Quando ripensiamo alla nostra vita, tendiamo a ricordare i grandi avvenimenti: un traguardo raggiunto, un cambiamento importante, una svolta professionale o personale.
Eppure, con il passare del tempo, ci si accorge che a restare impressi sono spesso altri momenti: una conversazione inattesa, una passeggiata silenziosa, uno sguardo d'intesa, un luogo che continua a riaffiorare nella memoria.
Tra il 2008 e il 2016 ho annotato pensieri, riflessioni e poesie nate lungo le rive del Lago d'Iseo.
Rileggendole anni dopo, mi sono accorto che quasi nessuna era nata da eventi straordinari. Nascevano invece dal quotidiano: da incontri, gesti, paesaggi e dettagli apparentemente marginali che il tempo aveva scelto di conservare.
Lo stesso accade nel mondo del lavoro, dove il tempo tende a selezionare ricordi diversi da quelli che immaginiamo. A distanza di anni ricordiamo raramente il contenuto preciso di una riunione o di una presentazione.
Restano invece le persone che hanno saputo offrire aiuto in un momento difficile, dedicare tempo all'ascolto o trasmettere fiducia quando ce n'era bisogno.
Le competenze costruiscono i risultati.
I piccoli gesti costruiscono le relazioni.
La memoria, in fondo, non conserva tutto ma seleziona. E molto spesso sceglie ciò che, nel momento in cui accadeva, sembrava destinato a passare inosservato.
Forse il valore dei piccoli gesti nasce proprio da qui: dalla loro capacità di lasciare tracce durature ben oltre l'istante in cui avvengono.
Quali sono i piccoli gesti che, a distanza di anni, ricordate ancora?
Molte delle riflessioni nate lungo le rive del Lago d'Iseo e maturate attraverso esperienze personali e professionali sono confluite in Appunti nell'anima. Riflessi sul lago del cuore, pubblicato da Silele Edizioni.
Il libro raccoglie poesie e riflessioni dedicate alla memoria, alle relazioni, ai piccoli gesti e alle tracce che il tempo continua a conservare.
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