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Lava

di Teresa Cassani
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Pubblicato il 17/02/2019 15:36:22

LAVA

E ancora presto quando Diotima arriva alla casa sul lungo mare. Scende dalla macchina e sente il vento gelido di Ponente scarmigliarle i capelli e agitare le chiome dei palmizi che recingono il giardino. Si volta un attimo a guardare la massa acquosa: stamattina del colore dellargilla e si fonde con il cielo.
Poi, gira la testa e la chiave nella toppa. La porta d sulla strada e si apre lenta con un movimento impedito che sa di cosa rimasta a lungo ferma.
Allinterno dellabitazione, chiusa da mesi, c lieve odore di muffa.
Diotima apre con decisione le persiane: fasci di luce offuscata entrano nelle stanze.
Lei si siede sulla poltrona davanti alla porta finestra : attraverso le ringhiere del giardino e del lungomare, poste in parallelo, riesce a scorgere un lembo della distesa dacqua color argilla cruda.
Guarda lorologio: Flavia sta ritardando. Non c da eccepire, dato che deve arrivare da Agrigento.
Troviamoci un giorno nella casa al mare dei miei! Ti dovrei parlare con calma .
S, ma quando?
Il giorno di carnevale: noi facciamo festa.
Faccio festa anchio e quindi va bene stata la risposta di Flavia.
Adesso Diotima pensa che sia una follia, e comunque un po malinconico, trovarsi da sole nellambiente al mare durante la stagione morta. Ma freme al pensiero di potersi confidare con lamica che pure le deve parlare dei difficili rapporti con la nuora.
Gi Diotima le ha detto di come un anno fa ha ritrovato Demetrio al conservatorio, frequentato insieme da adolescenti, e delle audizioni di lui cui ha assistito. Delle audizioni e della comunicazione intrapresa. Gi le ha detto che non funziona nemmeno col secondo compagno mentre Demetrio per lei rappresenta sempre il massimo bene a cui sente di voler tendere. Sa che Flavia frener i suoi entusiasmi con utili consigli e lei, reciprocamente, cercher di spegnere i nascenti livori dellamica consigliandola di applicare la lezione sapienziale dellamore che nega se stesso.
Finalmente Diotima sente il rombo di unautomobile. E Flavia.
Come stai?.
Bene, grazie
Ti trovo in forma.
Sei troppo buona, ma non cos: ho un altro rapporto con la vita.
Allora, Diotima, intuisco che di Demetrio che mi vuoi parlare
Gi si fatta scura in viso.
Cosa non va?
Non mi parla pi
Sar un momento transitorio.
Non credo la voce di Diotima rivela amarezza.
Te ne devi fare una ragione
Lo so, ma non riesco ad accettare
Devi
S, ma almeno
Almeno?
Almeno, potessi prendermi una piccola soddisfazione
E cio?
Smettere di mostrarmi sempre accomodante e fargli sapere quel che penso e sento. Che so, mandargli una frase del tipoaspetta, ho annotato nel promemoria Diotima porge a Flavia lo smartphone .
Flavia legge mentalmente:
In tutta onest non riesco a capire questo silenzio. Sebbene io abbia sostenuto e sostenga, come per altro devo, la gratuit del sentimento, che si appaga di s stesso, e comunque io non voglia far avvertire alcunch delle mie affioranti fragilit, trovo curiosa quella che appare la determinazione a negare due semplici parole alle mie.
Penso sia chiaro che non c lintento di avvolgere nel viluppo di oscure trame: ci sarebbe solo lauspicio di un intesa sul piano dellamicizia o di un rapporto largo tra persone che si conoscono e, aggiungerei, conoscono il bisogno di vivere con un pizzico di follia, ma vedo detta prospettiva sempre pi flebile, per non dire respinta.
Flavia appoggia lo smartphone sul tavolo e scuote la testa.
Eh, ma cos cosa fai? Pietisci e non puoi pietire. Non puoi chiedere ci che deve essere offerto
Devo lasciar perdere?
S!!! Quante volte te lo devo dire!!! Devi ignorare, tacere, pensare ad altro.
Gi per te facile
Sar anche facile, ma questo lunico consiglio giusto che ti posso dare. E tu lo sai
Diotima sospira. S, lo sa.
Dimmi di te, allora
Flavia trasale.
Al solito. Mia nuora me lo mette contro. Ho avuto il torto di accusare la consuocera di pettegolezzo e adesso non vivo pi. Mio figlio prende le loro difese e per me dolorosissimo.
Flavia, abbandonata sul divano, uno straccio.
Diotima ha preso fiato e, adesso, per compensare la mancanza cui deve far fronte, si produce in ci che pi ama: la citazione.
Devi prendere spunto dallHecyra di Terenzio, la virtuosa suocera che si annulla per amore sentenzia, guardandola fissa.
Lamica quasi non sente. E prostrata.
Diotima pensa a quanto sia facile indicare strade da seguire, quando non si vivono le situazioni in prima persona.
La pausa di piombo, ma poi:
Dai, godiamoci il mare! dice allamica.
Flavia si riscuote e sorride.
S, andiamo sulla riva a respirare laria del mare e a guardare il cielo
Fin da piccola, il mare in questa stagione mi ha sempre ricordato David Copperfield alla spiaggia di Plymouth.
La solita! esclama Flavia, leggermente divertita come lo anche Diotima.
Escono.
Fuori il vento si placato e i palmizi sono fermi.
Il giardino intorno promette rigoglio e il mare di fronte lava luminescente.





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