Percorsi dell’anima tra infinito
e spiritualità in Wanda Lombardi
e in Paul Claudel
Wanda Lombardi nelle sue sillogi poetiche conferma, di volta in volta, la sua cifra distintiva neo lirica tout-court e pervasa da trascendenza e fervente religiosità che lo scrivente, occupandosene in sede critica, ha definito realismo mistico. Nitore, luminosità, esattezza e leggerezza, connessa ad icasticità, connotano la poetica dell’Autrice. La poetessa ha fiducia nei sentimenti autentici per Dio e per il prossimo, sentimenti che la portano a vincere il dolore e a varcare la soglia della speranza, speranza che si traduce nei suoi armonici, precisi e luminosi versi.
Centrale nelle poesie scelte per questo capitolo del libro la lirica Silenzio amico; nel suddetto componimento, che ha un carattere fortemente ottimistico, i temi trattati sono quelli del silenzio e della solitudine come isola benedetta per l’anima di Wanda che è pervasa da un forte senso di fiducia nel suo relazionarsi alla vita; la poetessa a questo proposito inventa la felice metafora dell’uscita da un labirinto che porta ad un’epifania di salvifica luce: «Come un labirinto/ dove dapprima si resta confusi/ e poi piano la strada si trova/ per graditi angoli di luce/ si l’anima mia/ dopo confusioni ed ansie/, dopo il flusso vorticoso d’incombenze/ nella solitudine e nel silenzio/ se stessa ha trovato, la luce…».
In Saper vivere si arriva all’apoteosi, al climax della speranza che diviene viatico per una gioia umana possibile, felicità da trasmettere anche agli altri e che è connessa al credere in Dio: «Non perdere mai la speranza/ e dai anche agli altri speranza,/ la gioia di vivere./ Pur nel dolore che ti strazia,/ lenisci l’altrui dolore,/ non porgere disperazione/ ma offri amore,/ regala un sorriso/ e Dio ti sorriderà…».
La spiritualità di Wanda Lombardi si manifesta in modo particolare nei componimenti nei quali l’io poetante si rivolge ad un “tu” che è l’anima stessa della poetessa sulla quale ella si ripiega. Leggiamo in Colloquio con l’anima: «Anima mia hai reagito/ alle tempeste della vita/ con energia e pazienza;/ la tua forza è la tenacia,/ il tuo segreto la fede/ incrollabile nell’invisibile mano/ che ti guida all’andare./ Con me l’ansia esistenziale vivi,/ in carta opaca avvolgi il mio dolore,/ e parole suggerisci al cuore/ perché attenta io il cammin prosegua…».
È interessante nel suddetto componimento la dualità io poetante – anima, come se fossero un binomio paragonabile a quello mente-cuore dell’Autrice e nonostante il fatto che il dolore esiste viene azzerato dalla Fede, che per San Paolo è la certezza della Speranza.
Nel panorama odierno della poesia italiana la Nostra è sicuramente una delle figure più originali e s’inserisce nel solco della poesia religiosa della quale è stato rappresentante il presbitero, teologo Padre David Maria Turoldo, che ha coniugato la sua appassionante fede con le esigenze di una giustizia terrena.
A livello stilistico una vena sorgiva, primeva, anima i componimenti di Wanda, che amando la vita, e credendo che questa attraverso la Fede possa essere affrontata nella gioia, nonostante l’incontrovertibile presenza delle difficoltà, sembra in un certo senso ispirata dal Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi. E del resto San Francesco, che amava la letizia, è un modello, attraverso la sua vita connessa con la sua arte, di quello che potrebbe essere definito ottimismo cattolico,che il vero cristiano raggiunge gettando ogni preoccupazione su Dio, un Dio che ci vuole lieti come afferma anche San Paolo nella Lettera ai Romani: Grazia e pace da Dio, Padre nostro.
Ma, volendo andare oltre i confini nazionali, un autore europeo che viene in mente leggendo Wanda Lombardi è il poeta francese Paul Claudel (Villeneuve-sur-Fère, 1868 – Parigi, 1955) del quale riportiamo, a livello esemplificativo, due testi che si possono affiancare a taluni della poetessa.
Il motivo del suddetto studio parallelo sui due poeti risiede innanzitutto nella presenza del comune denominatore negli stessi, cioè una vena di misticismo. Sia la Lombardi che Claudel mettono la Fede al primo posto nelle loro vite e di riflesso nelle loro opere letterarie. In Canto del cammino di Natale di Claudel, componimento carico di mistero e indeterminatezza leggiamo: «Andiamo è l’ora di partire ci siamo tutti, ragazzi?/ Avete tutto ciò che è necessario, perché è molto freddo!/ Fuori gli stivali e i mantelli, i veli, le scarpe e i guanti?/ Allora spegnete le lampade e venite, io cammino davanti./ Sono io che ho tracciato il percorso, io che vi condurrò/ e nessun altro si atteggi a guida./ Il fuoco si è spento, ecco il nostro gruppetto tutto oscuro, al chiarore del fuoco che muore,/ Vi sono quelli che mi sono uniti dal sangue, quelli che mi sono uniti dal cuore,/ E il vecchio con la vecchia, le domestiche e i giovani,/ e la madre con i suoi figli,/ E il giusto che ha portato il peso del giorno con l’operaio dell’undicesima ora…»1). Il suddetto componimento è veramente suggestivo nella sua vaghezza: sappiamo solo che è Natale e che ci sono delle persone che si mettono in un cammino che può essere inteso come pellegrinaggio nell’aria fredda di dicembre. E simbolicamente si può affermare che la voce poetante che rivendica il ruolo di guida del gruppo e della quale ogni riferimento resta taciuto è Gesù stesso, che sorride all’io poetante della Lombardi nella poesia sopra citata Non perdere mai la speranza.
In Inno del Sacro Cuore del poeta francese leggiamo: «Alla fine del terzo mese dopo l’Annunciazione, giugno,/ La donna a cui Dio si è congiunto/ Avvertì il primo moto di suo figlio e il battito di un cuore sotto il suo cuore.// Nel seno della Vergine senza peccato comincia una nuova era./ Il bimbo che era prima del tempo prende il tempo del cuore di sua madre,/ La respirazione umana penetra il primo motore…». 2)
In questa poesia la Madonna diviene sintesi di divino e umano. Qui c’è anche un risvolto teologico nel passaggio quando il poeta afferma che nel seno di Maria comincia una nuova era e quando è detto che il bimbo era prima del tempo. Si avverte sia nel poeta francese che nella Nostra una salutare e intelligente interiorizzazione dei dogmi della Fede che si traduce nel canto.Sia per la Lombardi che per Claudel si può parlare di un approccio con la dimensione divina che potremmo definire intimoe confidenziale.
Raffaele Piazza
1) Paul Claudel, Opere poetiche. Antologia di testi religiosi, traduzione e introduzione di Alessandro Maggiolini, Edizioni Cantagalli, Siena 2009, p. 81.
2) Ivi, p. 92
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