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Il Richiamo

di Maria Teresa
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Pubblicato il 15/02/2020 01:36:59

Tratto dal romanzo IL RICHIAMO, Oceano Edizioni 2017

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In casa di Maria il padre si diceva disonorato e tuonava a gran voce che non aveva pi una figlia; infatti si rifiut di accoglierla in famiglia per oltre un anno.
Ma quella notte non accadde nulla tra i due giovani, come non accadde nulla nella notte successiva e nei due mesi a venire.
Se solo il padre lo avesse saputo! Disonorato e male informato.
La figlia era vissuta tra le pareti di una casa dai concetti morali rigidissimi, senza la possibilit di frequentazioni coetanee per un sano confronto di crescita.
Nessun sentore di come girasse il mondo fuori dalle mura, nel vicolo di Largo Carmine, dove, dalla sua finestra, lo sguardo si spingeva fino al negozio del barbiere, dirimpetto.
Maria infatti in quei due mesi tenne testa alle inconcepibili richieste di Cecchino e rifiutava di concedersi, al punto che, stremata, si rivolse in lacrime alla solita zia, confidandosi e dicendo che no, non poteva essere cos, che certe cose non si fanno e non potevano essere ammissibili.
Cecchino, di contro, cominciava a spazientirsi, con la sua donna da vedere e non poter toccare, non sapendo pi come farle capire che non era un mostro e non intendeva farle del male e che il suo, oltre che un piacere e un lecito desiderio, era oltretutto un sacrosanto diritto.
Lei gli voleva bene, ma quella cosa l, no! Non era possibile che dovesse andare cos.
Aveva puntato i piedi, e non solo i piedi.
La zia la rassicur; era cos che andava, che doveva andare e che era sempre andata, per tutte, da sempre, per ogni donna.
Cerc, alla sua semplice maniera, di farle capire che lamore ha tante facce, che quando si ama, si ama in maniera totale, che il dolore diventa gioia di essere dei due una sola persona, e che senza lunione dei corpi, un matrimonio incompleto, non pu neanche dirsi tale. La impaur dicendo che Cecchino avrebbe potuto anche ripudiarla e rimandarla a casa se si fosse ancora negata. Nessun uomo avrebbe aspettato due mesi, con la sua donna nello stesso letto, acconsentendo a non consumare il matrimonio per non intimorirla.
Cecchino non un mostro, ma un santo le disse benedetto uomo che ti capitato! Un signore e un santo! Tuo zio neanche il tempo di farmi il segno della croce mi diede, che mi ritrovai madre di undici figli. Credo che non gli perdonai mai la sua brutalit, ma come vedi, Cecchino non di questa pasta cerc di rassicurarla lanziana donna.
Stai tranquilla Maria, da quanto mi sembra di capire sei in buone mani; ti vuole bene, ti rispetta, non ti farebbe mai del male. Rasserenati e cerca di goderti la gioia che ti toccata.
cos che deve essere, cos che deve andare.
E cos and.
Quella sera Maria, a malincuore, sigill la sua unione con Cecchino e cos fu per tante altre sere.
Meno a malincuore.
Nacque Peppino, e sempre meno a malincuore, alla fine della guerra, rimase gravida anche di Paolo e di Soccorsa.
La quarta figlia mor durante un parto travagliato, a causa della superficialit della levatrice. Maria non dimentic mai la voce della donna, melliflua, lontana dal dolore lancinante del suo travaglio che le squarciava il ventre e la schiena.
Mentre lei era ormai sospesa tra la vita e la morte, si limitava a ripeterle in maniera monocorde, non sapendo cosa fare e porgendo le mani a palmo:
Quando me la dai? Quando me la dai? senza muovere un dito o far nulla per agevolare il parto.
Da sola, senza aiuto, non ce la fece a dargliela in tempo e solo quando temette per la sua stessa vita, la levatrice si decise a usare il forcipe.
La bambina, bella come una rosa, il cui volto Maria non avrebbe pi dimenticato, fu strangolata dallo stesso cordone ombelicale.
Quando me la dai, quando me la dai rimase lincubo ricorrente delle notti di Maria.
Floriana continu a vivere nel suo petto.










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