Pubblicato il 31/03/2008
Questa lopera prima del Bracci Testasecca, che per prima di scrivere il romanzo ha fatto una svariata serie di lavori in giro per il mondo, ci pare ovvio che abbia voluto mettere in questo variegato curriculum anche la voce romanziere. Il fatto che d il via alla vicenda un treno che si ferma in aperta campagna, quattro passeggeri scendono dal convoglio e, quando questo riparte, restano a terra. Verranno ben presto soccorsi da un tipo tanto bizzarro quanto prevedibile, e i malcapitati scopriranno che la vita in campagna meglio che in citt, che allaria aperta si pi sereni e che i telefonini non sono poi cos indispensabili come sembrano. Durante un paio di giorni trascorsi in questa sorta di villeggiatura forzata, ma neanche tanto, avranno modo di riflettere sulle loro vite e fare delle scelte che, solo per uno di loro, sar irrevocabile, altri due torneranno a fare esattamente come prima ed il quarto ci ripenser dopo un poco. Nel frattempo una strampalata emittente televisiva locale tenta di creare maldestramente un caso sulla sparizione dei quattro personaggi, ovviamente senza riuscirci. Dalla movimentata vita che lautore dovrebbe aver vissuto ci aspettavamo un pochino di pi, la vicenda ci sembra abbastanza prevedibile, non vi un grande approfondimento, i protagonisti vengono descritti nei primi quattro capitoli, costruendo cos una specie di grande preambolo che non serve a granch ed appesantisce tutta la narrazione, visto che i loro caratteri si esplicano abbastanza bene durante il corso della vicenda, e molti particolari delle descrizioni, danno giusto un po di colore al tutto ma si fermano l. Ci sembra che un ottimo racconto sia stato allungato e stiracchiato per farne un libro che riprende altre situazioni gi lette, mentre una narrazione pi breve, rapida ed incisiva avrebbe potuto mettere meglio in risalto la brevit del soggiorno campagnolo dei quattro, sottolineando lo stacco con il quotidiano ed avrebbe evitato alcuni luoghi comuni di situazioni consimili. La scrittura semplice e gradevole, la narrazione ha tratti molto simpatici ed il fatto che il romanzo abbia a volte laria di non prendersi troppo sul serio rende gli aspetti un po deboli, che abbiamo messo in risalto pi sopra, assolutamente perdonabili. Siamo sicuri che dopo questa prima prova lautore attingendo ad altre sue peripezie, visto che la sosta in campagna col treno lha vissuta ma quello quasi tutti , ci far leggere qualcosa di bello.
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