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Per sempre tuo

di Teresa Cassani
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Pubblicato il 16/01/2021 15:19:25

PER SEMPRE TUO

-Vuole che la serva al tavolo?- la voce della barista intensamente calda.
-S, grazie- risponde Eliseo guardando la sala vuota.
Non c nessuno a questora, solo una donna anziana appollaiata su un seggiolino a ridosso del banco che si produce in un monologo sconclusionato su un trascorso amore.
Latmosfera intorno sa di sperdimento. Eliseo prende il giornale dal portariviste, sceglie un posto non distante dalla vetrata che d sulla pensilina, appoggia lo zaino al pavimento, sbottona il giaccone . Il fondo della seggiola di legno e guardarlo scalda un po. Si siede. Poi tira fuori dalla tasca il pacchetto di sigarette, spalanca sul tavolino le pagine del quotidiano.
La pressione del caff che sale e lacciottolio delle tazzine confondono il rumore delle parole che la sconosciuta anziana dissemina nel chiuso del locale.
Eliseo affonda i pensieri tra le righe della terza pagina. La barista ha appena servito il cappuccio. Lui alza gli occhi per tirare una boccata e immergersi nelle volute di fumo che si stemperano contro la porta a vetri. Dentro c il soliloquio della donna, pelliccia di volpe al collo, che si fonde nel ricordo della visita all'Istituto: i fotogrammi si susseguono veloci.

Stavano proprio sulla pensilina del primo binario lui e i suoi compagni di liceo in attesa del diretto. AllIstituto li avrebbero accolti due suore.
La ragazza, con la testa reclinata sulla spalla, si muoveva sola in mezzo alle altre, immobili e assenti. Poi si era avvicinata alla compagna di classe di Eliseo e, maldestra, le aveva preso le falde del cappotto azzurro. Mariangela, sentendo gli occhi di tutti i compagni puntati addosso e linteresse che, unica, aveva suscitato nellospite dellIstituto, a disagio di fronte a un altro disagio, era arrossita fino alla radice dei capelli. La suora aveva delicatamente afferrato la mano della ragazza, con la testa reclinata sulla spalla, per allontanarla.
Eliseo era rimasto colpito. Limbarazzo di Mariangela era il riflesso di una disposizione interiore gi percepita da tempo e capace di attrarlo.
Mariangela era rossori quotidiani, annullamento di s, sguardo per gli altri simile a una supplica, e poi silenzi, silenzi continui. Lui pensava che una donna cos non l avrebbe mai ingannato.
E quando aveva esercitato il proprio fascino su tutte le altre, che gli capitavano a tiro, lo aveva fatto superficialmente o per mascolina vanit. Perch sapeva come incantare una donna nel dirigere lo sguardo, nellinfilare la frase giusta, nel dire il vero in un verso.
Ma la colata dei sentimenti, che si traduceva in tenerezza, aveva ununica direzione.
Lei abitava in campagna, nella casa dei meli. Gli aveva detto che doveva aiutare i genitori anziani e non poteva trasferirsi da lui. Lui aveva insistito e lei aveva lasciato intendere un quasi s.
Ci aveva creduto. Tanto che si era messo a sistemare unabitazione .
Ma lei non si era mai decisa. E lui si era lasciato andare col fumo, il cibo e gli incontri occasionali.
Lei non aveva mai reciso il filo. Perch gli era affezionata e spesso gli chiedeva consigli.


Il fischio del treno in transito sul primo binario scuote Eliseo che porta alle labbra la tazza col cappuccino. La signora anziana ha terminato il monologo e lo fissa dal trespolo con unaria vagamente beffarda che sembra dire: E tu? Che coshai da raccontare?.
Eliseo distoglie lo sguardo e lo lancia verso la specchiera sempre appesa nella parte alta del muro di fronte al bancone. Osserva il tempo trascorso nei capelli grigi, la barba e le occhiaie. rimasto poco del ragazzo di allora.
La sala adesso un palcoscenico vuoto. Tutti tacciono. La barista strofina le tazzine, la signora guarda la testa di volpe appesa al collo, Eliseo ricompone le pagine del quotidiano e lo piega per riporlo. Poi afferra il telefono dalla tasca del giaccone e lo posa sul tavolino.
Forse questa mattina Mariangela gli mander un messaggio.
Non ha mai smesso di chiedergli consigli.
Gliene chiede ancora.
Gliene chieder sempre.


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