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MENO MALE CHE CI FURONO I BARBARI!

Argomento: Storia

di Lorena Turri
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Pubblicato il 04/02/2008


Se si parte dal principio che un dato mutamento linguistico altro non che la conseguenza di un fatto storico ben determinato, risulta superfluo dire che nella maggior parte dei casi sono i linguisti a ricostruire la storia.
G. Bonfante nel suo volumetto intitolato Latini e germani in Italia fa unanalisi storica sintetica ma molto efficace ed attenta delle invasioni barbariche, evidenziando quanto questi popoli bellicosi abbiano inciso sulla storia e sulla cultura di Roma.
Quando nel V secolo cadde lImpero Romano dOccidente, tre gruppi germanici si insediarono in Europa: i Germani orientali, i Germani Occidentali e i Franchi.
Al di l della semplice cronaca dei fatti e della distribuzione geografica di questi popoli, interessante vedere come, nonostante il loro ardore guerriero, le stirpi germaniche non siano riuscite a germanizzare completamente i paesi conquistati ma, al contrario, come addirittura, spesso, si siano inchinati alla romanit.
I Goti, ad esempio, pur avendo a disposizione una propria lingua letteraria, grazie allacuto ingegno di Ulfila che aveva tradotto in visigoto la Bibbia, redassero la Lex Visigothorum in latino, riconoscendo la superiorit della tradizione giuridica romana.
Sta di fatto che, pur rimanendo padroni di vaste terre, vennero sempre pi assorbiti dai romani e molto relativa stata la loro influenza sulla lingua italiana.
I Longobardi, invece, ottennero un punto in pi dei Goti; demograficamente pi deboli, ma pi fieri e tracotanti, furono favoreggiati dalla precedente guerra greco-gotica che aveva largamente stremato il nostro paese.
Ecco perch, laddove in spagnolo troviamo parole di origine greca, latina o araba, in italiano e in francese si hanno parole di origine longobarda.
ESEMPI:

SPAGNOLO FRANCESE ITALIANO
necesidad besoin bisogno
azul bleu biavo
rubio blond biondo
moreno brun bruno
quemar bruler bruciare
extraviar garer smarrire
sanar guerir guarire
mirar regarder guardare
demasiado trop troppo

E certo, dunque che i Longobardi riuscirono, in parte, l dove i Goti fallirono e lo dimostra il fatto che una delle nostre regioni porti il nome di Lombardia. "Italia" glossato Longobrdia nelle glosse di Reichenau dellVIII secolo (libro V di Mos, 24, 24) e Carlo Magno nel suo testamento scrive: Italia quae et Longobardia dicitur. Da notare lironia della storia che ha spostato laccento sulla i ad usanza greca; Lombarda (come Albana, Romana, Turcha, Unghera, Bulgara) porta accento greco, perch il nome fu molto usato dai nemici dei Longobardi, i Bizantini di Ravenna, mentre il territorio greco di Ravenna fu, ed ancora, detto con laccento latino Romnia, oggi Romagna, cio territorio dei Romani dOriente, ovvero i Bizantini.
Il regno longobardo cadde per mano dei Franchi nel 774.
In gran numero sono anche le parole franche nella lingua italiana ma, poich i Franchi erano bilingui (a tal proposito si ricordi Il Giuramento di Strasburgo) e ampiamente romanizzati, difficile verificare se una parola franca in italiano derivi dal franco o dal francese. Allo steso modo arduo tenere distinti i tre strati di elementi germanici in Italia.
Un metodo valido fornito dalla cosiddetta rotazione consonantica di Grimm, per la quale, in longobardo le occlusive sorde divennero affricate o fricative e le occlusive sonore divennero occlusive sorde.
E quindi longobardo litaliano zolla, mentre la forma pi antica tolla, conservata in Corsica, gota. Gotico tetta, longobardo zizza (con la zeta sorda, ts), longobardo zaffo e gotico tappo e cos arraffare, strofinare, zazzera, zuppa (specie di polenta) sono longobardi e arrappare, stropicciare, tattera, suppa, sono gotici. E sono quasi tutte di derivazione longobarda le parole italiane con z o zz (sempre sorda) come: chiazzare, gruzzolo, inzaccherare, aizzare, milza, rintuzzare, scherzare, sferzare, stronzo, stuzzicare, zecca, zeppo, zinna e quelle con cc, che sostitu laffricata longobarda kx, impronunciabile per gli italiani, come: biacca, bracco, briccone, cilecca, pacca (natica), ricco, smacco, spaccare, stracco, struccare, stucco.
In termini numerici, poche e di scarsa importanza sono le parole gotiche conservate in italiano, mentre ben diversa la situazione per le parole longobarde.
Ma quali parole abbiamo mutuato dai Germani? Per quale motivo? Che differenza di cultura o di barbarie troviamo tra i tre popoli germanici? Quali erano i rapporti tra i Latini e i Germani?
Le parole ostrogotiche pervenute nella lingua letteraria italiana sono davvero un numero esiguo e quasi tutte di carattere modesto e familiare e molte sono scomparse dalla nostra lingua odierna. Forse pi interessante vedere le parole che non ci sono: mancano quelle di carattere giuridico e amministrativo poich i Goti furono ben presto assimilati dai vincitori Longobardi. Saltano allocchio alcune parole molto significative circa al carattere di questi invasori, tutte riferite alle passioni: passioni violente. Abbiamo cos ereditato parole come bramare, che denota violenza bestiale, astio, grinta, bega e guercio, tutte nel loro senso peggiorativo.
Molto pi significativa la portata delle parole longobarde.
Sono scomparse tutte quelle relative al diritto longobardo ( guidrigildo, guiffa, guizza, lonigildo, mefio, morghendabio) ma paghiamo ancora il fio e parliamo di faide, sappiamo chi sono i manigoldi (lantico boia) e lo sguattero (guardiano ted. Wacth, wacther), ma sono usciti dalla sfera giuridica ed hanno assunto un forte senso espressivo e peggiorativo, segno delle aspre relazioni tra Latini e Germani per via del carattere pi violento e passionale di questi ultimi.
Sicuramente, una volta in Italia, i Longobardi dovettero mantenere le loro abitudini e i loro antichi costumi e ai Latini, probabilmente, apparvero rozzi e ripugnanti. Non mancarono certo di scandalizzarsi nel vedere gli edifici germani in pietra, poveri e grossolani a confronto con i grandi palazzi romani.
E dunque la casa divent stamberga e le sedie scranne, le porte si chiudevano con le spranghe e le donne i fazzoletti li lavavano con il ranno. Parole che ben evidenziano il cattivo gusto e la grossolanit germanica.
Sorprendente la frequenza delle parole relative alle parti del corpo a significare una intima convivenza, almeno nellultimo periodo di invasione. Troviamo: anca, fianco, groppa, guancia, nappa, nocca, zinna, schiena, zanna, stinco e anche sberleffo, cio il labbro inferiore pendulo di certi animali.
In certi casi si pu anche pensare a una carenza o a una incertezza del lessico latino per cui si ricorse, quasi per disperazione, a quello longobardo.
I barbari trincavano, rissavano, urlavano, scompostamente; sotto leffetto di una sbronza, sicuramente, avranno spaccato qualche scranna e scaracchiato per terra e poi saranno caduti con un tonfo, sotto locchio inorridito dei romani, ma sicuramente incuriosito! Rimanevano in ogni caso dei nemici.
E allora, che parte hanno le parole germaniche nella lingua letteraria italiana?
Non potevamo continuare a dire albo e bello invece di bianco e guerra?
Sicuramente la compenetrazione ci fu anche a livello linguistico e molto spesso la lingua un fatto estetico ed obbedisce pi al gusto che al bisogno.
Cos si hanno parole latine (o anche greche) e il loro peggiorativo, contrario o corrispondente germanico:

amante (vedi Dante)>>>>>>>>>>>drudo (Dante: Taide la puttana che rispuose al drudo suo)
ballo>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>ridda
bagnarsi>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>sguazzare
bello>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>laido
ben fatto>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>sbilenco
bere>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>trincare o lappare (inglese to lap)
cavallo>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>marrone (italiano meridionale vecchia bestia persona malaticcia)
cosa>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>roba
desiderio>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>brana
dolore>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>affanno
freddo>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>fresco
faccia, viso, volto>>>>>>>>>>>>>>grinta
gola>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>strozza (da cui strozzino)
ingannare>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>abbindolare
insidia>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>agguato
intelligenza>>>>>>>>>>>>>>>>>>>senno
intermediario>>>>>>>>>>>>>>>>>>ruffiano
lavorare>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>rubare
lite>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>baruffa, faida, bega, baratta
litigare>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>bisticciare
sterco>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>stronzo
misero>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>gramo
morire>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>schiattare
nero>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>bianco
odio>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>astio
pace>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>guerra
parlare, perorare>>>>>>>>>>>>>>arringare
pezzo>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>tozzo
povero>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>ricco
ridere>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>sghignazzare
ruga>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>grinza
sorriso>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>ghigno
stanco>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>stracco
umilt>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>orgoglio
unghia>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>grinfia
verit>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>bugia
vile>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>baldo
Confrontando queste parole possiamo capire quali fossero i rapporti tra i due popoli.
E indubbia, ad esempio, la superiorit militare dei Germani che mantenevano con guerre continue e con il costante esercizio della milizia. Ai vinti (Latini) non restava altro che predicare la pace, pi ultraterrena che terrena, intanto che subivano la guerra!
I Latini ridotti a servi soffrivano la tracotanza dei Germani e, mentre il dives latino diventava un ricco germanico, il pauper, povero era e povero rimaneva. E cos lumilt romana si oppose al germanico orgoglio!
Uno scrittore della bassa latinit chiam i Germani latrones, praedones, barbari, turba latrocinatium . Ai Latini depauperati delle loro terre, rest il lavoro, nel senso di fatica (francese travail da cui travaglio), di sofferenza (laboro stomacho).
Anche il mondo linguistico dei colori fu modificato (nero e bianco) e quello della cucina e dellabbigliamento.
Nero e verde restano colori latini di cui non chiara la motivazione. Che siano legati ad un pessimismo crescente (nero) e ad una speranza impellente (verde)?
Probabilmente queste mutazioni non furono del tutto indispensabili, ma sicuramente furono adottati i nuovi termini per arricchire la lingua di parole talvolta drammatiche, passionali, violente, orrende, ma anche dalle delicate sfumature (si pensi a: garbo, lesto, rigoglio, senno, schietto).
Per concludere, si pu dire che per quanto oppressive e distruttive, le dominazioni barbariche contribuirono alla formazione di una nuova Italia. Con la morte di Roma nacque una nazione italiana destinata ad incivilire lEuropa una seconda volta.




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