Roberto Casati – DALLA CASA CONTROVENTO
puntoacapo Editrice – Pasturana (AL) – 2026 – pag. 121 - € 16,00
La raccolta di poesie di Roberto Casati, che prendiamo in considerazione in questa sede, presenta una prefazione di Sergio Daniele Donati intitolata Un itinerario della memoria e una postfazione di Gian Domenico Mazzocato dal titolo Il dolore delle candele.
Una parola che emana fascino magica e ammaliante scabra ed essenziale che per sua fortuna si rivela nell’attimo del cronotopo tra riferimenti taciuti e altri detti con urgenza tra perfette leggerezza e icasticità, anima i versi nel senso delle generazioni con quel tu onnipresente.
E c’è il tema della parola nella parola. della poesia nella poesia le parole allineate sul tavolo/ guardavano il tempo sfrattato.
Una gioia pervadente nell’entrare nell’Universo dell’io-poetante, del tu e delle altre figure che entrano in gioco in un contesto domestico e familiare.
Mistero e attesa ma anche fiducia nella possibilità della realizzazione dell’essere e dell’esserci per abitare poeticamente la terra ognuno con la sua provenienza genetica e storica supportata da affetti autentici.
La silloge si apre con la composizione Andavo per colline e mari alla quale segue un PROLOGO con la poesia Il tempo che resta e poi incontriamo le sezioni BIANCO E NERO, COLORE, POLAROID, SELFIE, e l’EPILOGO con la poesia Da sempre cerco la verità.
L’unica poesia della sezione PROLOGO ha un carattere programmatico avendo per temi lo scorrere del tempo e le stagioni della vita e c’è da mettere in evidenza il tema della natura detta attraverso una metaforica vendemmia nel tempo che resta, vendemmia da leggere come inventario di una vita o testamento spirituale.
Nel tempo che resta/ raccolgo i frutti della vendemmia/ del mosto lascio tracce/ sulla bianca camicia/ mentre un palloncino colorato vola verso il cielo// i tuoi occhi incontro/ mentre disegni/ seduto agli angoli/ schizzi di un cuore felice/ parole leggere ci diciamo/ davanti ad un caffè// nel durante/ ho camminato sulla tua strada/ spalancato l’orizzonte/ mentre dalle nuvole il sole/ si muoveva lungo il corridoio/ di uscita dalle stanze/.
Magia e sospensione in un’alchimia della parola sapiente e intelligente senza il minimo sforzo dall’incipit alla chiusa .anima questo componimento come tutti gli altri senza titolo.
Coglie nel segno quell’incontrarsi degli occhi dell’io-poetante con quelli del tu, incontrarsi degli occhi stesso fatto raro nella nostra contemporaneità e splendida è l’immagine detta con urgenza mentre disegni seduto agli angoli schizzi di un cuore felice che ipostatizza e reifica l’idea che la felicità stessa possa esistere e si arriva alla conclusione che il tu sia un amico vero e fidato.
Colpisce nel versificare di Casati la densità metaforica e sinestesica che crea una forte dose d’iper segno e tutto sembra rimandare ad altro secondo il senso del correlativo oggettivo quando tagliare i rami e rifilare la siepe significa mettere ordine nella mente e nella vita, vita che come hanno affermati i filosofi pragmatisti americani vale la pena di essere vissuta.
Raffaele Piazza
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