Il libro si basa su di un fatto storico, nel 1525 Francesco I di Valois, venne sconfitto a Pavia, fatto prigioniero e rinchiuso a Pizzighettone, dove godette di onori e privilegi degni del suo rango reale, quindi venne trasferito allAbbazia di Cervara dove rimase per tre giorni. La narrazione pone sotto la lente di ingrandimento questo periodo che, sebbene breve, ebbe ampi riverberi sulla vita dellabbazia e di alcuni suoi abitanti. AllAbbazia la presenza dellingombrante ospite cre enormi dubbi soprattutto nellabate, in particolare per i rapporti tra il Valois e Leonardo da Vinci, che presso di lui visse gli ultimi anni della sua esperienza terrena. E sono proprio gli studi di Leonardo ad infervorare e fiaccare la mente dellabate, che fu, oltre che uomo di chiesa, anche uno scienziato ante litteram per la sua passione per la ricerca di piante officinali e medicamentose. Su questo si innesta una sorta di confronto fra la mente gi scientifica, nellaccezione moderna, di Leonardo e la scientificit empirica e medievale dellabate. Si crea cos il perno diciamo cos sul quale ruota la snella narrazione: la ricerca della Verit, e quali sacrifici essa richieda. Per luomo di Chiesa la verit cozza con i dettami della religione, spingendo lanimo di chi vuole scoprirla sin sul baratro della follia, ma anche di quel che lecito per perseguirla e quel che va evitato affinch in nome della verit non si perda il proprio essere. Ed proprio questo il limite cui giunge labate, il quale non sar pi s stesso dopo avere gettato una fuggevole occhiata su quanto disvelato dal genio leonardesco, ma qualcun altro proseguir la ricerca della suddetta verit, senza per farsi scrupoli, e oltrepassando i confini del lecito e dellammissibile, ma quando il vero, lassoluto, sembrano a portata di mano certi scrupoli paiono pi inutili zavorre che saldi legami con la propria coscienza.
Il libro si compone di un antefatto che inquadra la vicenda nel suo contesto storico e la inserisce nella prospettiva romanzesca, seguono tre capitoli, uno per ogni giorno di permanenza dei Francesco I allabbazia, cui seguono altrettanti epiloghi che danno compimento alla vicenda, svelando alcuni misteri e mostrando al lettore a cosa condusse la suddetta ricerca della Verit; chiude lopera una nota per il lettore che fornisce gli ultimi ragguagli su elementi restati in sospeso per esigenze narrative e che d un senso di compimento e di precisione storica al libro.
Lautrice racconta con passo spigliato e con profonda cognizione i fatti storici, e lo fa con freschezza romanzesca, tenendo in bilico il lettore fra biografia ed invenzione, in una miscela assai precisa, che avvince con la dovizia dei particolari e fa riflettere con degli intensi spunti. Soprattutto ci mostra il lato strettamente umano dellabate, il quale sebbene ligio ai suoi uffici religiosi ed ai suoi studi, mostra un animo ancora complesso, quasi fanciullesco, capace di stupirsi e di tentennare, anche laddove la Fede dovrebbe dargli un sicuro appiglio. Egli, soprattutto grazie alla umana e naturale curiosit, si lascia investire dal dubbio, sino alle estreme conseguenze che appariranno nel finale del libro. Anche il cristianissimo re Francesco ci appare assai pi umano di quanto la sua condizione regale non faccia supporre. Di Francesco viene evidenziata soprattutto la notevole inclinazione verso le arti, le lettere e la scienza, tratteggiando un sovrano quasi rinascimentale e ponendolo cos in netto contrasto ed antitesi con labate, assai legato al retaggio medievale. Vi poi, la figura dellabate Lupo, poco menzionato ma che appare poi quasi il deus ex machina della vicenda, infatti nella parte romanzesca un suo lontano discendente a dare lavvio alla vicenda, grazie al ritrovamento di certi documenti, ed sempre Lupo a mostrare il travalicamento di confine tra lecito ed illecito, tra follia e lucidit, nella ricerca della Verit. Un romanzo breve ma intenso, questo, che ci mostra una pagina di Storia, breve e circoscritta, ma dagli inaspettati sviluppi, e capace di descrivere con straordinaria efficacia luci ed ombre di un animo umano in bilico fra scienza e fede, fra moderno e passato.
A fare da sfondo e legame ai fatti storici vi sono le bellissime descrizioni delle atmosfere e soprattutto del mare, labbazia si trova infatti sui monti di Portofino; lautrice ricrea lambiente con sagacia e ne descrive la natura con animo poetico e - a tratti - magico, facendo quasi animare di vita propria gli elementi statici della natura, quali le rocce e gli alberi. Come dicevo il mare ha grande parte, riflettendo e suggerendo coi suoi umori gli umori delle persone, in una simbiosi avvincente e misteriosamente sensuale.
Il romanzo nella sua brevit riesce a ricostruire alla perfezione la vicenda storica e a dare uno spaccato degli animi dei protagonisti attraverso una analisi psicologica attenta e perspicace, rendendo la lettura agile ed accattivante ma densa di elementi su cui riflettere.