scoop.

E la memoria che ci  sospende al di sopra della casualit nella quale ci troviamo, e ci  proietta in una dimensione spaziale e temporale senza confini, in un legame con il passato che ci arricchisce della vita di mille altre esistenze ed occasioni, ed in questo senso, secondo Proust,  si  pu vincere la perenne lotta con la morte.

Unideale storia, quella della Recerche, che contribuisce appunto ad allontanare lincombenza della morte.

La vera morte loblio, lo scivolare nel buio della notte del tempo.

 

NICOLA LO BIANCO

 

 



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