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Premio "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VII Edizione 2021
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Sipario

di Melisa Palumbo
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Pubblicato il 28/02/2019 11:06:51

Grande tendone,

di diversi colori,

domina la scena

prima del suo inizio.

 

Quel tendone

è un dolce rifugio

per l’uomo che, dietro a quel sipario,

cela le sue emozioni

ed indossa la maschera

dell’uomo fallace o perfetto.

 

É solo il sipario a dividere

l’emozione dell’attore

dal giudizio dello spettatore.

 

Se non ci fosse il sipario,

l’uomo non sarebbe più attore,

perché non potrebbe mostrarsi diverso

ma solo, e sempre, se stesso.

 

Il sipario in scena dona forza e vigore

a quell’uomo che, per tutti, è un attore

e – per se stesso –

è un cuore che pulsa e che batte

per dare senso alla sua vita,

recitandone i misteri,

le gioie e gli intrighi.

 

Sipario,

tendone maestoso,

che come sacrario raccogli i segreti più nascosti

dell’uomo attore,

separalo dal suo spettatore ma mai da se stesso,

 perché –  senza se stesso –

è una maschera che risuona senza lasciare la scia 

di una vita spesa nell’arte

 a gloria  dell’Eterna Bellezza.


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