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Pubblicato il 14/02/2010 08:01:49
Che ti mormora il sangue negli orecchi e alle tempie quando è là di febbraio che nel bosco ancora rinsecchito corre voce d'una vita che ricomincia e oscura geme negli animali insonni, s'agita nel mare ed oltre il mare nei paesi ricchi e strani ove a tempo il fachiro nella bara di vetro tra vipere si sveglia?
Nei mesi alterni, nella primavera scontrosa un vento cupo chiama alla fatica per la notte piovigginosa i semi e le radici esauste e le ceppaie. È il tempo che soffia nelle ceneri, ravviva le faville sopite, dalle antiche ferite spiccia sangue. Tutt'intorno gli alberi consueti mettono fiori strani.
Rivedo le mie donne, i miei cari, tra l'uno e l'altro il tempo, il vento, l'uggia.
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