Francesco De Napoli opera da circa un trentennio presso lAssessorato alla Cultura Biblioteca Comunale di Cassino ed autore di numerosi volumi, tra poesia, narrativa e saggistica, curatore di diverse antologie, si presenta a noi lettori con una nuova raccolta, ben prefata da Mario Santoro, dal titolo Carte da gioco, sottotitolata Trilogia dellinfanzia. Lopera divisa in tre parti: Lattesa (1987), La casa del porto (1994 2002), Carte da gioco (2001).
Seguo questautore da ormai diversi anni e ho sempre trovato in lui una personalissima ricerca poetica che ben espressa nella nota critica di Massimo Grillandi posta al termine della raccolta: La poesia di Francesco De Napoli nasce da una genuina tensione interiore, dalla necessit di recuperare con il proprio passato anche il profumo inconfondibile dei sentimenti, che lo hanno alimentato e ne costituiscono lessenza pi vera. Le radici del poeta formano quindi la ragione prima della sua ispirazione e muovono accortamente, ma anche in modo appassionato, le acque di una nostalgia, che non riesce a farsi rimpianto, ma resta sempre sottesa alla necessit di instaurare, con se stesso e con gli altri, un colloquio che abbia un significato inteso a trascendere il privato e a farsi discorso universale e universalmente accettabile. In fondo al libro si pu anche leggere una bella testimonianza di Giorgio Brberi Squarotti.
Personalmente ho trovato varie perle, legate tra loro dal filo doro che percorre il dettato poetico dellautore. La memoria si fa miracolo attualizzante, con un gusto di proustiana forza evocativa, [] / Respiro il silenzio di quei giorni, / miracolo di memoria. (Pag. 24).
Il viaggio, larrivo, la partenza, il ritorno, la crescita, lo stupore del mondo, il sapore della genuina semplicit delle relazioni e la loro cifra di verit, la ricerca di una serenit, guadagnata dallaver profuso sangue, sono solo alcune delle suggestioni:
[]
Ciascuno ha sempre riservato
il posto pi adatto
alla sua sorte.
Cos, laver profuso ovunque
sangue e vigore
ti fece approdare infine nellarcana
martoriata Cassino.
Lo sguardo mite e sorridente
dei tuoi giorni migliori
evocava ricordi di vite gi vissute
altrove.
(Pag. 25)
Ti promisi che sarei diventato me stesso
uscendo insieme, una sera destate.
[]
(Pag. 29)
Ma crescere, diventare se stessi, adulti, significa anche fare esperienza del malessere esistenziale e della morte; riporto qui, semplicemente, due poesie che trovo di grande valore umano ed estetico:
Lho provato anchio
questo malessere, questo groppo
in gola, questa voglia
di sparire, di dissolvermi.
E ad ogni delusione
seguiva una volont nuova, ferma,
di studiare questi volti
sempre diversi, misteriosi,
perci delle mie ingenuit
ingannatori.
E fissavo ogni ruga, ogni mossa
che potesse essermi daiuto
domani, andando incontro a nuovi
tradimenti.
Placato nellorgoglio dellattesa
che prosciuga le venerd come i campi destate:
perch non vale il rifiuto,
vana la fuga.
(Pag. 35)
Il giorno in cui mor mio padre
mero bagnato per lultima volta,
nudo, sfidando la sorte,
nellazzurro totale, profondo, amaro,
smisurato, sordo a ogni preghiera,
vile, crudele del dolore.
Lappuntamento era stato rinviato
troppe volte, per troppo tempo
avevamo respinto il male.
Mi sembrava dessere invitato
allatto finale.
Mimmersi implacabile
per lui, che non lo vide neppure,
il mare.
(Pag. 36)
La poesia di De Napoli totalmente concreta, esperienziale, libera da sovrabbondanze di aggettivi e verbi, quasi un racconto che intesse storie personali ma che irradiano universalit, potrebbe essere la storia del lettore. A tratti prosa modellata in canto; difatti ci si pu trovare a leggere cantilenando tra qualche assonanza che incalza landare del pensiero per vie di fanciullesca memoria.
[]
Sento il profumo della mia terra:
ulivi e granone, arance e cicoria.
Ma come sanguina il seme della memoria.
- Ride la cicala, premonizione amara
[]
(Pag. 18)
Non posso, infine, non complimentarmi con l'Editore per la bella copertina.
Perch Carte da gioco? Beh, dovrete leggere il libro.