Pubblicato il 18/06/2010 11:06:52
Monologo di Alonso Quijano, Cavaliere dalla Trista Figura
Me barba Menego voleva andar al fronte ma con le braghe bsonte i nlhan mia ciap..
Di sotto sento Sancho che lavora. Toglie al cavallo le briglie e la sella, cantando una di quelle canzoni che non so mai dove le tiri fuori. Tra poco dormir, la bocca aperta, la testa sul saccone dellavena, senza rimorsi e senza pentimenti, come un aratro dopo la giornata. Ed io continuo, leggo ancora un poco, finito il vino e la candela a mezzo. E lora delle visite pi care, i miei fantasmi qui, ad uno ad uno sembrano uscire dal mio stesso fiato, non so se Ariosto, il vino, o tutti e due, ma insieme ai fumi e ai fantasmi sto bene. Dalla stalla non viene pi rumore. Povero Sancho, povero il mio Sancho, e povero anche me senza di lui, lui che ascolta la vita con il ventre e non ha dubbi, e non si sbaglia mai, e a mani larghe e spesse ride e fruga le contadine ai giorni della fiera Son tutte contadine - mi fa - solo che le signore hanno sette sottane!. Questo i miei libri non lo dicono, ma devo per forza pensare che vero, e se lo guardo mi sembra reale lidea stessa di felicit, che non un angelo dal volto severo, un cane con la pancia piena al sole che dorme e annusa e non sai cosa sogna.
Invidia? Non saprei. So che vuol dire nascere Hidalgo della Mancha o contadino, cosa vuol dire avere il piatto pieno di cibi delicati a tuo comando, letti di piume e gli abiti migliori. E in oro fino e moneta sonante paghiamo il privilegio di esser tristi, mediocri e svogliati e senza nerbo, eppure cos avidi e arroganti proprio per esser tutti cos tristi, e mediocri e svogliati e senza nerbo. Nemmeno credo che Sancho mi invidi, o quelli come me, accetta il fatto di vendermi il suo tempo per pro forma, sapendo bene che tra noi, dei due, lui il pi forte e io il bisognoso, ma in questo un gran signore e lo ringrazio, sopporta le mie furie con pazienza, e non rinfaccia mai, non si scompone, mi tenta a ragionare, e si rassegna. A ognuno il suo mestiere, e veramente io che mestiere avrei? Mah. Quel che conta farlo fino in fondo, ad ogni costo, chi scende nellarena lo sa bene che al toro non importa proprio nulla quanto sei bello, fine e delicato, quanto elegante e lieve il tuo balletto; ignaro di sfumature e dettagli il toro punta solo ad ammazzare. E nella vita non poi diverso: successo o rovina, applauso o fracasso, al calare dellultimo sipario si dica almeno che son stato bravo.
E tu che vuoi da me, tu che nellombra mi guardi senza dire una parola, fantasma che conosco e come il serpe curo e proteggo al caldo del mio seno, padre mancato e improbabile madre, cui rendo vive vene e polsi intatti, quel po di stile che ti fa pi bella mia Dulcinea, perch infierisci ancora? A me pi non si addicono parole, coi denti rotti in bocca parlo e sputo. Regno nellombra con il ragno e il topo, lontano da finestre daria chiara dove severa e assorta e senza fretta fili la seta e canti e non mi ascolti.
In seguito allincontro con un gregge di pecore, da lui scambiato per un vasto esercito e quindi attaccato lancia in resta, Don Alonso venne quasi ucciso a sassate dai pastori accorsi a difesa delle loro bestie. Nel corso di questo scontro perse due denti e si ribattezz Il Cavaliere dalla Trista Figura.
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