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Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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nuovomondo

Poesia

Tomaso Pieragnolo (Biografia)
Passigli Editori

Recensione di Roberto Maggiani
[ biografia | pagina personale ]


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Pubblicato il 18/02/2011 12:00:00

nuovomondo. Il titolo della nuova raccolta di poesie di Pieragnolo richiama tempi di esplorazioni e navigazioni avventurose e di scoperte di nuove terre sul globo terrestre, tempi in cui incerte terre allorizzonte erano sorpresa e coronamento di un grande affanno, per velieri carichi di aspettative di marinai e di regnanti del vecchio mondo. La poesia di apertura favorisce la prima suggestione indotta dal titolo:

 

Ma oggi loceano mi ha portato

le sue scapigliature azzurre,

il fianco franto delle coste

che sparpagliavano nel vento,

lequatore roco delle sue gocce

disfatte nelle anse del Sud

e correnti di convulso calore

nel cumulo del mezzogiorno;

era un guizzo vivo fra tanti uguali

guizzi e lampi come nevi disciolte

che riflettono il corpo delle nubi,

un favo di braci segrete

sciamato dove la luce apprende

lintricato spessore abissale,

o dove levasione di una lingua

nellaria dura fino a quando

bave invisibili non trascinano

al fondo della terra un peso

vuoto di pensieri, o ancora il margine

netto di un corpo inarca il limite

cospicuo sgusciando dove nessun

luogo esiste oltre lavido millimetro

delle tue carezze, mia terra,

lungamente ingiuriata stai

tra le mie dita come una manciata

di tutto il sale,

tutto il sole e il seme

che spese il tuo corpo, aggrappata

a possibile vita ancora cos

mi regali per annusare il mondo

un nuovo fiore.

 

(Pagina 7)

 

Un libro che narra una storia, iniziando da una Fine ( il titolo della poesia iniziale), con un finale che chiude su un Inizio ( il titolo della poesia finale), come ogni ricerca vera deve essere, nel tentativo di dimostrare una tesi o nel tentativo di raggiungere la meta che gi il navigante vede ancor prima di partire o durante il viaggio, nella speranza di raggiungerla.

 

Ma questo lultimo uomo o il primo

se con deteriori forme e ripartito

errore disarticola il futuro in sboccato

rumore e permanente gorgo che precario

rende lidioma e urgente, recando

intransigente miseria che dura

comprime e senza rotta lultima

palpitante stella nel vuoto che balza

eccessivo devolvendo il proprio declino;

e un minimo dubito pu nascere

e nascosto, alla vista inabitato

affacciarsi, andando in cerca dombra essere

fronda, perch imbizzarrita appare la vita

e a volte precaria scalciando striglia

luomo che giace inerte nel suo orgoglio.

Cerca terra per un nuovo legno o solo

il possesso di un successivo

giorno, il luogo dove nessuno uccise

la colomba o errando dincatenare

la programmata sventura con perseveranza

sterminata, perch luomo sia terrestre,

terrestre lavvenire e una memoria

che non si offuschi, perch un giorno possa

nascere in origine dellamore

contro stridi di smodato rumore, inetta

sovranit e abulica crescita

di sola materia che per se stessa

prova compassione e rimedio.

 

(Pagina 43)

 

La storia quotidiana dellumanit dipende, anche se talvolta pu non essere evidente, dalle scelte personali di ogni individuo che ha, almeno in potenza, la possibilit di modellare le scelte della massa degli individui, a patto che lanelito alla meta al raggiungimento di un sogno, di unaspirazione, di una immaginazione, di una tesi sia tenacemente alimentato in modo quasi ossessivo, necessario. Pu essere cos forte la tensione allesistenza di unidea, unintuizione, o di un sottile pensiero, che la realt si modifica e limmaginazione diventa reale, si assiste ad un atto creativo, e luomo raggiunge qualcosa, anche se quel qualcosa non cera, non esisteva; tutto si costruisce, il nuovo mondo, un mondo nuovo mai visto prima, mondo che non cera e, forse, mai ci sarebbe stato se quel navigante, quel poeta, quellentusiasta e ostinato uomo-cercatore non fosse partito per lavventura, ledificazione di una nuova terra, quella che egli vede dentro s, prima che fuori di s, invisibile meta, fintanto che, dalla formaggetta, allestrema cima dellalbero maestro, la vedetta non strilla Terra! Terra!.

quello che succede leggendo questo bel libro di poesie. Perseguendo la lettura del libro di Pieragnolo, che per certi aspetti, ad una prima lettura si rivela delicatamente ermetico e di non immediata evidenza, si ha la sensazione di navigare attraverso loceano verso una probabile nuova terra, e realmente la si raggiunge, navigando tra i versi, la si esplora, verdeggiante e primitiva, anche se gi ostinatamente inclinata verso la corruzione. La poesia di nuovomondo fluisce densa, ritmata da scansioni metriche ben precise, a tratti lirica, sempre importante, ricercata nel significato e nella costruzione, somiglianza di un mare sul quale il lettore naviga in bonaccia, mai in burrasca, fino a ritrovarsi, alla fine di un viaggio che non finisce, proprio dove linizio aveva annunciato, ad annusare un nuovo fiore di grazia su una terra ancora intatta (ma con il seme della corruzione gi nel suolo), la terra (che forse gi appartiene ad altri) del verde, dellazzurro, della poesia, della giusta relazione tra le cose del mondo (relazione macchiata, s, ma gi nel rimestio di una rinnovata libert), dellamore, amore che gentilmente, ma decisamente, si trasforma con la A maiuscola e inizia a decifrare i vecchi significati del mondo alla luce di nuovi panorami, nuove movimentazioni di affetti e relazioni. Talvolta si sovrappone il verde della terra con il rosso di questamore, anzi, quello qui narrato un amore speciale, che sa inglobare la natura, anche ecologico, perch lumanit, volente o nolente, deve passare, o ri-passare, dallamore per la terra, vi deve tornare, come allinizio, e rivedere il mondo, che gli tocc in dote, sotto una nuova luce, accesa dalla sua propria storia, con uno sguardo al passato, dove sta da sempre lanima dellumanit e da l non si allontana, in attesa del ritrovamento, o ristabilimento, di antichi equilibri infranti anche da quei secoli di conquista e soggiogazione di presunti nuovi mondi, che invece erano gi di qualcuno, antichi come la stessa terra che nella sua totalit una e indivisibile, al di l di superflui e, a mio avviso, umilianti confini.

 

Ma lontana la terra e senza sonno,

in improvviso stallo le acque opache

depistano scardinate chimiche e

non c che metallo nel futuro

frastuono, carte ignobili dalla stessa

frenesia sciupate che viaggiano colme

di elusioni silenziose, oceano

che amaro schiuma dietro lultima

nave, stanco di lignaggi umani;

selva vivida, disamorata e schiva,

spiegaci ancora la sintesi dellaria,

il cavillo necessario o solo

dellergersi il senso, perch la rondine

dormendo sogni di cantare e gli amanti

siano sempre animali di luce

circondati e di bellezza, come si aggrappi

al corpo latmosfera ricordandoci

gli etimi scomparsi e le sostanze

inevitabilmente perse, perch

era un dono infine questo mondo dove tutto

nasce, questo disgregato astro,

in apparenza, di fertilit

e fermezza, prima della somma

e dellinchiostro, prima del miraggio

e del peccato, prima di tutto o forse

solo prima di tante vite al dolore

destinate.

 

(Pagina 65)

 

V per un interrogativo stringente che forse sarebbe stato bene porsi anche in altri tempi, prima di stritolare nuovi mondi tra le fauci del vecchio: [] come aggiungere il nuovo / mondo sopra quello vecchio con tanti / malintesi in circolazione, sottotitoli / ancora eredit di dominio e / compiacimento per un latente potere / che sopprime quotidiano, come snidare / perpetua la mancanza e giungere infine / a contare tutto, mangiare tutto / il mangiabile, stipare lavvento / in alterato turno cos accalcati / ogni anno, coda morsa dal cane / che si morde la lingua e soma somma / per avere non apprendendo che sola / materia, finalizzando lorario / per comprimere nellagro spiraglio / del possesso un giorno.? (Pagina 28). Interrogativo e condanna verso un sistema che prima o poi collasser, perch forzante un sistema naturale e sociale che ha altri punti di equilibrio stabili rispetto a quello attualmente raggiunto, ch instabile.

 

Pieragnolo, nella sua etica pienamente intrisa di umano, unetica quindi universale e piacevole, spiana la strada alluomo, cerca di analizzarne la pesante sfida dei giorni, lassetto storico e sociale che lo caratterizza, la pesantezza del suo presente che converge dal passato su un equivoco status quo attuale in cui statuario il fallimento, il giorno / di lapidari intenti quando lodio / rimonta in ogni fronte e dissotterra / linvasore le sue polite leghe, / il ripudio che ha scelto come elemento / e invariabile vive in trincerata / prospettiva; cos non resta che attendere / il verdetto della materia e replicare / il mutante delirio, la condizione / che disoccupa o solo il tacere di un ultimo / promettente dominio. [] (pagina 34).

 

Lautore padovano, ma da ormai venti anni vive tra Italia e Costa Rica, vorr dire qualcosa, questo, in relazione al titolo della sua opera? Traduttore ed esperto di poesia ispano-americana, quella di Pieragnolo risulta essere una voce fluida, per certi aspetti narrante e fantasiosa, libera da avanguardie e sperimentalismi, che decisa persegue la sua meta, la poesia. E attraverso di essa esprime ci che ha vissuto, le riflessioni tratte da ci che ha visto sullasse Europa-America a cavallo di un oceano che per secoli ha nascosto parte del mondo allocchio bieco degli europei: Ma ho viaggiato, s, in terre / denudate e so che mai termina lesodo / e sempre volge la densa aria del Sud / il suo pudico umore in impregnate / orbite e nel sinistro umidore / tendono freschi stami e linfe stridono / in trasparente monito;  ed un lamento / di legno incrinato o duomo negato / allinagibile giorno con solo / un piede accerchiato al palo, perch / il futuro una terra dintenti fradicia / di convenienze, [] (pagina 36).

Vi , nella narrazione poetica, una analisi, garbata, ma penetrante, nellinsistenza della parola, la quale a flusso continuo, attraverso di essa prova a far prendere coscienza al lettore circa gli invisibili fili che luomo tende alluomo, [] perch lagguato / delluomo sulluomo tende invisibile / filo e manovra la triste quantit / e necessaria contro muri che scindono / laria in gremite met, se ogni nuova / gioia solo pu sorgere da fredde / rovine; [] (pagina 40); ma la speranza e lincitamento verso un nuovo corso, un nuovo mondo, non mancano nel pensiero e quindi nella  parola di Pieragnolo il quale prova a darci qualche dritta: [] / perch tu sia allegro in terra e apprendendo / la vita tu sia vivo. (Pagina 42).

[] perch imbizzarrita appare la vita / e a volte precaria scalciando striglia / luomo che giace inerte nel suo orgoglio.  / Cerca terra per un nuovo legno o solo / il possesso di un successivo / giorno, il luogo dove nessuno uccise / la colomba o errando dincatenare / la programmata sventura con perseveranza / sterminata, perch luomo sia terrestre, / terrestre lavvenire e una memoria / che non si offuschi, perch un giorno possa / nascere in origine dellamore / contro stridi di smodato rumore, inetta / sovranit e abulica crescita / di sola materia che per se stessa / prova compassione e rimedio. (Pagina 43).

 

Allora non posso non concludere con i miei complimenti allautore, e alleditore, per tale lavoro poetico che ha saputo arricchirmi di una ulteriore nuova dimensione. Ci tengo, come al solito, a chiarire che qui, su LaRecherche.it, tranne qualche rara eccezione, la linea quella di non essere criticosi recensori, ma attenti e appassionati lettori, pertanto la nostra, la mia in questo caso, una lettura personale e totalmente scollegata dal mondo pretenzioso della critica ufficiale. Forza lettori, riprendiamoci la letteratura, buttiamo i libri da commercio, spesso sapientemente venduti dalla critica.



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