Autori: Bernardini-Dinelli, Giannelli, Gibbons, Nmirovsky, Rachid O., Simenon, White
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Dopo le feste natalizie con le loro inesorabili mangiate, visite forzate, sorrisi di circostanza e biechi giochi di societ, giunge, liberatrice, lEpifania, questanno con mirabile collocazione nel calendario offre qualche giorno di riposo e rigenerazione della mente. Qual il modo migliore per iniziare lanno e riprendersi dalle feste? Il primo gettare la televisione nel cassonetto dellimmondizia e, contestualmente, leggersi un bel libro. Ecco qualche Polaroid (per restare in tema natalizio, la Polaroid fu uno degli oggetti pi desiderati allombra degli alberi di Natale di qualche anno fa, ed ora, ingiustamente, caduta nelloblio) su vari titoli con cui passare qualche ora in santa pace.

Inizio con lamatissima e mai abbastanza rimpianta Irne Nmirovsky, col bellissimo e struggente
I doni della vita (Adelphi, 218 pagg, 18 euro), in cui si narra di una coppia che decide di sposarsi contro i desideri della potente famiglia di lui, che non verr mai perdonato dal patriarca della famiglia per questo sgarro. Tuttavia la coppia disobbediente vivr una bellissima storia damore, ininterrotta, per tutto larco dellesistenza dei due componenti. Anche la guerra tenter di dividere i due innamorati,ma li far solo diventare ancora pi uniti. Una bella storia, che pi happy ending di cos non si pu. Comunque non si pensi ad un romanzetto rosa, un libro assai ben scritto con una sua profondit notevole, e sfido chiunque a trattenere le lacrime sulle ultime due pagine.

Apparentemente in contraddizione con s stessa la Nmirovsky di
Due (Adelphi, 237 pagg., 18,50 euro) in cui viene fatta una netta distinzione fra lamore e laccecante passione che porta con s al di fuori del matrimonio e quella sopita, tenuta a freno dallabitudine e resa insipida dalla noia che si vive allinterno del matrimonio. Passione che per non tarda a divampare quando pu mescolarsi alladulterio, quando pu vivere, clandestina, al di fuori delle regole matrimoniali e sociali. Un romanzo pi scabro del precedente, narrato a tinte fosche, con le sue morti per passione, disperazioni e attese vane al gelo di un giardino pubblico. Pi pepato de I doni della vita, forse pi movimentato, altrettanto bello e molto moderno; bellissimo linizio con la presentazione dei personaggi principali al termine di una notte di bagordi. Scenario di ambedue i romanzi dellamata Irne il ceto medio-alto francese.

Sempre oltralpe, ma in zone pi assolate si svolge
Corte dAssise (Adelphi, 180 pagg., 18 euro) di Georges Simenon. Petit Louis, un simpatico gigol un po svogliato partecipa distrattamente ad una rapina per poi sistemarsi presso una stramba ed apparentemente facoltosa signora. Purtroppo per il piccolo Louis la signora far una amara fine ed egli si trover suo malgrado invischiato fino al collo in una brutta faccenda. Laccusa far di tutto per incriminarlo e paradossalmente le accuse pi pesanti per lui verranno dal suo passato, da fatterelli di quando era ragazzo e cosette cos piuttosto che da una vera indagine sullomicidio. Petit Louis imparer che contano di pi i pregiudizi e le apparenze piuttosto che quanto realmente commesso. Il romanzo assai divertente e scorre come un simpatico film con tutto il suo armamentario un po rtro di gangster, pupe, casin e Costa Azzurra.

Di tuttaltro tenore due romanzi del marocchino Rachid O.:
Il bambino incantato (Playground, 122 pagg., 11 euro) e
Cioccolata calda (sempre Playground, 88 pagg., 10 euro)

in cui lautore rivive in chiave romanzata la sua infanzia descrivendo riti e vita quotidiana in una citt del Marocco, il rapporto di grande amore e comprensione col padre e il cammino verso ladolescenza che porta con s lammissione e poi laccettazione della propria omosessualit. Libri narrati in modo semplice, a volte tenero, in cui lamore, la mancanza della madre e i sogni ad occhi aperti la fanno da padroni. Una cosa che non mi sarei aspettato la mancanza di pregiudizio e laccettazione della diversit in una societ che sembrerebbe pi resta alla diversit, come quella profondamente influenzata dallIslam. Il bambino incantato a tratti pu apparire un po petulante, pi maturo Cioccolata calda con la bellissima storia tra il protagonista in bilico tra un ragazzo in carne ed ossa ed un francese conosciuto solo attraverso una vecchia foto, e con il desiderio di essere come un europeo e sorseggiare la cioccolata che d il titolo al libro. Visto che Rachid si trasferir a vivere in Francia, forse il ragazzo in foto e la bevanda hanno avuto un certo effetto, pi che il bel Youssr. Di tuttaltra ambientazione il romanzo di Stella Gibbons, pubblicato nel 1932 ed ora riproposto,
La fattoria delle magre consolazioni (Astoria, 287 pagg., 17 euro) in cui la protagonista Flora Poste, trovatasi orfana e nellincapacit/mancanza di volont di trovarsi un lavoro decide di farsi ospitare dai propri parenti. Tra i quattro candidati viene invitata a vivere alla fattoria del titolo, presso la famiglia Desoladder, capeggiata dalla zia Ada Funesta. Gi questi cenni ed i nomi lasciano presagire che lopera pregna di tipico humor britannico, generosamente imbottito di puro snobismo e di altezzosit tipiche delle suddite di Sua Maest di quel periodo, e anche oltre. La signorina Flora non si lascer scoraggiare dalla tetra atmosfera che regna nella fattoria e dalla pazzia dei suoi abitanti, e si dar da fare per portare un po di ordine nelle cose, cos facendo porter un enorme scompiglio per tutti finch li render rispettabili e beneducati cittadini del Regno. Un esempio tra tutti: una ragazza viene considerata una poverina perch amante della natura e della poesia, e totalmente digiuna di buone maniere, abiti ed acconciature. Verr abbigliata e pettinata dalla signorina Poste che le consiglier di lasciar perdere la poesia se vuole trovare marito, cosa che succeder grazie ad un abito. Il romanzo divertente, ma appare in alcuni tratti profondamente datato ed un po stucchevole, sembra di stare in una stanza ornata di Chintz a mangiare dolci rosa troppo dolci, alla fine il tutto risulta un po troppo nauseantemente dolciastro. Ammirevoli i tratti in cui la Gibbons si prende gioco di molti pregiudizi o mode dellepoca salvo poi rimanervi incagliata lei stessa in alcuni passi. Tuttavia una testimonianza di unepoca svanita. E oltre il romanzo? Bellissima la biografia curata da Edmund White di Arthur Rimbaud:
La doppia vita di Rimbaud (Minimum fax, 186 pagg., 14 euro)

in cui leccellente biografo di Cincinnati d il meglio di s, ricostruendo la travagliata vita del grande poeta. White seguir lesistenza del poeta negli anni della scuola, durante le fughe a Parigi, la tormentata relazione con Verlaine e, per finire, gli anni in Africa. Lautore non d giudizi sulla vita del poeta ma cerca in modo ammirevole di spiegare il perch di certe situazioni, ponendo il personaggio in relazione col mondo della sua epoca, e il suo ambito familiare, da cui nacque un grande desiderio di ribellione. Grande parte della ricostruzione della vita di Rimbaud dedicata alla creazione artistica, di come il sodalizio con Verlaine, pur nel suo essere burrascoso, abbia dato vigore e linfa creativa alla scrittura di entrambi. Una lettura molto interessante, che analizza in modo assai approfondito la vita del noto poeta, la scrittura ha il piglio romanzesco cui White ci ha abituati, ma tutto ci che scritto frutto di serie e pazienti ricerche e se il biografo formula qualche supposizione non suffragata da dati certi, si premura di avvertire il lettore.

na biografia molto pi sui generis quella che Enzo Giannelli dedica a Sandro Penna:
Luomo che sognava i cavalli (sottotitolo inesorabile - La leggenda di Sandro Penna Armando Curcio Editore, 223 pagg., 11,20 euro). Giannelli frequent per un certo periodo la casa di Sandro Penna, quando costui era gi segregato volontario e non ammetteva alla sua vista che poche persone. Del grande poeta Giannelli fa un resoconto umano, delle sue paure, le sue cattiverie, lodio malcelato verso gli scrittori suoi contemporanei, lamore per i cani e per i fanciulli. Il ritratto che ne emerge tratteggia a tutto tondo lumanit di Penna, soffermandosi poco sullanalisi della sua produzione poetica, risulta tuttavia assai godibile per le mattane del poeta, i suoi giudizi corrosivi su molti, la sua innocenza nel dire che non riusciva a leggere: conosceva tantissimi libri ma si scherniva sempre dicendo che ne aveva lette si e no tre pagine. E poi il disordine epico dellappartamento, i quadri preziosi ammucchiati in qualche modo in mezzo a cose vecchie e prive di valore; e le memorabili polpette, con tanta noce moscata, mi raccomando. Una biografia che ci presenta il Sandro penna uomo, con la sua grande carica di umanit e di vitalit, a tratti divertente, soprattutto per gli insulti che riserva a personaggi considerati mostri sacri. Infine una snella biografia di un pittore forse un po meno noto
Antonio Puccinelli luomo e lartista di Luciano Bernardini e Laura Dinelli (Edizioni Via del Vento, 39 pagg., 4 euro).

La plaquette si apre con una interessante nota critica sulla vita e lo svilupparsi dellopera del Puccinelli. Con lui vengono messi in risalto anche i suoi compagni del cosiddetto Caff Michelangiolo, scuola di pittura toscana, al quale Puccinelli port aria nuova, e trascin i compagni in una sorta di rinnovamento stilistico di una certa importanza. Il libro procede con 12 riproduzioni di tele del pittore, ciascuna corredata da una nota critica puntuale e rilevante. Chiude il volumetto una nota biografica, biografia vera e propria che si presenta snella ed essenziale, ma non frettolosa, che tralascia le parti aneddotiche per porre in risalto una analisi precisa ed efficace della pittura del Puccinelli, in rapporto con gli altri artisti della sua epoca, come la sua pittura si sia arricchita, da quali opere e quali influenze ebbe ed infine i significati che il pittore voleva porre nella sua opera. Tra i buoni propositi per il nuovo anno si pu inserire anche la riscoperta di questo pittore toscano sicuramente degno di interesse anche se dal nome meno altisonante di altri.
Buona Befana a tutti.
