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Ghiacciofuoco

Racconti

Laura Pariani – Nicola Lecca
Marsilio

Recensione di Giuliano Brenna
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Pubblicato il 21/06/2011 12:00:00

Una raccolta di racconti scritti a quattro mani che ha come protagoniste le donne, ogni racconto (doppio) ha per protagonista una figura femminile: la madre, l’analista, la vecchia, e così via. Ogni racconto è ambientato in Sudamerica, per quelli scritti dalla Pariani, e nell’Europa settentrionale quando a scrivere è Lecca. Vediamo così la grande differenza che ci può essere nella vita di una donna dipendentemente dalla latitudine in cui è nata e vive; la vita di una ragazza madre avrà nettamente un diverso svolgimento se avviene in Argentina o in Islanda. La bravura dei due autori sta nel dipingere le vite di queste donne ed in esse convogliare tutto il retroterra culturale del luogo in cui vivono, creare uno spaccato di una società attraverso gli occhi di una donna, quasi ponendo nel grembo di ciascuna di esse tutta l’umanità di cui la nazione in cui vive è capace. Nella trama dei racconti filtra anche tutta l’atmosfera del luogo in cui sono ambientati, e ciò è reso soprattutto dallo stile di ciascuno dei due scrittori, la Pariani che vive e scrive dal Sudamerica, riesce a costruire i suoi racconti con pennellate vigorose, piene di vita e brucianti del calore del sole di quelle terre, dà a ciascuna voce l’eco di canti antichi, densi di ballate e leggende. Nel leggere un racconto della Pariani ci si cala in un mondo soleggiato e polveroso, dalle arcane note di struggenti tanghi, e dalle lunghe e tortuose radici che percorrono lunghi anni di emigrazione, un mondo bagnato dalle lacrime scaturite dal dolore di milioni di donne strappate dal loro mondo, private degli affetti, ingannate, ma pur sempre portatrici della speranza, e del ricordo immortale. La scrittura della Pariani, viva e poliedrica, rende perfettamente il sapore intimista dei racconti, quasi viaggi dentro il cuore di una donna, e del brulicante mondo che ruota inesorabili attorno alle vite delle protagoniste. Per contro i racconti di Nicola Lecca, dall’estremo nord dell’Europa, si fanno leggeri e rarefatti, sfumano le tinte verso il biancore delle nebbie e il grigio dei cieli da cui inesorabile la pioggia fa capolino ogni giorno. Le donne di Lecca, alter ego di quelle della Pariani, si muovono in modo quasi etereo in un mondo algido, in cui i sentimenti sono tenaci ma talvolta gelidi come il ghiaccio che attanaglia i cuori alle latitudini polari. Lecca costruisce i suoi racconti armato di fine cesello, meticolosamente e pazientemente intaglia le sue storie ornandole di piccoli particolari, di vaghi sorrisi, di lievi gesti infondendo ai suoi racconti la leggerezza bel baluginare della neve in un mattino sereno. Ma talvolta il meccanismo sembra non funzionare perfettamente, in un paio di racconti si avverte una certa aria un poco forzata, sembra che i racconti siano stati scritti proprio “su commissione”, quasi controvoglia, e una certa vacuità del contenuto, unita alla leggerezza della scrittura, che appare quasi scarna, lascia, al termine della lettura, una certa vaghezza, un barlume di insoddisfazione a cui non si riesce dare contorni ben precisi, quasi un “effetto morgana”, qualcosa di inafferrabile che proprio perché lascia a mani vuote rende una piccola insoddisfazione; ma questo accade, dicevo, in un paio di racconti, forse volutamente intimisti e minimalisti, da essere belli nella loro semplicità quasi disadorna. Il libro ha la grande forza di mettere a confronto latitudini, abitudini e condizioni sociali assai diverse tra loro, oltre alla gradevolezza dei racconti resta in sospeso un interrogativo – che non mancherà di far riflettere - riguardo il fatto di come, con gli stessi presupposti, una vita può prendere direzioni assai differenti, influenzata dal fattore sociale ed ambientale.

Nell’insieme, comunque, il libro si legge assai volentieri, la grazia e l’eleganza sorreggono sempre i bei racconti, e la lettura vola tra le due sponde dell’Oceano senza sbavature e con soavità, d’altronde sulla bravura dei due autori non vi sono dubbi.



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